mercoledì 22 ottobre 2014

IL FUTURO DI GENOVA E IL CANALE DI RENZO PIANO

LEGAMBIENTE: RENZO PIANO E IL CANALE A ZIG-ZAG BELLA TRIPLICE ALLEANZA

giovanni spalla

dal secoloxix di mercoledi 22 ottobre 2014
 

PER LA TRIPLICE Alleanza Doria-Merlo-Burlando, il nuovo canale di Piano ha virtù taumaturgiche per lo sviluppo di Genova, il settore nautico e le riparazioni navali, tombando 5,5 ettari del bacino Duca degli Abruzzi.
Il disegno, al di là di fugaci suggestioni di "vision" e di principio "togliere più che costruire", "ridare il mare allacittà", non convince dal punto di vista urbanistico, idraulico, economico e pro-cedimentale: giudizio che esprimo anche a nome di Legambiente, Circolo Nuova Ecologia Genova.
Con l'intaglio del nuovo canale, Mandraccio-Fiera (2 km per 6 m per 20-80 m), si formano tre isole (Quartiere Molo, Riparazioni Navali, Fiera) con quattro ponti, una passeggiata e un nuovo insediamento lineare terrazzato a quattro piani, addossato al muraglione di corso Aurelio Saffi, destinato a residenze di lusso, commercio, alberghi e a più linee di trasporto, tra cui la Sopraelevata. A questa costruzione di 50.000 mq , si contrappone la demolizione di quella di 48.000 mq ex Nira.
Il canale, con sbocchi in acque ferme e sponde ad andamento discontinuo (strozzature minori di 10 metri), potrebbe avere problemi idraulici di ristagno.
Lo spazio acqueo, ottenuto demolendo i riempimenti, ammonta a 7,3 ettari e non ha le caratteristiche di un canale pubblico navigabile, come il Canal Grande di Venezia a cui enfaticamente ci si richiama, che mantiene una larghezza di 40-80 metri, quale via d'acqua ad alta percorrenza di battelli pubblici e privati.
Il bilancio tra demolizioni e costruzioni è questo: le superfici di riempimento del bacino Duca degli Abruzzi, pari a 5,5 ettari, sono il 75% di quelle di ricanalizzazione, pari a 7,3 ettari; i 50.000 mq sia delle nuove costruzioni lungo corso Aurelio Saffi sono quasi pari ai48.000 mq dell'ex Nira.
Il progetto, con un'enfasi tutta da ridimensionare, viene presentato come un'operazione capace di togliere più che di mettere. Il canale, in effetti, è un enorme parcheggio nautico o portic-ciolo turistico, che privatizza il litorale portuale, riduce le aree pubbliche e non lascia spazio, né ad una pista ciclabile, né a una tramvia a servizio della costa tra Voltri e Nervi.
Infatti, come nel blueprint, il disegno riporta una infinità di barche attraccate a disposizione dei presunti nuovi residenti.
Il progetto si basa su un'idea di città insostenibile, perché la proposta della Triplice Alleanza trasforma il litorale genovese: alla riconquista dello spazio acqueo da parte della città, corrisponde un'invasione di strade, di macchine e parcheggi lungo il canale.
Il progetto di canale a zigzag non dice se il tunnel sottomarino abbia ancora un ruolo oppure no, come siano accessibili le attività delle riparazioni navali e compatibili con le attività previste.
Il costo dell'intera operazione di 140 milioni è sottostimato perché dovrà comprendere interventi complessi tra i quali infrastrutture e impianti speciali, sdemanializzazioni, bonifiche suoli ex industriali.
Può l'AutoritàPortuale autofinanziarsi per realizzare l'opera e dare incarichi in conflitto di interessi?
Come mai nella carta dell'Assetto Urbanistico del PUC 2014 non c'è traccia di tale progetto, mentre rimane il tracciato del tunnel sottomarino?
E tempo di cambiare paradigma nella politica e nel governo del territorio, pensare in maniera non ingenua in un mondo globalizzato in crisi depressiva: ripianare bilanci pubblici attraverso introiti da speculazione edilizia causa dissesti sociali e territoriali.
E inaccettabile, in scadenza di mandato, impegnare finanze pubbliche su progetti vaghi.
L'idea nasce morta, frutto di un sogno infantile anche se fatto da vecchi!
Quelli che hanno fallito ad Erzelli, città e porto, non hanno avuto il coraggio di prendersi tutte le responsabilità dell'attuale dissesto idrogeologico, non sono stati capaci, nel quadro di un disegno urbano integrato consapevole, di costruire lo scolmatore della Sciorba, eliminando così le esondazioni del Bisagno, con costo minore dei danni alluvionali.
Il canale a zigzag è una chiara strumentalizzazione politica di archistar consenziente per conservare potere, proprio e degli eredi.

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