lunedì 19 gennaio 2015

L'austerity nel piatto

Menù Europei, l’austerty nel piatto

by benicomuni
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di Laura Fano
Quando, qualche mese fa, ho ricevuto una lettera dal comune di Roma che mi informava della nuova iniziativa culturale Menù Europei, a differenza di tanti altri genitori, non sono riuscita a provare alcun entusiasmo. L’iniziativa prevedeva, in occasione del semestre europeo, l’inserimento nella dieta proposta nelle mense di scuole elementari e materne di Roma Capitale di alcuni piatti ‘tipici’ di paesi europei. La mia mancanza di entusiasmo e il mio scetticismo erano dovuti al fatto che questi piatti, più che ‘tipici’, erano molto poco salutari. Si trattava di fish and chips, wurstel, cotolette e altro cibo pieno di grassi animali e privo di alcun apporto nutritivo. E poiché in alcuni dei paesi menzionati ho anche vissuto, so benissimo che a questi cibi corrispondono alti livelli di obesità e perfino maggiore incidenza nelle nuove generazioni di malattie quali il diabete. In fondo il sindaco è anche medico, possibile che non se ne renda conto?
10896858_392706420905475_1517514340803510304_nLa lettera inoltre trasudava ignoranza sulle traduzioni gastronomiche che si pretendeva insegnare ai bambini. Secondo il Comune di Roma, il piatto tipico dell’Irlanda (paese natale di mio marito), sarebbe il ‘chicken and chips’, ossia un banale pollo con patatine fritte. Abbiamo veramente bisogno di far conoscere ai nostri figli il pollo con le patatine fritte? E soprattutto, questo insegnerà loro qualcosa di utile sull’Irlanda? Infine, se si vuole proporre un’educazione alimentare, questa non può consistere solo nel propinare nuovi cibi ai bambini, ma deve essere accompagnata da un’attività didattica volta a riempire l’iniziativa di un contenuto culturale, cosa ovviamente non prevista dal progetto.Insomma, il mio scetticismo, presto divenuto indignazione, era dovuto al fatto che mi sembrava di trovarmi davanti al solito esempio di senso di inferiorità italiano nei confronti degli altri paesi europei. Diciamocelo chiaramente, in quanto a dieta, l’Italia supera di gran lunga qualunque altro paese europeo. Perché non andarne fieri, piuttosto che importare il peggio delle abitudini culinarie straniere?
Per quanto indignata però, non potevo davvero immaginare cosa si celasse dietro questa presunta iniziativa culturale e quali fossero realmente le motivazioni dell’amministrazione. Il menù europeo è ormai stato proposto in più di un’occasione nelle scuole romane, e l’indignazione non è più solo mia. Insegnanti e genitori sono rimasti tutti scioccati dal cibo che è stato presentato ai bambini. I consiglieri del Movimento 5 Stelle hanno protestato in comune e alcuni giornali hanno raccolto la notizia. Dietro questa iniziativa si cela in realtà un bieco tentativo di tagliare i costi delle mense scolastiche, a spese della salute dei bambini romani. I piatti ‘tipici’ consistono infatti in misere porzioni di fast food: patatine fritte, carne o pesce fritto (di dubbia qualità e provenienza, anche a detta dei cuochi delle mense), totale mancanza di verdura, tutto servito in un’unica porzione, assolutamente non sufficiente a sfamare la fame dei bambini. Mia figlia è tornata a casa, dopo il primo esperimento, dicendomi che nel piatto c’erano quattro patatine fritte e una cosa ‘verdina’ che forse era pesce.
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Lei era contenta, ma cosa ne sa una bambina di quattro anni? Qualcuno dovrebbe tutelarla, invece di ingannarla. E poiché questa manovra economica, perché di questo si tratta, funziona molto bene, l’amministrazione ha deciso di proporre i nuovi menù 2-3 volte al mese, invece di una volta come menzionato nella lettera ai genitori.L’indignazione e la protesta però corrono su internet. I genitori si stanno mobilitando. Non lasceremo davvero che i nostri figli siano cavie per risanare il buco di bilancio dell’amministrazione capitolina, già impegnata a tagliare fondi necessari agli asili nidi e scuole materne. Se qualche genitore indignato sta ora leggendo questo articolo, sappia che non è solo e che ci stiamo già organizzando per contrastare questa squallida manovra.

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