martedì 1 dicembre 2015

lo schermo pirata

Se lo schermo pirata arriva in periferia

by JLC
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di Flaminia Carocci
Mercoledì 25 novembre, in occasione dell’anteprima gratuita del film “La felicità è un sistema complesso” di Gianni Zanasi, si è svolto a Roma il dodicesimo Schermo Pirata del Cinema America.
L’iniziativa si inscrive in un ciclo di proiezioni libere sui muri e sui monumenti della città organizzate dall'associazione Piccolo Cinema America, con l’obiettivo di creare un cinema diffuso, una piazza della cultura, luogo di passaggio, scambio e conservazione del dibattito e del movimento politico e sociale del territorio. Dai cinema abbandonati, come il Troisi e l’Induno, al muraglione del Lungotevere, alla Facoltà di Ingegneria di San Pietro in Vincoli, alle mura di Castel Sant’Angelo, fino ad arrivare al Giardino degli Aranci con l’anteprima nazionale gratuita di “Una storia sbagliata” organizzata in collaborazione con Palomar e LaRepubblica, e alla riapertura del Drive In di Casal Palocco.
L'associazione Piccolo Cinema America ha scelto per quest’occasione una location in periferia, presso i locali del liceo scientifico Benedetto Croce, in un quartiere, Colli Aniene, nel quale l’unico polo culturale è la biblioteca comunale, l’unica sala cinematografica è chiusa e abbandonata da anni, pochissimi sono i centri di aggregazione e le occasioni di mobilitazione per i giovani.
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Più di mille persone, provenienti anche dai quartieri limitrofi e dal centro della città, hanno riempito l’enorme palestra dell’istituto, creando un’atmosfera così intensa da far emozionare anche gli ospiti della serata, Giuseppe Battiston e Gianni Zanasi, rimasti piacevolmente colpiti dalla larga e attiva partecipazione di grandi e piccini.
È vero, “la felicità è un sistema complesso” ma i promotori dell'iniziativa sono convinti che può bastare, a volte, stare insieme e condividere un clima denso di emozione per toccarla con mano. Mercoledì 25 la palestra di un liceo di periferia è stata trasformata in una palestra di democrazia, un campo di mediazione delle differenze sociali che offre a tutti le medesime possibilità. Una proiezione che non si è esaurita nella mera visione dello spettacolo, ma è diventata un’esperienza dall’intenso valore civile e sociale, che, lasciando stimoli e spunti di riflessione, si dilata nello spazio e nel tempo, richiedendo un’attenta elaborazione, sensibilizzando, così, la coscienza critica dei cittadini. Un momento aggregativo che ha ridato vita al territorio circostante e che da questo ha ricevuto la sua stessa linfa vitale.
È stata la prova che un’altra Roma è possibile. Anzi, che forse esiste già, scritta dai sogni di un gruppo di ragazzi e dalla fiducia di chi li sostiene.
Per questo l'associazione Piccolo Cinema America lancia un appello ai presidi delle scuole di Roma, ai presidenti dei Municipi e ai loro assessori per individuare dieci palestre o aule magne negli istituti di periferia per poter organizzare le prossime iniziative (contattare all’indirizzo email americaoccupato@gmail.com allegando foto dei locali disponibili).
L'associazione vuole portare avanti il progetto, così da avviare un’opera di intervento culturale e sociale nella periferia capitolina e un percorso di educazione all'audiovisivoin quei quartieri dove le sale ed i teatri non esistono più. Perché il Cinema America è anche questo. Il Cinema America è la volontà collettiva di opporsi alle logiche della speculazione e della corruzione, cooperando alla costruzione di nuove mappe etico-culturali da tracciare insieme in ogni angolo della città, dal centro alla periferia, passando nelle scuole, nelle strade e nelle piazze. Il Cinema America è insomma un complesso microsistema culturale, motore di una fertile osmosi tra cinema, territorio e città, un proliferare di idee, parole, progetti che si proiettano nel macrosistema romano, cambiandolo e rigenerandolo dal suo interno.

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