martedì 4 agosto 2015

un appello umano sull'Ucraina

Lettera aperta per riabbracciare i nostri figli rimasti a Kiev.

letteraMi sento a disagio. Non vorrei parlare di me e mai avrei voluto scrivere questa lettera. Mi costa moralmente molto. Devo farlo perché non ho altre soluzioni o vie alternative che scrivere. Sono sposato con una donna ucraina da un anno. Ho vissuto con lei prima del matrimonio per sei anni. In tutti questi anni sua figlia Ilona, con la nipotina, è venuta a trovarci alcune volte, io stesso sono stato lo scorso inverno in Ucraina per la prima volta. Dopo il matrimonio civile abbiamo pensato che la famiglia avrebbe potuto riunirsi in certi periodi dell’anno con più facilità rispetto al passato. Per questo motivo non abbiamo mai pensato che il consolato italiano a Kiev avrebbe potuto respingere la richiesta del visto per l’Italia a Ilona e sua figlia. E’  invece avvenuto proprio questo. Inspiegabilmente. Senza una motivazione logica ma arbitraria e, soprattutto, nonostante avessimo fornito per ben due volte, sia al Consolato che all’Amabsciata a Kiev, tutta la documentazione regolare necessaria: noi dal Comune di Poggio a Caiano dove abitiamo ed Ilona in Ucraina dove, fortunatamente, i mezzi finanziari personali per il periodo feriale in Italia non mancano.
Con l’ingiusto rifiuto al visto da parte dell’Ambasciata mi trovo nella più completa vergogna davanti al pianto di mia moglie e di sua figlia che non potranno più vedersi in terra italiana, così come non potrà più ospitare a casa nostra sua nipote. Sul loro passaporto, infatti, sono stati applicati i timbri del rifiuto di soggiorno o visita nel nostro Paese, se così vogliamo considerarlo. Figlia e nipote di una donna regolarmente spostata in Italia non potranno più varcare i confini ucraini mentre ogni giorno arrivano migliaia di clandestini dall’africa, per non parlare dei traffici provenienti proprio dall’Est, dall’Ucraina stessa con tante donne che arrivano in Italia, probabilmente con altri mezzi di convincimento.
Spiegare perché è impossibile, illogico, incomprensibile non poter abbracciare per un mese di vacanza queste due creature di famiglia, non poterle vedere sorridere vicino a noi.
Una domanda mi assilla: quali i veri motivi di questo diniego? Sono criminali? Sono fanatiche religiose? Profughe di guera o altro? Spacciano droga, forse? Noi vorremmo che tutto questo fosse un brutto sogno e che voi, cari lettore, possiate aiutarci a rivedere i nostri cari; vorremmo che ai loro occhi l’Italia non sia un luogo ingiusto dove vevere vergognandosi per non riuscire ad ospitarle. Il popolo ucraino è un grande popolo, combatte per la propria indipendenza e per la propria libertà.. indipendenza e libertà che credevano esistere in un paese preso loro da esempio come è il nostro. Ilona ed Anastasia, la nostra nipotina, sono eccellenti anime oltre che belle. Non vi sono motivi veri, se non occulti, che possono dimostrare il loro “esser degne” di entrare in Italia.
Questa situazione è una vergogna e provoca in me profondo disgusto per questa ingiustizia. Chiederò aiuto a tutti coloro potranno fornirmelo per poterle fare arrivare in Italia, rivedere il loro sorriso e poterle riabbracciare. Tenendo ben presente il torto che, come cittadino italiano, sto vivendo!

ENRICO MARTELLONI

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