UN PATTO PER IL LAVORO A SAVONA
Nei giorni scorsi la Giunta inconsistente savonese si è arricchita di una nuova assessora,già comunista,poi socialista ed ora leghista:Maria Zunato.
Ella,appena insediata,ha annunciato il suo programma:un patto per il lavoro a Savona.
Noi Verdi per una volta non vogliamo ricordare che la giunta di centrodestra ha fatto del binomio cemento + carbone l'asse della crescita cittadina nè tanto meno ricordare i duri colpi inferti a lavoratori e lavoratrici dalla legge "Biagi", dalla riforma pensionistica Maroni con il famoso "scalone" o dal patto per Milano voluto dal locale centrodestra dividendo il fronte sindacale e provocando solo un grave incremento del precariato.
A questo punto proponiamo tre possibili assi di manovra su cui avviare un dialogo cittadino:
a) affermare il principio del rifiuto del consumo del suolo attraverso ad esempio:un programma di manutenzione territoriale,un piano di riqualificazione urbana volto a favorire il social housing,le famiglie giovani e le persone a basso reddito promuovendo anche una radicale revisione del piano urbanistico comunale in modo da impedire ogni possibile nuova lottizzazione a cominciare dal Crescent 2 e favorire il ruolo di pianificazione del Comune;
b) avviare un piano di raccolta differenziata e porta a porta in modo da avviare una razionale raccolta a Savona e soprattutto la promozione di nuova occupazione anche nel campo della green economy;
c) favorire le attività culturali come espressione della coscienza civile cittadina e fattore di coesione sociale in modo che la città manifesti il proprio ruolo di promozione della pace e della solidarietà internazionale.
Noi crediamo che questi sarebbero gli assi su cui costruire una città,che sappia produrre nuova occupazione e soprattutto sia accogliente ed europeista.Purtroppo però questi sono i valori che sicuramente non piaceranno alla nuova assessora già comunista,poi socialista ed ora leghista.
Danilo Bruno
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