Monday, August 03, 2015
'Morire di Speranza', una veglia di preghiera di Sant'Egidio per ricordare chi cerca un futuro migliore
De Rosso: 'Testimoniamo l'umanità e la pietà'
Savona. Questa sera alle 20:30 presso la chiesa di San Raffaele al Porto, in piazza Rebagliati, in Darsena, avrà luogo una veglia di preghiera, presieduta da monsignor Vittorio Lupi, dal titolo "Morire di Speranza", organizzata dalla Comunità di Sant'Egidio per ricordare tutti coloro che sperando in un futuro migliore trovano invece la morte in viaggi lunghi e pericolosi per raggiungere l'Europa.
"Tanti Paesi del mondo sono ancora scossi da conflitti e violenze che rendono insicura la vita e costringono migliaia di persone a partire nei 'viaggi della speranza' - spiega Natascia De Rosso, responsabile savonese della Comunità di Sant'Egidio - Vogliamotestimoniare con forza l'umanità e la pietà dei cristiani verso chi fugge dalla propria terra e richiamare su queste tragedie l'attenzione dell'opinione pubblica. Anche il vescovo Lupi ci invita a non dimenticarci di loro".
La veglia sarà anche un'occasione di vicinanza e consolazione per tanti rifugiati e di riflessione per chi vive con preoccupazione l'arrivo anche nella nostra città dei profughi. "Nonostante sia il 3 agosto abbiamo comunque voluto organizzare questa veglia in tutte le città in cui siamo presenti, speriamo che partecipi tanta gente - dichiara De Rosso - Ci sembra che nel clima generale di preoccupazione per le immagini dei telegiornali sui migranti si sia diffuso un allarmismo insensato, creato anche dalle istituzioni stresse".
"Le cifre reali del flusso migratorio non sono così spaventose - afferma De Rosso - Si dimentica il lato umano: la maggior parte dei migranti sono ragazzi giovani che rinunciano a tutto quello che hanno nei loro Paesi d'origine e si imbarcano in viaggi pericolsi sperando in un futuro migliore".
A Savona sono numerosi i profughi richiedenti asilo provenienti dal Niger e dal Mali. In ogni caso "non bisogna fare differenza tra profughi politici o economici - secondo la responsabile di Sant'Egidio - E' responsabilità in primis di noi cristiani ma poi di tutti di accogliere queste persone che ci chiedono aiuto, noi cittadini dobbiamo prenderci carico di questo problema senza aspettare che siano le istituzioni italiane o europee a fare il primo passo".
Disponibilità, interesse verso i migranti e accoglienza sono qualità che, secondo la Comunità di Sant'Egidio, contraddistinguono i Savonesi, "più di quanto si pensi - dichiara De Rosso - A livello politico, invece, c'è una minoranza che instilla un'inutile paura dello straniero solo per fare propaganda e prendere voti".
Ma cosa fare nel concreto per venire incontro ai migranti? "Come Comunità abbiamo avanzato una proposta di creazione di corridoi umanitari previsti dagli accordi di Schengen", illustra De Rosso. E poi la veglia di stasera: "Abbiamo scelto San Raffaele al Porto perché è un luogo simbolo della città - dice infine De Rosso - Savona è una città di mare e come tutte le città di mare deve ricordarsi di questa sua vocazione ad essere aperta e accogliente ai 'forestieri'".
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