Dal bordo di un oceano sconosciuto
vi mando un augurio e un abbraccio
sperando che lasci anche voi senza fiato
il mistero e la bellezza della nostra casa:
³(...) Abbiamo cento miliardi di neuroni nel nostro cervello, tanti quante
le stelle di una galassia, e un numero ancora più astronomico di legami e
combinazioni in cui questi possono trovarsi. Di tutto questo non siamo
coscienti. Noi siamo il processo formato da questa complessità, non quel
poco di cui siamo coscienti. (...)
Quanto è specificamente umano non rappresenta la nostra separazione dalla
natura, è la nostra natura. E¹ una forma che la natura ha preso qui sul
nostro pianeta, nel gioco infinito delle sue combinazioni, dell¹influenzarsi
e scambiarsi correlazioni e informazione tra le sue parti. Chissà quante e
quali altre straordinarie complessità, in forme forse addirittura
impossibili da immaginare per noi, esistono negli sterminati spazi del
cosmo...
(...) Ma immersi in questa natura che ci ha fatto e che ci porta, non siamo
esseri senza casa, sospesi fra due mondi, parti solo in parte della natura,
con la nostalgia di qualcosa d¹altro. No: siamo a casa.
La natura è la nostra casa e nella natura siamo a casa. Questo mondo strano,
variopinto e stupefacente che esploriamo, dove lo spazio si sgrana, il tempo
non esiste e le cose possono non essere in alcun luogo, non è qualcosa che
ci allontana da noi: è solo ciò che la nostra naturale curiosità ci mostra
della nostra casa. Della trama di cui siamo fatti noi stessi. Noi siamo
fatti della stessa polvere di stelle di cui sono fatte le cose e sia quando
siamo immersi nel dolore sia quando ridiamo e risplende la gioia non
facciamo che essere quello che non possiamo che essere: una parte del nostro
mondo.
(...) Qui, sul bordo di quello che sappiamo, a contatto con l¹oceano di
quanto non sappiamo, brillano il mistero del mondo, la bellezza del mondo, e
ci lasciano senza fiato².
(Carlo Rovelli, Sette brevi lezioni di fisica, Adelphi Milano 2014)
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