mercoledì 30 settembre 2015

caro Lupo,siamo dalla tua parte

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Lupo sotto tiro

La politica mette il lupo sotto tiro © Lawria / flickr.com
Lo status di protezione del lupo viene messo in discussione sempre più spesso, anche in forme eclatanti. Alcuni allevatori francesi hanno alzato il tiro sequestrando alcuni funzionari. L’opinione pubblica delle regioni montane è divisa.
Gli allevatori hanno raggiunto il loro obiettivo: nel Dipartimento della Savoia è stato autorizzato l’abbattimento di sei lupi e a livello nazionale si discute di un allentamento dello status di protezione. All’inizio di settembre gli allevatori hanno sequestrato il presidente, il direttore e un collaboratore del Parco nazionale della Vanoise per 15 ore. Mentre gli autori del sequestro restano impuniti, la politica mette sotto tiro il lupo.
Le associazioni ambientaliste riconoscono che per gli allevatori il ritorno del lupo comporta oneri e difficoltà. Esse auspicano tuttavia soluzioni più adeguate rispetto alla semplicistica proposta di ricorrere agli abbattimenti. Il lupo nelle Alpi non è la causa dei problemi, ma un rivelatore dei problemi e delle difficoltà della filiera agricola in generale e in particolare della zootecnia, sostiene Marc-Jerôme Hassid, direttore della CIPRA Francia. “Il modello agricolo è malato e deve essere ripensato per agevolare la coabitazione tra esseri umani e natura”.
Chi parla con i toni più accesi detta l’agenda
Recentemente in Svizzera è stato allentato lo status di protezione per i lupi che vivono in branco – questo poco prima che nel Canton Ticino venisse accertata la presenza di un secondo branco. Appare discutibile la normativa che consente ai cantoni di decidere autonomamente se sussistono le condizioni per autorizzare gli abbattimenti. Il Canton Vallese ha colto la palla al balzo: un lupo verrà abbattuto per le sue predazioni, nonostante le greggi assalite non fossero sufficientemente protette. Nel frattempo un sondaggio condotto nei Grigioni, dove è insediato il primo branco di lupi presente in Svizzera, rivela che la maggioranza della popolazione è favorevole a un ritorno naturale dei grandi predatori.
Soluzioni per la convivenza
Gli Stati alpini si sono più volte pronunciati a favore di una convivenza tra uomini e predatori, in particolare nell’ambito della Convenzione delle Alpi, della Convenzione di Berna e della Direttiva Fauna-Flora-Habitat. Per attuare tali propositi sono necessarie misure di protezione delle greggi, procedure di risarcimento, un monitoraggio e una sensibilizzazione della popolazione. Anche la CIPRA contribuisce alla sensibilizzazione, in particolare nel suo recente Convegno annuale 2015 ha presentato un contributo di Duccio Berzi, presidente di Canislupus Italia, che si dedica alla mitigazione del conflitto tra predatori e attività antropiche in diverse regioni italiane.
Fonti ed ulteriori informazioni:

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