Lettera aperta per riabbracciare i nostri figli rimasti a Kiev.
Con l’ingiusto rifiuto al visto da parte dell’Ambasciata mi trovo nella più completa vergogna davanti al pianto di mia moglie e di sua figlia che non potranno più vedersi in terra italiana, così come non potrà più ospitare a casa nostra sua nipote. Sul loro passaporto, infatti, sono stati applicati i timbri del rifiuto di soggiorno o visita nel nostro Paese, se così vogliamo considerarlo. Figlia e nipote di una donna regolarmente spostata in Italia non potranno più varcare i confini ucraini mentre ogni giorno arrivano migliaia di clandestini dall’africa, per non parlare dei traffici provenienti proprio dall’Est, dall’Ucraina stessa con tante donne che arrivano in Italia, probabilmente con altri mezzi di convincimento.
Spiegare perché è impossibile, illogico, incomprensibile non poter abbracciare per un mese di vacanza queste due creature di famiglia, non poterle vedere sorridere vicino a noi.
Una domanda mi assilla: quali i veri motivi di questo diniego? Sono criminali? Sono fanatiche religiose? Profughe di guera o altro? Spacciano droga, forse? Noi vorremmo che tutto questo fosse un brutto sogno e che voi, cari lettore, possiate aiutarci a rivedere i nostri cari; vorremmo che ai loro occhi l’Italia non sia un luogo ingiusto dove vevere vergognandosi per non riuscire ad ospitarle. Il popolo ucraino è un grande popolo, combatte per la propria indipendenza e per la propria libertà.. indipendenza e libertà che credevano esistere in un paese preso loro da esempio come è il nostro. Ilona ed Anastasia, la nostra nipotina, sono eccellenti anime oltre che belle. Non vi sono motivi veri, se non occulti, che possono dimostrare il loro “esser degne” di entrare in Italia.
Questa situazione è una vergogna e provoca in me profondo disgusto per questa ingiustizia. Chiederò aiuto a tutti coloro potranno fornirmelo per poterle fare arrivare in Italia, rivedere il loro sorriso e poterle riabbracciare. Tenendo ben presente il torto che, come cittadino italiano, sto vivendo!
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