Nòvas n.147 Avost 2015
Mobilizzazione per salvare “la Strada del Vallone” di Elva
Mobilitacion per salvar “la Comba d’Èlva”
di Dario Anghilante
| italiano
Domenica 16 agosto, in Valle Maira, sulla strada provinciale che sale ad Acceglio, al così detto “Bivio d’Elva” c’è stata una manifestazione popolare: raccolta firme, distribuzione di volantini, mangiare, bere. Tutti si fermavano. Qual’è il problema? La famosa strada del vallone di Elva è stata bloccata. Nel mese di dicembre erano cadute alcune frane, la Provincia l’a fatta liberare, rimediato ai danni causati, poi l’ha bloccata perchè secondo i tecnici non è sicura. Chi la percorre rischia di trovare i carabinieri e farsi multare. Per gli elvesi questo è un colpo mortale, significa passare per il Colle della Cavallina a quasi 2000 metri, scendere per San Martino, Cucchiales, Paschero di Stroppo, insomma fare 17 km al posto di 9, con una via stretta, mal tenuta, piena di buche, quella sì veramente pericolosa. Oltre alla brevità del percorso la strada del vallone è un monumento all’ingegno, alla volontà, allo spirito di sacrificio ed al coraggio di chi perseguì tenacemente quest’opera ardita ed unica fin dal 1880 quando Claro Alessandro lasciò la sua eredità per l’apertura della strada e finalmente nel 1934 fu completato il tracciato per una mulattiera che poi divenne una strada carozzabile, oggi con paravalanghe, barriere di protezione.... molti soldi pubblici spesi. Elva non manca di attrattive: un paesaggio naturale rimarchevole, la chiesa romanica, le famose pitture di Hans Clemer (il maestro d’Elva), un’architettura tradizionale notevole, ecc. ma sicuramente il vallone è un grande richiamo. Quanta gente sale a Elva per poter percorrere quella strada scavata nella roccia, con gallerie naturali, uno spettacolo da rimanere senza fiato, resa ancora più famosa dal film “Il vento fa il suo giro” e dal passaggio del Giro d’Italia. Tutti dicono “se la Svizzera e il Trentino avessero un strada come quella la conserverebbero come un gioiello e la valorizzerebbero come forte richiamo turisico” e ripetono il solito ritornello “possibile che i nostri governi (provinciale, regionale, centrale) siano così ciechi, stupidi, irresponsabili, incapaci? La gente non ne può più. Non è solo una questione che riguarda gli elvesi. Tutti quelli che conoscono il vallone di Elva (amanti della montagna, ciclisti, ecc) vogliono continuare ad utilizzare quella strada: La mobilitazione continua: tutti sono invitati a firmare la petizione e domenica 23 agosto alle 14.30 tutti a Elva per un concerto di solidarietà.
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