sabato 26 marzo 2016

un nuovo appello per i si alle trivelle







IL CROLLO DEL PREZZO DEL PETROLIO E IL MANCATO SOSTEGNO ALLE RINNOVABILI SONO LA CAUSA DI PERDITA DI POSTI DI LAVORO

Il Comitato Nazionale del Referendum VOTA SI per fermare le Trivelle ricorda che si intende abrogare una norma che è stata introdotta dal governo il 1 gennaio di quest'anno con l'ultima Legge di Stabilità.Fino al 31 dicembre 2015 le concessioni avevano durata massima di 30 anni, con un vincolo temporale come qualsiasi altra forma contrattuale. Questo è quanto il Referendum del 17 Aprile intende ripristinare e per questa ragione risulta incomprensibile che una vittoria del SI possa causare la perdita anche di un solo posto di lavoro".

La Fiom, tra gli aderenti al VOTA SI al Referendum del 17 Aprile, parla di "sciocchezze" quando si afferma che l'eventuale vittoria del SI al Referendum del 17 Aprile sarebbe causa del licenziamento di migliaia di lavoratori che opererebbero sia sulle piattaforme petrolifere che nelle attività di supporto.
"Tutto ciò è assolutamente falso" - riporta la nota della Fiom - "in quanto sulle piattaforme fisse di produzione di petrolio o metano vi lavorano tra i 2 e i 4 lavoratori. Questo avviene perchè le piattaforme sono gestite da remoto attraverso ponti radio o cavi".
E in merito ai lavoratori indiretti e quelli dell'indotto la Fiom afferma che "se il governo attivasse una reale politica energetica fondata sulle energie rinnovabili e in coerenza con gli impegni assunti nella Conferenza sul Clima di Parigi per ridurre le emissioni nella atmosfera, si attiverebbero enormi possibilità di una occupazione alternativa a quella odierna e più ricca professionalmente".

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