Un Robin Hood per il clima
La provocazione di Friends of the Earth per far capire quanto la finanza e la proprietà delle risorse energetiche siano importanti anche sul clima.
Basterebbero 53 dei più ricchi al mondo, da soli, per alimentare con energie rinnovabili da oggi al 2030 l’intera Africa e appena 32 per larga parte dell’America Latina, sostiene lo studio calcolando una spesa di 5182 miliardi di dollari.
«Questi numeri attivano un campanello d’allarme per i leader politici e i Governi. Il nostro mondo affronta due gravi crisi, inevitabilmente legate: la disuguaglianza crescente e i cambiamenti climatici. È giunta l’ora di risolverli insieme», ha affermato Sam Cossar-Gilbert di Friends of The Earth International.
I mutamenti climatici – sottolinea la rete ambientalista – sono già in corso, devastano comunità umane ed ecosistemi in tutto il pianeta. Se i rappresentanti dei 195 paesi convocati a Parigi – fra cui almeno 147 capi di Stato – non prenderanno urgentemente le misure adeguate per la riduzione dei gas serra «ci troveremo a fronteggiare un cambiamento catastrofico, i cui impatti supereranno tutto quello a cui abbiamo assistito sinora». E a pagare saranno ancora una volta le nazioni più povere e quelle che meno contribuiscono all’emissione di gas nocivi nell’atmosfera.
L’uso di energia derivante da fonti fossili è una delle principali cause delle emissioni di CO2 e contenerle è centrale per fermare questo clima impazzito. Rivoluzionare l’approvvigionamento energetico non vuol dire solo passare dalle fonti classiche a quelle rinnovabili, ma anche una più profonda democratizzazione della proprietà delle risorse delle fonti rinnovabili.
Non fermandosi alle tesi classiche che riguardano il cambiamento climatico, ma analizzando i processi umani che interagiscono profondamente con la natura, non si può non prendere in considerazione il ruolo di certa agricoltura e il rapporto tra la produzione, la distribuzione, il consumo e lo spreco di cibo, totalmente ingorati dal dibattito sulla COP21. Ecco perchè Slow Food ha lanciato l’appello Non mangiamoci il clima, che ti invitiamo a firmare.
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