venerdì 8 gennaio 2016

movimenti e fine delle democrazie

Nuovo articolo su Comune-info

I movimenti e la fine delle democrazie

by maomao comune
fffffffff

rrrrr
10959810_909952789023738_8751419286751104288_n
Giovane zapatista con paliacate. Foto Massimo Tennenini
 di Raúl Zibechi
Nel primo articolo scritto nel 2016, il Premio Nobel dell’Economia Paul Krugman analizza le conseguenze del dominio dell’oligarchia del denaro nel sistema politico del suo paese (gli Stati Uniti, ndt). Dopo aver titolato “Privilegi, patologia e potere” (The New York Times, 1 gennaio 2015), sostiene che “i ricchi sono, in media, meno propensi a mostrare empatia e a rispettare le norme e le leggi, ma più propensi all'infedeltà, di coloro che occupano i gradini più bassi della scala economica”.
Non si tratta solo di una condizione sociale e culturale, e meno ancora di una tendenza spirituale, visto che Krugman centra la sua analisi nella risposta a una domanda chiave: “Che accade a una nazione che assegna sempre più potere politico ai super ricchi?”.
La risposta viene impreziosita da esempi. Nella prima parte della campagna elettorale per il voto del 2016, la metà delle contribuzioni a tutti i candidati vengono da meno di 200 famiglie facoltose. Quel tipo di famiglie ha figli il cui comportamento Krugman definisce “egocentrico e maleducato”. L'esempio migliore è il candidato che è in testa per il partito repubblicano, Donald Trump. Secondo la sua opinione, Trump sarebbe stato “un fanfarone e un prepotente” in qualsiasi posto avesse occupato, perché “i suoi miliardi gli permettono di eludere i controlli che impediscono alla maggior parte delle persone di liberare le proprie tendenze narcisistiche”.
Un altro esempio: Sheldon Adelson, un magnate del gioco d’azzardo di Las Vegas, è accusato di legami con il crimine organizzato e il business della prostituzione. Per fermare il processo che lo vedeva come imputato, ha comprato il maggior giornale del Nevada, ha rimosso la tendenza seguita e messo i giornalisti a monitorare tutta l’attività dei tre giudici della corte incaricati del suo processo. Poi ha cominciato a diffondere rapporti negativi su quei giudici. Dal suo bastione di Las Vegas, che utilizza come trampolino elettorale, il multimilionario Adelson ha cominciato a giocare un ruolo importante nella competizione interna dei repubblicani.
Krugman dice che un’oligarchia si è impadronita della politica. Si può tranquillamente sostenere che questa constatazione non sia affatto nuova e che siano parecchi gli analisti concordi in questa valutazione. Paul Craig Roberts, ex segretario aggiunto del Tesoro durante il governo di Ronald Reagan, sostiene che il collasso dell’Unione Sovietica, nel 1991, ha provocato un’esplosione di arroganza nelle élites statunitensi che ha portato i neoconservatori a controllare la politica estera e quella interna del paese. La deregulation, all’interno, e la tendenza a spingere il mondo verso la guerra nucleare, sul piano internazionale, sono alcune delle conseguenze più nefaste di questa svolta sistemica.
Per i movimenti popolari, il problema non sta solo nel constatare che lassù in alto hanno smarrito la rotta, che non hanno più contatto con la società né il minimo interesse nel fatt

Nessun commento:

Posta un commento