giovedì 1 gennaio 2015

Italia chi inquina non paga...un intervento di Angelo Bonelli

Ambiente, nel 2014 in Italia chi inquina non paga

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Il 2014 che si appresta a concludersi è stato un anno orribile per l'ambiente perché chi ha inquinato non ha pagato

Il 2014 sarà ricordato come l'anno del chi inquina non paga. L'ultima prescrizione, riguarda ladiscarica di Bussi, in Abruzzo, per cui non c'è nessun responsabile e nessun colpevole. E non c'è nessun responsabile per quanto riguarda il processo Eternit per cui la Cassazione ha annullato per prescrizione la condanna di Stephan Schmidheiny.
Eppure di procedimenti penali che hanno riguardato i reati ambientali ve ne sono stati 50 mila tra il 2004 e il 2013 su un totale di 1.552.435 procedimenti. Dice Angelo Bonelli leader dei Verdi:
L’Italia è zona franca anche per chi vuole inquinare e non pagare nulla. Oltre ai processi prescritti c’è il dramma ambientale ed economico della mancata applicazione del principio chi inquina paga,ovvero dopo la prescrizione penale c’è anche la prescrizione economica.In Italia ci sono circa 180.000 ettari di siti nazionale e regionali da bonificare a cui vanno aggiunti siti inquinati non inseriti negli elenchi del ministero ambiente dei SIN ma non per questo non presentano gravi problematicità di danno ambientale. Il danno ambientale comprende i costi delle bonifiche, di ospedalizzazione dei cittadini ammalati a causa dell’inquinamento e i costi ambientali, cosi come previsto dalla direttiva europea che applica il “ principio chi inquina paga “ previsto dalla direttiva europea 2004/35/CE.
In Italia abbiamo tanti disastri ambientali impuniti: Terra dei fuochi, Marghera, Taranto, Gela, Eternit, Valle del Sacco, Quirra e per ciò si attende l'inserimento nel Codice Penali del reato del delitto ambientale. La proposta arriva da associazioni di cittadini, di studenti, di categoria e comitati e promossa da Legambiente e Libera affinché sia approvato il disegno di legge sui reati ambientali nel Codice penale che prevede 4 delitti ambientali: inquinamento e disastro ambientale, trasporto e abbandono di materiale radioattivo e impedimento al controllo. Ogni anno sono accertati 30 mila reati che fruttano oltre 16 miliardi di euro ma che mettono in serio pericolo la salute e la sicurezza dei cittadini. Il testo di questa legge è fermo al Senato e approvarlo significherebbe rendere giustizia al popolo inquinato. , a danno della sicurezza e della salute di tutti i cittadini e dell’economia sana.
L'altra faccia della medaglia dell'inquinamento e dai costi che gravano sulla salute e la sicurezza dei cittadini sono i costi delle bonifiche che in Italia, per ettaro, possono costare dai 450 mila al milione di euro e in taluni casi anche di più. Sapete quanti fondi sono stati stanziati dai privati per le bonifiche dal 2002 al 2013? 1,8 miliardi di euro contro i 2,3 miliardi di euro pubblici che però non sono stati sufficienti. In Italia abbiamo ben 57 siti altamente inquinati da bonificare, i cosiddetti SIN, per cui occorrerebbero 220 miliardi di euro, secondo stime che potrebbero però puntare al rialzo.
Spiega Bonelli:
Il danno ambientale nel SIN di Taranto (sito importanza nazionale da bonificare) è stimato in 8,5 miliardi di euro dai custodi giudiziari della Procura della Repubblica. Per la discarica di Bussi, in Abruzzo, cifra analoga 8,5 miliardi di euro. Per la centrale Enel di Polesine Camerini a Porto Tolle- Rovigo l’ISPRA ha calcolato il danno ambientale in 2,7 miliardi di euro con una relazione scientifica depositata nel procedimento penale che ha portato alcuni mesi fa alla condanna dell’ex ad Scaroni. A Crotone nell’area dell’ex Pertusola i danni provocati stimati sono di 3 miliardi di euro. Nel petrolchimico di Priolo-Melilli-Augusta solo disinquinare l’area servirebbero 10 miliardi di euro a cui vanno aggiunti i danni sanitari e ambientali con una cifra che supera i 12 miliardi di euro. A Brescia dove c’e’ il Sin della Caffaro e dove si è inquinato per 20 anni il danno provocato è di 10 miliardi. A Brindisi nel Sin dove ci sono le centrali a carbone il danno stimato è di 3,5 miliardi di euro.
Chi ha inquinato, attentato alla salute dei cittadini non ha mai pagato in Italia. C’è stato un livello di sfruttamento del territorio che non solo ha violato i limiti della natura ma violato impunemente le leggi e il codice penale della Repubblica italiana. Le conseguenze all’economia di questo danno ambientale è elevatissimo, che gli economisti dovrebbero studiare perché quando si inquina le conseguenze su altre economie sono forti. Ad esempio come nell’agricoltura, nella pesca, nel turismo, nel commercio e gli indotti a loro legati. Quello che chiediamo è che il principio chi inquina paga si applichi in Italia arrivando a prevedere per legge il sequestro dei patrimoni degli inquinatori.

Teheran emergenza inquinamento

Iran, emergenza inquinamento a Teheran: “Uscite solo se necessario”

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Le autorità iraniane hanno lanciato l’allerta rosso chiedendo alla popolazione di uscire solamente in caso di necessità

Teheran, capitale dell’Iran, è sotto assedio. Il nemico è invisibile, ma fa ammalare, quando non uccide e così le autorità della capitale iraniana hanno deciso di emanare un “allerta rosso” e, a causa della qualità “malsana” dell’aria di Teheran hanno consigliato alla cittadinanza di non uscire a meno che non vi siano urgenze.
Una metropoli di quasi otto milioni di persone è sotto scaccop: non è certo inusuale in Asia, mentre lo è abbastanza in Iran. Secondo Hassan Abbasi, capo del Servizio centrale delle emergenze, circa 400 persone sono state trattate negli ospedali di Teheran a causa dell’inquinamento nella sola giornata di lunedì 29 dicembre.
Il numero ha iniziato a salire da venerdì 26 dicembre. L’Organizzazione per la difesa dell’ambiente sostiene che l’allerta rosso riguarda soprattutto le categorie deboli: donne incinte, bambini, persone con problemi cardiaci e respiratori. La attività delle fabbriche sono state sospese per due giorni e anche gli scolari sono stati trattenbuti all’interno degli edifici anche negli intervalli. Anche la circolazione delle auto provate è stata limitata all’interno del centro di Teheran. Qualora la situazione non dovesse migliorare, il Ministero della Salute potrebbe decidere di tenere chiuse le scuole situate a Teheran. Oltre all’orografia – Teheran si trova inh una sorta di conca attornata dalle montagne – l’inquinamento è determinato da altri fattori quali la cattiva qualità delle emissioni delle raffinerie, la quantità di auto, l’insufficienza si infrastrutture per il trasporto pubblico fanno sì che, a oggi, un abitante su tre muoia per problemi imputabili all’esposizione all’inquinamento atmosferico.
Via | Le Monde
© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

Gli Etruschi si nascondono ....storie italiane

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Anche tu redattore - Viterbo - La segnalazione di Diego Bianchi

“Necropoli etrusca, il cartello c’è ma è contromano”

Viterbo - La strada che dovrebbe portare a Castel D'Asso
Viterbo – La strada che dovrebbe portare a Castel D’Asso
Viterbo -Il cartello che indica Castel D'Asso
Viterbo -Il cartello che indica Castel D’Asso
Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo - Volevo segnalare la grande astuzia dei viterbesi che giocano a nascondere le bellezze del loro territorio (bellezze che non si rendono neanche troppo conto di possedere) a chi vorrebbe conoscerle e apprezzarle, il tutto per non fare lo sforzo di mettere due cartelli a segnalarle.
Un cartello, seppur di epoche remote, esiste: sta a segnalare la non lontana necropoli di Castel d’Asso e si trova di fronte alle Terme dei Papi (un buon luogo per posizionarlo visto l’afflusso di persone che lì transitano).
Fin qui tutto bene, se non fosse che seguendo l’indicazione del cartello si finisce non più di 20 metri dopo ad imboccare una strada contromano.
Spero il comune provveda entro brevissimo tempo.
Diego Bianchi

Anche tu redattore – Le segnalazioni dei lettori
Chiediamo a tutti i lettori di segnalare ogni situazione interessante giornalisticamente. Un ingorgo nel traffico, una festa, una sagra, un incidente, un incendio o qualsiasi situazione che secondo voi merita attenzione a Viterbo e in tutta la Tuscia.
Basta azionare il telefonino, fotografare e scrivere due righe con nome e cognome inviandole alla redazione, specificando se si vuole essere citati nell’articolo e/o come autori delle foto, e far riferimento all’iniziativa “Anche tu redattore”. In ogni caso va inserito un proprio contatto telefonico (preferibilmente cellulare) che, ovviamente, non sarà reso pubblico.
Puoi inviare foto, video e segnalazioni a redazione@tusciaweb.it.
Puoi anche usare WhatsApp con questo numero 338/7796471 senza nessun costo.
Insieme potremo fare un giornale sempre più efficace e potente al servizio dei cittadini della Tuscia. I materiali inviati non vengono restituiti e divengono di proprietà della testata.

scongiuro contro un futuro razzismo

Scongiuro contro il nazismo futuro

by Citta invisibile
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Foto tratta da azcentral.com

"Rime di rabbia. Cinquanta invettive per le rabbie di tutti i giorni", da poco ristampato da Salani, è un libro bellissimo (con le illustrazioni di Giulia Orecchia) di Bruno Tognolini, poeta e scrittore. Il libro - che ha vinto il premio speciale della giuria del XXX Premio Andersen, uno dei più prestigiosi riconoscimenti italiani attribuiti ai libri per ragazzi, ai loro autori, a illustratori ed editori - raccoglie poesie furiose, amare, spassose, da leggere per ribellarsi, per ridere, per consolarsi, per cominciare a guardare il mondo con occhi diversi. Le sue poesie sono prima di tutto un grido contro tutto coloro che ogni giorno, in molti modi, devastano il mondo e alimentano il dominio del profitto. Scrive Tognolini: "Speriamo che la rabbia dei bambini non ci presenti un conto troppo duro".

di Bruno Tognolini
ULTIMA RIMA. PER I GRANDI
SCONGIURO CONTRO IL NAZISMO FUTURO
Gli abbiamo detto che la rabbia non è bene
Bisogna vincerla, bisogna fare pace
Ma che essere cattivi poi conviene
Più si grida, più si offende e più si piace
Gli abbiamo detto che bisogna andare a scuola
E che la scuola com'è non serve a niente
Gli abbiamo detto che la legge è una sola
Ma che le scappatoie sono tante
Gli abbiamo detto che tutto è intorno a loro
La vita è adesso, basta allungar la mano
Gli abbiamo detto che non c'è più lavoro
E quella mano la allungheranno invano
Gli abbiamo detto che se hai un capo griffato
Puoi baciare maschi e femmine a piacere
Gli abbiamo detto che se non sei sposato
Ci son diritti di cui non puoi godere
Gli abbiamo detto che l'aria è avvelenata
Perché tutti vanno in macchina al lavoro
Ma che la società sarà salvata
Se compreranno macchine anche loro
Gli abbiamo detto tutto, hanno capito tutto
Che il nostro mondo è splendido
Che il loro mondo è brutto
Bene: non c’è bisogno di indovini
Per sapere che arriverà il futuro
Speriamo che la rabbia dei bambini
Non ci presenti un conto troppo duro

idee per la rinascita di Roma e dell'Italia

Un grande concorso d’architettura contemporanea finalmente a Roma. Ecco il progetto Città della Scienza: 90 milioni di investimenti privati cambiano tutta l’area di fronte al Maxxi


Vista dell'area
QUARTIERE FLAMINIO SEMPRE PIÙ AL CENTRO
Il quartiere Flaminio si conferma quadrante in evoluzione per la Roma più contemporanea, attraverso il lancio di un concorso internazionale di progettazione urbanistica bandito da CDP Investimenti Sgr in collaborazione con l’Amministrazione Comunale che dopo anni di letargo si muove sullo scacchiere dei concorso internazionali d’architettura, per la creazione della Città della Scienza oltre che di tutto un nuovo quartiere residenziale, commerciale e ricettivo proprio di fronte al Maxxi. L’area del concorso individuata – nei capannoni industriali SMMEP, appartenenti all’ex Stabilimento Macchine Elettriche di pertinenza del Ministero della Difesa, tra via Guido Reni e via del Vignola – si estende per 5,1 ettari ed è circondata da importanti opere architettoniche: il Foro Italico, il Villaggio Olimpico, il Parco della Musica di Renzo Piano, il Museo Maxxi di Zaha Hadid, il Palazzetto dello Sporto di Nervi e lo Stadio Flaminio.
RESIDENZE, STRUTTURE COMMERCIALI, SPAZI PUBBLICI, E IL MUSEO DELLA SCIENZA
Il concorso in due fasi richiede la progettazione di residenze e alloggi sociali (per 2mila persone circa), strutture commerciali e spazi pubblici, coerenti con la variante urbanistica approvata dal Consiglio Comunale lo scorso agosto. Il progetto nasce dalla collaborazione tra la Cassa Depositi e Prestiti Investimenti Sgr, proprietario dell’area un tempo in capo al Ministero della Difesa e poi ceduta, e Roma Capitale, che ha attivato un importante processo partecipativo di confronto e ascolto con il quartiere e poi ha voluto fortemente l’approvazione della variante in Consiglio. “L’intervento di trasformazione dell’ex SMMEP di Via Guido Reni è, quindi, finalizzato a generare spazio pubblico ed a consentire la realizzazione di funzioni a servizio della città e delle sue prospettive internazionali, facendosi carico delle esigenze di prossimità degli abitanti. Roma Capitale, grazie al lavoro dell’assessore Caudo e del suo staff, ha avviato un processo di partecipazione con la cittadinanza per definire le attrezzature pubbliche e rilanciare il Progetto Urbano Flaminio” afferma il sindaco Marino, che aggiunge: “Quando diciamo che Roma può cambiare volto parliamo proprio di questo: della capacità di lavorare con le istituzioni, di varare progetti credibili, capaci di mobilitare risorse anche private. Il tutto per migliorare la vita dei romani. Il Museo della Scienza e il nuovo quartiere che sorgerà in quest’area saranno un fiore all’occhiello per la Roma del nostro immediato futuro“.
Gli ex capannoni industriali SMMEP
CONCORSO IN DUE FASI, 90 MILIONI DI EURO IL COSTO
Lanciato il 23 dicembre 2014, il concorso richiede la progettazione urbana il cui incarico di dettaglio sarà poi affidato al vincitore e comprende: la Città della Scienza (mq. 27.000), Residenze (mq. 29.000), Residenze sociali (mq. 6.000), Strutture commerciali (mq. 5.000), Albergo (mq. 5.000), Spazi pubblici e a verde (mq. 14.000). Il costo presunto di realizzazione del progetto è pari a 90 milioni di euro a cui si aggiunge la realizzazione della Città della Scienza e la sistemazione dell’area di 10.000 mq ad essa destinati. Il Concorso di progettazione è articolato in due fasi: la prima di candidatura con CV e proposta progettuale, la seconda di progettazione da parte dei sei gruppi selezionati. La partecipazione è aperta ad architetti e ingegneri appartenenti agli Stati membri dell’Unione Europea e Svizzera, regolarmente iscritti ai relativi Ordini Professionali. Entro 15 giorni successivi alla scadenza per la presentazione delle candidature – ore 12 del 26 febbraio 2015 – una short list di candidati non superiore a 6 sarà scelto dal Gruppo di lavoro per partecipare alla seconda fase. I risultati saranno visibili sul sito ufficiale www.progettoflaminio.it, nel quale saranno anche elencati tutti i dettagli tecnici da seguire. Ai gruppi scelti sarà poi richiesto un progetto preliminare (dopo aver consentito loro una visita all’area di cantiere) e verifica intermedia con il Gruppo di Lavoro. Entro 15 giorni successivi alla scadenza per la consegna degli elaborati saranno chiamati a illustrare alla Giuria i criteri e le soluzioni adottate. Al termine dei lavori la Giuria – composta dal Prof. Paola Di Biagi (Presidente, Università degli studi di Trieste), Prof. Christian Sumi (Accademia di Architettura, Università della Svizzera Italiana – Burkhalter Sumi Architekten, Zurigo), Arch. Giacomo Borella (Studio Albori, Milano), Dott. Marco Sangiorgio (CDP Investimenti Sgr), Ing. Giovanni D’Onofrio (CDP Investimenti Sgr), Prof. Béatrice Jullien (membro supplente, Ecole d’Architecture Paris – Belleville, Frenak&Jullien Architectes), Prof. Francesco Garofalo (membro supplente, Università G.D’annunzio, Chieti-Pescara) – renderà pubblico il vincitore basandosi su qualità architettonica e urbana del progetto, inserimento nel contesto urbano, fattibilità tecnica ed economica dell’intervento, sostenibilità ambientale ed energetica.
E IL DIALOGO CON IL MAXXI?
Una buona notizia per il ritorno dei grandi concorsi di architettura contemporanea, ad ampio respiro, nella Capitale del paese. E un’ottima notizia per la zona del Maxxi che così si andrà sviluppando e caratterizzando completando funzioni mancanti (si pensi che in tutta l’area che comprende il museo d’arte contemporanea e l’Auditorium più frequentato del mondo dopo il Lincoln Center non c’è lo straccio di un albergo) pur con alcuni vulnus: proprio per la vicinanza del Maxxi sarebbe stato corretto coinvolgere il presidente della Fondazione Maxxi o un rappresentante della stessa in giuria. Auguriamoci, inoltre, che questa nuova progettualità porti ad una riqualificazione di Via Guido Reni, la strada dove il grande sviluppo immobiliare affaccerà: oggi è un triste parking a cielo aperto privo di qualsiasi qualità urbana…
Calendario ufficiale:
FASE 1
23 dicembre 2014
Avvio del concorso (pubblicazione del sito)
13 febbraio 2015
Termine per la richiesta di chiarimenti
16 febbraio 2015
Termine per la pubblicazione delle risposte
26 febbraio 2015
Termine per la consegna degli elaborati prima fase
9-10 marzo 2015
Selezione dei 6 gruppi finalisti
FASE 2
23-24 marzo 2015
Incontro dei 6 candidati con la Giuria e sopralluogo
27-28 aprile 2015
Confronto intermedio dei 6 candidati con la Giuria
16 giugno 2015
Termine per la consegna degli elaborati seconda fase
22-23 giugno 2015
Presentazione dei 6 progetti alla Giuria e selezione vincitore
Giulia Mura

esperienze positive di giovani italiani e italiane

Vulcano Produzioni: la storia, tra cinema e arte

Casa di produzione sì, ma a sostegno degli artisti. Giovanni Marta racconta Vulcano Produzioni. La storia, il lavoro, i professionisti hanno il sapore del cinema. Ma il core è l’arte contemporanea. Da Regina José Galindo a Driant Zeneli. Ecco come nasce un video d’arte.


Regina José Galindo - La pecora nera. Foto Claudio Bettio
Regina José Galindo – La pecora nera. Foto Claudio Bettio
Come nasce Vulcano? E l’esigenza di una casa di produzione a sostegno degli artisti?Vulcano nasce dalla passione per l’arte contemporanea condivisa da persone che lavorano nel mondo aziendale, e che hanno saputo trasformare questa passione in un progetto esplosivo. La scintilla è stata il programma di residenza RAVE, di cui Vulcano ha sostenuto la nascita e che ci ha permesso di lavorare con artisti di respiro internazionale come Adrian Paci, Ivan Moudov e Regina José Galindo, con i quali abbiamo intrapreso un percorso progettuale che ha portato in seguito a nuove produzioni.
L’obiettivo di Vulcano è quello di sostenere la produzione artistica mettendo a disposizione un approccio strutturato e la nostra esperienza manageriale, innescando così processi di contaminazione reciproca tra il mondo dell’arte e quello aziendale. Ciò si traduce nel supporto alla realizzazione di opere legate principalmente alla produzione video e digitale, ma anche di fotografie, installazioni, mostre e pubblicazioni.
Chi sono le anime di Vulcano?Vulcano è composto da un gruppo di professionisti provenienti dal mondo aziendale affiancati da figure e professionalità appartenenti al mondo dell’arte contemporanea. Persone con provenienze diverse, ma accomunate dalla passione per l’arte, che operano insieme in uno scambio reciproco di competenze ed esperienze, cercando nuove soluzioni e contaminazioni per la realizzazione di progetti innovativi. Le anime di Vulcano sono quindi molteplici, ma sicuramente è imprescindibile il ruolo dell’artista, che è il cuore del nostro modello progettuale.
Driant Zeneli. Foto Nico Covre
Driant Zeneli. Foto Nico Covre
Come lavorate a supporto degli artisti? Come realizzate le scene più complesse? Ad esempio nel lavoro di Driant Zeneli When dreams become necessity l’artista è impegnato in un volo reale e uno metafisico. Come procedete in fase di progettazione e produzione?Nel caso specifico di When dreams become necessity l’artista ci ha proposto la sua idea e l’abbiamo condivisa fin da subito: la necessità di superare il limite e andare oltre l’utopia fa parte del nostro quotidiano. Abbiamo partecipato alla progettazione in sinergia con l’artista, individuando i giusti partner, mettendo a disposizione le risorse per poter realizzare il video, accompagnando Driant Zeneli in location per tutta la produzione dell’opera. In generale Vulcano partecipa attivamente e affianca l’artista in tutte le fasi di produzione, dalla progettazione alla preparazione, dalla realizzazione alla presentazione pubblica dei progetti.
Che tipo di sostenibilità ha il vostro progetto? E quale mercato?Le produzioni vengono sostenute grazie all’attivazione di partnership mirate con aziende interessate ai nostri progetti e che condividono appieno la nostra missione. Questo modello rende possibile la produzione artistica e allo stesso tempo permette di declinare i conentenuti dell’arte in maniera non convenzionale trasformandoli in forme di comunicazione innovativa e in conoscenze volte migliorare le performance del management e i processi d’impresa.
Braccia rubate all'informatica. Foto Nico Covre
Braccia rubate all’informatica. Foto Nico Covre
Quale è il vostro prossimo progetto?Dal punto di vista della produzione stiamo sviluppando progetti con alcuni degli artisti che hanno creduto in Vulcano fin dalla sua nascita, e in cui Vulcano crede, come Isabella Pers, Tiziana Pers, Driant Zeneli e Matteo Attruia.  Stiamo inoltre sviluppando progetti di comunicazione innovativa e di marketing digitale legati alle collaborazioni consolidate che portiamo avanti con maggiore continuità, quali RAVE Residency e il PAC di Milano, con cui recentemente abbiamo rinnovato la partnership fino al 2016.
Cosa distingue il vostro lavoro dal cinema?La riflessione sul rapporto tra arte contemporanea e cinema è un tema molto attuale, affrontato anche dalla collettiva GLITCH, tuttora in mostra ora al PAC di Milano. Possiamo svelare in anteprima che è ora in corso la produzione della prima opera filmica interamente prodotta da Vulcano, che ci tiene impegnati da più di un anno e che verrà ufficialmente lanciata nel 2015. Il film, girato nei maggiori palcoscenici con i più importanti interpreti della scena contemporanea, svelerà uno spaccato sulla vita di uno degli artisti italiani più famosi al mondo. Per il momento non possiamo dirvi di più, non resta che aspettare che si apra il sipario…
Santa Nastro

anticipazioni dal rapporto censis sugli anziani

Rapporto Censis: Meno male che nonno c’è

Il 48° rapporto Censis sulla situazione sociale del paese, appena pubblicato, ha dedicato un capitolo al cosiddetto welfare famigliare, inteso come rapporto di auto mutuo aiuto che si viene a creare all’interno degli ambiti famigliari allargati, con particolare riferimento ai rapporti intergenerazionali.
In realtà il rapporto parte da una considerazione negativa: il maggior costo per spesa pensionistica, per prestazioni sociali e per spesa sanitaria quale conseguenza del progressivo allungamento della vita media degli individui.
Nel numero di gennaio di Anziani e Società un servizio sugli aspetti più propriamente legati al mondo della terza età contenuti nel Rapporto Censis 2014