Lettera inviata dal Comitato Liberi Cittadini di Certosa alle varie Istituzioni in indirizzo qui di seguito:
Al Presidente della Regione Liguria
Giovanni Toti
Genova
presidente@regione.liguria.it
All’Assessore Regionale all’Ambiente
Giacomo Raul Giampedrone
Regione Liguria
assessore.infrastrutture@regione.liguria.it
All’Assessore alla Salute
Regione Liguria
Sonia Viale
assessore.sanita@regione.liguria.it
Al Sindaco del Comune di Genova
Marco Bucci
gabsindaco@comune.genova.it
segreteria.sindaco@comune.genova.it
All’Assessore all’Ambiente
Comune di Genova
Matteo Campora
asscivicieambiente@comune.genova.it
All’ARPAL
16149 Genova
segr.dirgen@arpal.gov.it
segreteria.ds@arpal.gov.it
All’ASL 3 Genova
U.O. Igiene e Sanità Pubblica
Genova
igiene.pubblica@asl3.liguria.it
Al Presidente del Municipio V Valpolceveraa
Federico Romeo
municipio5presidente@comune.genova.it
Oggetto: Crollo del Ponte Morandi – Richiesta monitoraggio eventuale stato inquinamento da amianto – Impatto sulla salute dei cittadini della Valpolcevera
A seguito del crollo del Ponte Morandi e delle tante notizie apparse su diversi quotidiani cittadini, gli abitanti della Valpolcevera e, in particolar modo, quelli delle zone limitrofe al viadotto, stanno manifestando alcune serie preoccupazioni in merito all’eventuale presenza di amianto nelle macerie delle strutture coinvolte dal crollo.
Gli effetti sulla salute degli abitanti potrebbero non essere riscontrabili nell’immediato e queste criticità e timori si aggiungono ai tanti che già affliggono la popolazione interessata dalle conseguenze di questo tragico evento. Le difficoltà quotidiane di spostamento, dato anche dall’isolamento della Valle, e non solo, sono aggravate dallo stato di ansia che è sorto nelle persone già molto turbate da quanto è accaduto. Vivere vicino al Ponte Morandi è oggi più avvilente che mai e tante sono le difficoltà pratiche e i rischi.
Al fine di dare voce alle tante istanze emerse tra la cittadinanza si chiede dunque alle istituzioni e agli enti in indirizzo di adottare tutte le misure di rispettiva competenza, e in tempi ragionevoli, per fronteggiare queste serie preoccupazioni, condivise anche da coloro che direttamente lavorano sul sito interessato.
A tal fine si domanda di:
- Procedere all’installazione di centraline per un monitoraggio costante dello stato di inquinamento (in particolar modo della presenza di particelle di amianto, ma non solo) di tutto il materiale coinvolto dal crollo, nelle aree circostanti e nell’aria;
- Rendere pubblici i dati di suddetti monitoraggi;
- In caso di rilevazione di presenza di particelle di amianto, adottare tutti i protocolli prescritti dalla legge anche durante la fase di trasporto e deposito di suddetto materiale che rischia di diffondersi in modo incontrollato;
- Avviare uno studio epidemiologico delle zone coinvolte, direttamente e indirettamente dal crollo.
Si evidenzia infine, come la necessità di un monitoraggio, serio e costante, delle sostanze inquinanti sia fondamentale, considerato che in Valpolcevera già insistono diverse importanti servitù, cantierizzazione (es. Terzo Valico) e strutture produttive (es. Iplom) che costituiscono gravi elementi di rischio concreto per la salute dei cittadini, come già verificatosi. A ciò si aggiunge la carenza di strutture sanitarie, ormai cronica, nel territorio, aggravata dall’isolamento soprattutto della zona di Cerosa/Rivarolo.La qualità della vita degli abitanti sta diventando sempre più scarsa e difficile.
La necessità di una tutela della salute degli abitanti è però una priorità assoluta, molto sentita da tutti gli abitanti, vittime a vario titolo, del crollo del Ponte Morandi. Necessità alla quale chiediamo di dare un riscontro concreto prima che sia troppo tardi anche al fine di tranquillizzare la popolazione, già molto provata anche psicologicamente.
Si rimane in attesa di un Gentile, e si spera, veloce, riscontro.
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