Gentile Dr.ssa Caprioglio,
è da venerdì che rimando l'estensione di queste poche righe, sperando da un lato in un Suo ripensamento riguardo alla chiusura del Museo Archeologico, dall'altro, stretto da un'angoscia terribile che mi ha tolto e mi toglie lucidità e mi costringe a cercare parole che non vogliono saperne di uscire, cerco il bandolo di una matassa inestricabile e assurda.
Ricordo, durante la Sua campagna elettorale, le belle parole riguardo alla cultura, alla necessità di un rilancio di Savona da un punto di vista turistico e ambientale; la necessità di trasformare il Priamar in un contenitore ricco di attrattiva per i giovani, per i nostri figli. Già, i nostri figli, proprio loro che per ironia della sorte hanno ambedue appena iniziato il corso introduttivo all'archeologia con grande entusiasmo e voglia di apprendere, di “sporcarsi le mani” con un cantiere che prometteva grandi soddisfazioni e che rischia ora di non poter neppure iniziare.
Cosa è cambiato in questi pochi mesi ?
Sicuramente la grave situazione di dissesto ereditata molto ha pesato sulle Sue scelte e sulle Sue decisioni ma La prego di fermarsi ancora un momento a riflettere se davvero valga la pena di cancellare 26 anni di lavoro, un museo costruito con passione, unico vero punto di riferimento nella fortezza: allo stesso tempo museo, info point, luogo di presidio di quello che è a tutti gli effetti il luogo di elezione per la visita in città da parte di tanti turisti, specie di quelli sbarcati nel vicino porto crociere.
Davvero non c'è altra strada ? Non mi sembra possibile che tutto debba finire così e mi sento pervaso da una grande tristezza, che contrasta con le speranze di un cambiamento dal punto di vista della gestione della cultura che la Sua decisione di mantenere la delega a questo importante settore mi aveva fatto sperare.
La Sua attenzione alla vita di Savona, alle associazioni, la Sua disponibilità a fermarsi per strada a parlare con la gente sinceramente mi faceva sperare altri scenari.
La prego ci ripensi, dia a Savona un motivo di essere orgogliosa di quello che ha costruito e ai nostri ragazzi la speranza di un domani fatto di progetti e non di tagli.
La saluto cordialmente e resto a Sua disposizione, chiedendole nel contempo, se possibile, un incontro per discutere più approfonditamente dell'argomento.
Mauro Brunetti
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