Marcia
Globale per il Clima
Il
29 novembre si manifesta a Savona
appuntamento
alle ore 14,30 in Piazza Mameli
Marcia Globale per il Clima:
cancellato l’evento di Parigi ma 50 grandi manifestazioni sono
programmate in tutto il mondo il 28 e 29 novembre, alla vigilia
dell’apertura della Conferenza sul clima di Parigi, per chiedere di
arrivare finalmente a un accordo vincolante che fermi i cambiamenti
climatici.
Anche a Savona la Marcia è
organizzata dalla Coalizione italiana clima, che conferma
l’appuntamento del 29 novembre e invita tutti alla partecipazione.
In marcia per il clima e per la pace: partenza alle 14,30 da Piazza
Mameli per raggiungere Piazza Sisto IV dove interverranno Antonio
Lupo del Comitato Amigos Sem Terra Italia e il comico Daniele Raco.
Dopo i fatti tragici di
Parigi e il divieto del governo francese di organizzare le
manifestazioni per il clima, la marcia nelle altre città del mondo
si carica di ulteriore significato per sconfiggere la paura e
costruire la pace. “Marceremo anche per tutti quelli che a Parigi
non potranno più aderire a questa manifestazione globale” dicono
gli organizzatori. Alla marcia savonese del 29 novembre
parteciperanno molte organizzazioni di difesa dei diritti umani,
ambientaliste, confessionali, sindacali, sociali e enti locali che
aderiscono a movimenti pacifisti e che lavorano con i migranti.
E’ importante essere in
tanti per far sentire la voce della società civile, perché i
cambiamenti climatici ci riguardano tutti, da molto vicino, e sono
un’emergenza con ripercussioni in tutti i campi: ambientale,
sociale, economico e geopolitico. La questione climatica è, infatti,
strettamente intrecciata con le migrazioni, le guerre e i drammatici
eventi che scuotono il medio oriente, l’Europa e il mondo intero.
E’ la partita della gestione delle risorse e rappresenta
l’occasione per definire un nuovo scenario energetico e un nuovo
modello di sviluppo che punti alla tutela del bene comune e delle
risorse naturali.
Per fermare l’aumento
della temperatura almeno entro 2 gradi centigradi, il tempo stringe.
Gli impegni già sottoscritti dagli Stati in previsione del Summit di
Parigi, purtroppo, non bastano. Servono oggi obiettivi e misure più
ambiziosi.
La partita che si gioca alla COP21 è quella del futuro
del mondo: una questione che non può prescindere dalla
partecipazione della società civile e dall’ascolto delle sue
proposte. Per questo è fondamentale essere in tanti il 29 novembre,
per chiedere con forza giustizia climatica, un nuovo scenario
energetico che fermi le emissioni di gas serra e apra la strada a
equilibri nuovi e sostenibili.
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