venerdì 3 febbraio 2017
amiu-iren no grazie
Lettera aperta al sindaco di Genova sulla proposta di
aggregazione AMIU -IREN
Egregio signor Sindaco,
sei anni fa, nel corso della sua campagna elettorale, partecipo' alla presentazione, da parte di SEL,
di un innovativa proposta di gestione dei materiali post consumo prodotti dai genovesi: il Modello
Genova.
Allora mostro' interesse al Modello Genova, che contrapponendosi al Modello Torino e al Modello
Brescia, puntava al massimo recupero e riutilizzo delle materie valorizzate usate dai genovesi e
arrivate alla fine della loro prima vita utile.
La presidenza AMIU, affidata al dr Castagna, con la priorità da lui riconosciuta ad una gestione
economica basata sulla circolarità dei flussi di materia, metteva concretamente le basi al Modello
Genova che, nel frattempo, sottraendo importanti quantità di scarti alla discarica, era anche la
risposta più sensata al divieto di conferimento dei rifiuti indifferenziati a Scarpino.
Questo modello, incentrato su raccolta porta a porta e di prossimità e sulla tariffazione puntuale
per premiare le famiglie che differenziano di più, e' stato approvato dal consiglio comunale, e dopo
approfonditi studi, frutto di onerose consulenze, e' stato avviato in alcuni quartieri cittadini, con
ulteriori investimenti a carico della comunità.
Ora, la dichiarazione di interesse vinta in solitario da IREN, mette in discussione tutto questo, costi
ed investimenti compresi, in quanto sembra che la nostra comunità debba sottostare alle richieste
del nuovo partner e garantirgli di fare i suoi affari con i soldi delle famiglie e delle aziende
genovesi.
Le irricevibili modifiche al piano di gestione dei nostri materiali post consumo pretese da IREN,
francamente imbarazzanti, sono state stralciate dalle nuove linee guida per l'elaborazione del
Piano Industriale Ottimizzato, che il consiglio comunale si appresta a votare.
Che il nuovo piano per la gestione dei materiali post consumo dei genovesi debba essere
ottimizzato e' cosa ovvia, resta la domanda: "a favore di chi"?
Il fatto è che il Consiglio comunale ha già approvato ed avviato da tempo il Piano Ottimizzato,
proprio quello previsto con il Modello Genova.
Ci sfugge il motivo per cui, ora, questo Piano debba essere messo in discussione da una azienda
che avrebbe tutto l'interesse di partecipare alla realizzazione di un Modello di gestione innovativo.
Non ha le competenze? Non crede all'economia circolare? Ha problemi da risolvere con i suoi
impianti sottoutilizzati?
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Ma tornando alle linee guida, cosa nasconde la vaghezza dell'obiettivo di "minimizzare i disagi per
i cittadini, attraverso una modalità di raccolta adeguata e compatibile con la specificità della Città di
Genova"?
Si vogliono cancellare le modalità già studiate e avviate, quelle che, siamo già certi, garantiscono
un rapido superamento del 65% di raccolta differenziata e il raggiungimento della massa critica di
materiali differenziati, necessari per avviare nuove imprese di riciclo?
Massa critica che si può raggiungere solo con la raccolta differenziata e di prossimità di cinque
frazioni merceologiche e che, dati alla mano, garantisce i costi più bassi per abitante.
Queste modalità non sono gradite a IREN? Non sono gradite ai partiti che temono di perdere
consenso?
Nel nuovo Piano Industriale Ottimizzato che fine ha fatto la riduzione alla fonte?
Sparita perché IREN ha bisogno di rifiuti da inviare ai suoi inceneritori di Torino e Parma, messi
alla fame da vincenti politiche di riciclo avviate in queste citta'?
E la realizzazione di un'isola ecologica in ogni municipio? Anche queste, che da sole
permetterebbero di superare il 65% di raccolta differenziata, spariscono dal Piano Industriale
Ottimizzato per accontentare IREN e non creare imbarazzo ai Presidenti?
E perche', come si legge nel documento, il piano CONAI, già approvato, deve essere rivisto?
A riguardo, quali sono gli interessi di IREN? Come si conciliano con gli interessi dei genovesi che
e' quello di produrre e vendere al miglior prezzo i loro materiali post consumo?
Per concludere, signor Sindaco, questo frettoloso matrimonio AMIU-IREN si deve proprio fare?
È negli interessi dei suoi concittadini, dei lavoratori AMIU?
In attesa di una sua risposta siamo certi che, prima di chiudere il suo mandato, farà le scelte
migliori per la città e i suoi abitanti.
Cordiali saluti
2 Febbraio 2017
Per comunicazioni:
Renata Vela
renata.vela@gmail.com
Referente regionale nella Campagna nazionale LIP Rifiuti Zero
del Coordinamento ligure GCR
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