TERZO VALICO PILONI NEL TORRENTE ESPOSTO DEGLI ECOLOGISTI
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«Terzo valico, piloni nel torrente» esposto in Procura degli ecologisti
Spanò: non sono rispettati piano di bacino e progetto esecutivo
MANCATO rispetto del piano di bacino del Polcevera e del progetto esecutivo realizzato dallo stesso Cociv. È l'accusa contenuta nell'esposto presentato in Procura da Angelo Spanò, co-portavoce metropolitano dei Verdi, per chiedere alla magistratura di accertare la regolarità dell'esecuzione di uno degli interventi collegati al terzo valico ferroviario.
Nel mirino dell'esposto, curato dall'avvocato Daniele Granara, c'è l'intervento di adeguamento del nodo di Pontedecimo: secondo Spanò, infatti, nell'esecuzione di questi lavori non sarebbero state rispettate le indicazioni del piano di bacino di Polcevera, in quanto «le pile e gli sbalzi dei viadotti si trovano nell'alveo del torrente Verde e non, come prestabilito dal progetto esecutivo emesso dal Cociv, al di fuori della sezione dell'alveo medesimo».
Nell'esposto si richiamano vari articoli del piano di bacino stralcio del Polcevera, per sottolineare che la possibilità di realizzare in deroga "opere pubbliche strategiche indifferibili ed urgenti" è condizionata comunque al fatto che "non si producano effetti negativi nei sistemi geologico ed idrogeologico" e che "non costituiscano significativo ostacolo al deflusso, non riducano in modo significativo la capacità di invaso, e non concorrano ad incrementare le condizioni di rischio". E alla magistratura si chiede di fare verifiche proprio sul rispetto di queste e di altre condizioni.
Le contestazioni riguardano in particolare la realizzazione di due nuovi viadotti lungo il torrente Verde, previsti nell'ambito dell'adeguamento del nodo di Pontedecimo.
«In particolare, nel caso
del viadotto VI - si legge nell'esposto - lo sbalzo doveva essere posto lato torrente (...) in modo tale da non invadere l'alveo con il fusto della pila (...), mentre, nel caso del viadotto V2, le pile ed il sovrastante pulvino erano previsti in asse, risultando situate al di fuori della sezione di alveo». E, invece, secondo quanto scrivono Spanò e Granara, pile e sbalzi dei due viadotti sarebbero nell'alveo del torrente Verde.
Adesso toccherà alla Procura stabilire se ci sono state effettivamente delle violazioni oppure no. Ma, intanto, i Verdi stanno vagliando anche un'altra possibilità, sulla quale si confronteranno con altre forze politiche: quella di chiedere la costituzione di una commissione parlamentare d'indagine "ad hoc", che passi ai raggi x tutto l'iter e l'esecuzione in corso dei lavori del terzo valico.
A. COL.
«Terzo valico, piloni nel torrente» esposto in Procura degli ecologisti
Spanò: non sono rispettati piano di bacino e progetto esecutivo
MANCATO rispetto del piano di bacino del Polcevera e del progetto esecutivo realizzato dallo stesso Cociv. È l'accusa contenuta nell'esposto presentato in Procura da Angelo Spanò, co-portavoce metropolitano dei Verdi, per chiedere alla magistratura di accertare la regolarità dell'esecuzione di uno degli interventi collegati al terzo valico ferroviario.
Nel mirino dell'esposto, curato dall'avvocato Daniele Granara, c'è l'intervento di adeguamento del nodo di Pontedecimo: secondo Spanò, infatti, nell'esecuzione di questi lavori non sarebbero state rispettate le indicazioni del piano di bacino di Polcevera, in quanto «le pile e gli sbalzi dei viadotti si trovano nell'alveo del torrente Verde e non, come prestabilito dal progetto esecutivo emesso dal Cociv, al di fuori della sezione dell'alveo medesimo».
Nell'esposto si richiamano vari articoli del piano di bacino stralcio del Polcevera, per sottolineare che la possibilità di realizzare in deroga "opere pubbliche strategiche indifferibili ed urgenti" è condizionata comunque al fatto che "non si producano effetti negativi nei sistemi geologico ed idrogeologico" e che "non costituiscano significativo ostacolo al deflusso, non riducano in modo significativo la capacità di invaso, e non concorrano ad incrementare le condizioni di rischio". E alla magistratura si chiede di fare verifiche proprio sul rispetto di queste e di altre condizioni.
Le contestazioni riguardano in particolare la realizzazione di due nuovi viadotti lungo il torrente Verde, previsti nell'ambito dell'adeguamento del nodo di Pontedecimo.
«In particolare, nel caso
del viadotto VI - si legge nell'esposto - lo sbalzo doveva essere posto lato torrente (...) in modo tale da non invadere l'alveo con il fusto della pila (...), mentre, nel caso del viadotto V2, le pile ed il sovrastante pulvino erano previsti in asse, risultando situate al di fuori della sezione di alveo». E, invece, secondo quanto scrivono Spanò e Granara, pile e sbalzi dei due viadotti sarebbero nell'alveo del torrente Verde.
Adesso toccherà alla Procura stabilire se ci sono state effettivamente delle violazioni oppure no. Ma, intanto, i Verdi stanno vagliando anche un'altra possibilità, sulla quale si confronteranno con altre forze politiche: quella di chiedere la costituzione di una commissione parlamentare d'indagine "ad hoc", che passi ai raggi x tutto l'iter e l'esecuzione in corso dei lavori del terzo valico.
A. COL.
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