Resoconto
n. 4/2016 Savona,
25 ottobre 2016
Cari
amici, la Seconda Commissione di oggi pomeriggio aveva due argomenti
di discussione: 1) Aurelia bis (situazione attuale e ipotesi di
interventi di mitigazione dei problemi) e 2) conseguenze della
piattaforma Maersk sulla struttura delle spiagge savonesi tra i
torrenti Quiliano e Letimbro.
Sul
primo punto l'assessore Arecco dichiara che l'Amministrazione sta
rincorrendo problematiche esistenti da molto tempo e descrive le
richieste avanzate ad ANAS da parte del Comune. Si tratta di
interventi che dovrebbero ridurre i problemi di inquinamento acustico
e dell'aria mediante la realizzazione di solette all'imbocco delle
gallerie. Si parla anche delle strade di collegamento e di un'ipotesi
di parcheggio di cintura da realizzarsi nella zona di via Turati-
Miramare. Tutti questi interventi sono presentati come "progetti
di larga massima" da realizzarsi da ANAS. Risulta poi che le
richieste del Comitato Turati- Miramare non sono state accolte: le
solette anti rumore e anti inquinamento non risultano
sufficientemente estese, assenza di collegamento razionale tra via
Turati e Aurelia bis, silenzio totale sulla ripiantumazione delle
centinaia di alberi eliminati. Inoltre persiste il problema del
rumore (diurno e notturno) per il quale il Comune ha rilasciato
deroghe. L'assessore a breve darà risposte sulle deroghe e sugli
alberi. Per il resto dichiara che le tavole presentate non contengono
il progetto definitivo e che saranno prese in considerazione le
proposte dei Cittadini. Ogni passaggio sarà portato in Commissione.
Sull'Aurelia
Bis, opera che riteniamo inutile e eccessivamente costosa, ci sono
molti aspetti poco chiari. Come è possibile che ANAS non sia stata
informata delle richieste dei Comitati? L'allora assessore Di Tullio
che andava a Roma da ANAS, che comunicazioni consegnava? Inoltre, era
stato detto (anche da Paita, assessore regionale) che non ci sarebbe
stata nessuna modifica al progetto, e ora scopriamo che invece siamo
ancora in una fase progettuale non definitiva.
Per
Villapiana c'è l'intenzione di recuperare la galleria tra via
Schiantapetto e via Firenze.
Il
secondo punto all'odg è stato richiesto da noi con un'interpellanza.
L'assessore Santi, che ha riunito la Commissione "obtorto
collo", introduce i lavori dichiarando che l'amministrazione
comunale non è pregiudizialmente
contraria alla piattaforma
e che la riunione di oggi deve trattare
esclusivamente il problema dell'erosione delle spiagge di Savona,
senza parlare della
Maersk.
In realtà noi avevamo chiesto che venisse indetta una riunione
pubblica per informare i Cittadini savonesi dei risultati
dell'inchiesta sulla Maersk, inchiesta pubblica in tre sedute
svoltasi quest'estate, a cui i giornali non avevano dato spazio. Dato
che la Maersk creerà danni direttamente al litorale savonese,
avevamo ritenuto indispensabile una riunione informativa per i
Cittadini.
Santi aveva allora proposto una Commissione come momento propedeutico
alla riunione. Però
con un blitz ha modificato il perimetro del problema e ha ridotto
alla sola erosione l'argomento all'odg. Ma
come si fa a parlare di un problema senza interessarsi delle sue
cause?
Sono
presenti il Sindaco, rappresentanti dell'Autorità portuale
(presidente Miazza e ing. De Stefanis) e i tecnici di cui abbiamo
chiesto l'audizione (ing. Cuneo, ing. Sirito e il geologo Filippi).
Il Sindaco tiene a dichiarare che la sua presenza indica il
particolare interesse con cui la Giunta segue il problema. Nei giorni
scorsi ha scritto una lettera al Sindaco di Vado, Monica Giuliano, in
cui chiede assicurazioni per il ripascimento delle spiagge in caso la
piattaforma crei problemi . Però noi ci chiediamo perché
richiedere il pagamento del danno, invece che evitarne la causa?
Il
Sindaco informa che Savona e le due Albisole hanno sottoscritto un
accordo con Regione e Autorità portuale che consente l'utilizzo di
materiale proveniente da fuori per un ripascimento costante degli
arenili.
Il
presidente Miazza ricorda gli interventi sulle spiagge avvenuti nei
primi anni 2000. Oggi si devono riproporre in modo massiccio e
lontano dalle stagione balneare. Dichiara l'attenzione di Autorità
portuale verso il turismo e l'attività balneare.
Poi
intervengono i tecnici invitati in audizione.
L'ing.
Cuneo, Presidente regionale di Italia Nostra, illustra il progetto
Maersk nel suo insieme: piattaforma e diga foranea. Per un'opera sul
mare bisogna fare una Valutazione di Impatto Ambientale che la
consideri nella sua complessità, e invece, per la Maersk nel 2009 è
stata fatta la VIA solo per la piattaforma. Informa delle
Osservazioni presentate al Progetto (visibili sul sito di "Vivere
Vado") e dell'andamento negativo del traffico container.
Concludendo il suo intervento si chiede
se abbiamo veramente bisogno di questa opera che
sarà praticamente poco utile e costerà 350 milioni di euro di cui
300 milioni pagati dallo Stato (v. Contribuenti italiani) e 50 dalla
Maersk.
L'ing.
Sirito (esperto di movimenti ondosi e di spiagge) mostra le
conseguenze sulla costa dell'ampliamento della diga foranea.
Verranno modificati il moto ondoso e il movimento della sabbia.
Quest'ultima, dal torrente Quiliano, non andrà più verso Savona
(con conseguente impoverimento del litorale) ma verso Vado che avrà
più sabbia nella rada. Una spiaggia in equilibrio è quella in cui
si equilibrano le energie da destra e da sinistra, altrimenti è una
spiaggia dissestata. Già oggi siamo al limite dell'equilibrio per
quanto riguarda il litorale savonese, e la mancanza di alimentazione
richiede il ripascimento. Ma con il dissesto il ripascimento non
basta. Sarebbe richiesta la costruzione di pennelli in mare, su una
spiaggia di 3 Km., operazione impossibile. La
sua conclusione è che la piattaforma Maersk non è compatibile con
l'equilibrio della spiaggia.
Alcuni
consiglieri intervengono (Venturelli, Marabotti, Battaglia, Bussalai)
e sostengono la lettura che ha dato l'assessore Santi: non
si deve parlare della piattaforma, solo della spiaggia savonese.
Intervengo anch'io, ma sostengo che non possiamo considerare una
conseguenza negativa (erosione spiagge) senza esaminarne le possibili
cause (ipotesi Maersk). Inoltre il Comune di Savona è direttamente
coinvolto nel progetto della piattaforma anche per il traffico di
camion che attraversano il suo territorio e, poiché non viviamo in
monadi, tutto quello che interessa il
mare e l'aria, anche se avviene a Vado, ci riguarda da vicino.
Miazza
informa che verrà realizzato un monitoraggio prima della esecuzione
della piattaforma e, successivamente, per cinque anni. Sul sito della
Regione sono pubblicate le memorie dell'inchiesta pubblica.
L'ing.
De Stefanis sostiene che l'ampliamento della diga viene fatto per
proteggere l'accosto delle navi alla piattaforma. Secondo studi
effettuati da Technital, gli effetti della piattaforma e della diga
non incidono oltre la foce del Quiliano. L'ing.Sirito sostiene una
cosa ben diversa, ma De Stefanis ritiene che Technital sia corretta e
quindi accoglie le sue conclusioni senza essere sfiorato dal dubbio.
Per quanto riguarda l'inquinamento da camion nella fase di
costruzione, hanno ottenuto l'autorizzazione a trasportare via mare
parte del materiale necessario. Faranno un nuovo terminal ferroviario
per la piattaforma.
Il
progetto costerà 350 milioni di € di cui 300 da parte pubblica e
50 da parte della Maersk. I privati spenderanno in impiantistica
altri 100 milioni.
Questi,
in breve, gli argomenti. Non ho parlato dell'atmosfera della
riunione. Era chiaramente percepibile l'ostilità di gran parte dei
componenti della Commissione nei confronti dei tecnici non di parte
(Cuneo e Sirito) e nei nostri riguardi. Siamo
stati accusati di criticare pregiudizialmente la
piattaforma, per motivi politici.
Da questo è chiaro che il consiglio comunale (ad eccezione del M5S)
è su posizioni trasversali favorevoli al progetto. Si tratta di
consiglieri che non conoscono l'esatta portata del problema e che,
durante l'estate, non hanno partecipato a nessuna delle riunioni
dell'inchiesta pubblica. Assolutamente impreparati, esprimono giudizi
con estrema superficialità. Si accontenteranno solo di chiedere
controlli e monitoraggi su una piattaforma già costruita.
Tristissimo, anche perché una struttura così impattante e
disastrosa per le attività della balneazione e della ricezione
turistica, potrebbe essere accettata (!?) se garantisse migliaia di
posti di lavoro. Ma nel progetto ne sono previsti 303, senza neppure
una garanzia che sarà in realtà così, mentre saranno davvero
centinaia i posti di lavoro persi.
Al
termine di questa Seconda Commissione si è riunita la Conferenza
dei Capigruppo
per decidere quale indicazioni dare all'Amministrazione, che
parteciperà all'Assemblea dei soci di ATA
il 4 novembre. Il Comune di Savona è il Socio di maggioranza, con
l'85% delle azioni. I presenti (mancavano solo Addis e Ravera)
concordano sulla richiesta di rinnovo
dei vertici dell'Azienda,
rinnovo da realizzarsi quanto prima per evitare ulteriori danni ad
ATA. Ci si augura che la vicenda trovi una soluzione politica già
nell'Assemblea del 4. In caso contrario, verrà convocato un
Consiglio comunale d'urgenza.
Cordiali
saluti a tutti. Daniela
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