LA MAZZATA DEFINITIVA????
Oggi notizie di stampa annunciano la progressiva privatizzazione della biblioteca civica con il conseguente consueto lamento:
a) La colpa è del centrosinistra e della situazione debitoria dei comuni;
b) Non possiamo assumere e quindi siamo costretti a privatizzare i servizi.
Oggi vi sono alcuni problemi che noi Verdi vorremmo esporre alla cittadinanza e alla Giunta nonche’ alla Sindaca , che ci governa:
1) Ma chi governa l’Italia o meglio la Lega Nord ,che governa Savona non è pure presente nel governo nazionale? L’ingresso di Ripamonti, già assessore a Savona, in parlamento non era stato annunciato come la sicura difesa degli interessi cittadini?
2) La città paga sicuramente gli errori e le scelte sbagliate del centrosinistra ma paga pure l’ansia di privatizzazione e di tagli alla cultura compiuti in questi anni dalla Giunta Caprioglio.
In pochi anni infatti il centrodestra
a)ha privatizzato il Museo della Ceramica;
b)ha tagliato ogni contributo al Museo Archeologico, unico caso al mondo di museo civico, che vive con gli incassi di visitatori e visitatrici in modo precario e grazie ai miracoli compiuti dall’Istituto Internazionale di Studi Liguri;
c) ha chiuso o meglio ha reso inutile l’apertura del museo Pertini e Cuneo ;
d)progetta pure la privatizzazione degli spazi Liberty di villa Zanelli ;
e) dimentica l’esistenza della cella di Mazzini dove nacque la Giovine d’Italia ,abbandonando anche ogni prospettiva di valorizzazione, recupero o anche solo progettazione dei beni culturali, che vengono quasi vissuti come una sorta di fastidiosa appendice.
A questo punto, come al solito ,sorge la consueta domanda:
dopo la nomina di una assessora alla cultura, che ripete il solito mantra dell’assenza di soldi e dopo la palese incapacità del centrodestra di far divenire la cultura l’asse portante della rinascita della città integrando le strutture pubbliche e religiose in una unica politica di valorizzazione puntando alla nascita di una nuova coscienza civica cittadina chiediamo ancora una volta alla Giunta Caprioglio un atto di dignità ovvero andarsene in modo che Savona possa nuovamente esprimersi e non affondare progressivamente e placidamente come il fiume Timavo quando affronta il suo percorso sotterraneo.
Danilo Bruno
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