Contadini Usa lasciano gli Ogm
Mentre in Europa ancora non abbiamo le idee chiare sugli Ogm – e le ultime svolte legislative ancora lasciano troppo spazio ai capricci
delle multinazionali – cresce il numero di contadini negli Stati Uniti che sta valutando di piantare mais e soia non geneticamente modificati e di coltivare in regime biologico. Una combinazione di fattori, tra cui il più alto costo delle coltivazioni gm e il fallimento delle promesse transgeniche, il prezzo basso a cui si vendono le granaglie in genere e il mercato sempre più orientato verso prodotti Ogm free se non bio, stanno spingendo molti coltivatori a intraprendere questa strada.
La conferma, secondo quanto riportato da organicconnectmag.com, arriva dai rivenditori di semi in Illinois e Minnesota: già a partire dallo scorso novembre gli ordini di sementi non modificate geneticamente erano molto più alti rispetto al 2013, e per la soia si parla di un aumento del 50%, una tendenza inversa rispetto a quella degli ultimi 5 anni.
Dunque, perché i contadini stanno cambiando strada? Il primo motivo è sicuramente una faccenda di soldi: il calo dei prezzi dei cereali, al momento molto bassi, invita a produzioni più remunerative che rispondono alle nuove esigenze di mercato. Insomma, in tanti hanno capito che la qualità paga e l’idea di guadagnare qualche dollaro in più con una produzione specifica gradita dal mercato sembra a tutti una buona opportunità. A ciò si aggiunge la delusione circa le promesse non mantenute dalle colture transgeniche (le infestanti imperano e aumenta anche la resistenza degli insetti) e il fatto che in tanti si siano stufati di pagare per i brevetti.
Ma c’è altro: secondo un recente articolo del Des Moines Register i bassi prezzi di vendita dei cereali hi-tech stanno spingendo molti contadini verso il biologico: al di là degli aspetti economici che sono tutt’altro che trascurabili, questo tipo di produzione assicura benefici alle famiglie contadine e alle comunità rurali (ne abbiamo parlato in dettaglio qui). Lo conferma anche il fatto la forte ascesa del comparto bio a stelle e strisce: le previsioni indicano una crescita di oltre il 15% sui 32 miliardi di dollari del 2014. Tutti i giganti dell’american food, da Wal-Mart a Target fino a General Mills si stanno ingegnando per avere una propria offerta di cibo bio e addirittura McDonald’s ha recentemente preso in considerazione questa opzione…
A cura di Elisa Virgillito
e.virgillito@slowfood.it
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Fonte: organicconnectmag.com
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