mercoledì 22 maggio 2019

il voto di Don Farinella

ELEZIONI EUROPEE 2019
di Paolo Farinella, prete
HO DECISO DI VOTARE E ANCHE PER CHI
Le elezioni di domenica 26 giugno 2019 per eleggere il parlamento europeo, sono un bivio, forse di non
ritorno, per il destino dell’Europa tutta, fuori della quale non c’è alternativa, ma solo la deriva sotto ogni punto di
vista. La Commissione uscente che ha gestito questo ultimo quinquennio, ha fatto di tutto per alimentare l’odio
verso l’Unione Europea perché, declassando gli ideali delle origini a mercanzia da egoismo nazionalista, svilendo
principi, obblighi e buon senso, ha “spezzato le reni alle Grecia”, fomentando l’insorgere demenziale dei sovranisti
senza sovranità e diffondendo sentimenti di avversione, ben fondati, contro una Istituzione che doveva brillare per
professione politica di altissimo livello, mentre si è ridotta a serva delle lobbies. Se siamo in questa miserevole
condizione è responsabilità di pigmei non all’altezza del loro alto compito. EPPURE L’EUROPA NON HA
ALTERNATIVE.
Le prossime elezioni sono un bivio decisivo per la nostra Nazione Italia, dove la deriva istituzionale e il
tessuto sociale o semplicemente democratico, sono scesi di livello per la preminenza dell’interesse particolare su
quello generale. Occorre pensare con la testa e non fare finta di ragionare con la pancia che non ragiona mai, ma
borbotta solo… prima di evacuare.
È necessario non dimenticare mai le cause che ci hanno condotto (o che noi abbiamo permesso ci
portassero) a questo punto di degrado, se vogliamo minimamente immaginare un qualche futuro. Se
dimentichiamo, viviamo frammentati e senza una logica coerente. Le cause del degrado, almeno le più stringenti,
per superare il quale ci vorranno almeno 20 anni, a mio parere sono:
Matteo Renzi e il suo Pd che hanno costretto il M5S a imbracarsi nelle braccia della Lega, da trent’anni
inconcludente, ma efficace a generare scontento, manipolando paure e chimere impossibili.
a) Lo scopo riuscito di Renzi e del suo Pd fu di creare un dissesto istituzionale nel puerile tentativo di affermare
la leadership di un individuo senza valore con velleità dittatoriali.
b) A questo scopo non ha esitato di distruggere lo stato sociale, il lavoro e i sindacati, la scuola, la sanità
devastata da interessi privati, come le indagini giudiziarie hanno dimostrato.
c) Tentò anche di sottomettere la Costituzione e legge elettorale, fatti su misura personale. Prevalsero gli
impulsi del narcisista, piccolo e scomposto giocoliere, ansioso di allearsi con Berlusconi.
d) Renzi aveva il consenso dell’Italia, poteva trasformarla in senso democratico e sociale, ma da politicante
improvvisato si è ubriacato di se stesso e ha voluto strafare, giocando col fuoco del referendum fino a bruciarsi
vivo. Se non avesse perso il referendum, con le sue riforme l’attuale accozzaglia governativa avrebbe la
maggioranza qualificata e durerebbe un’eternità.
e) Il successore di Renzi, Nicola Zingaretti, sembra un pesce lesso appena scodellato: continua con le formule,
le idee e la prassi precedente, solo con forme un po’ più educate, ma non è mai della partita perché i renziani
hanno occupato ogni posto occupabile. Ostaggio puro, vecchio di idee e senza alcuna immaginazione di
futuro. IL suo Pd continua a essere il “Pd dei Parioli”. Addio De Gasperi, Berlinguer, Pertini. Addio Sinistra,
avanti Calenda!
1. L’Europa degli ultimi due decenni ha privilegiato protezionismi sovranisti da parte di ogni Paese in difesa
degli interessi nazionalistici a scapito di quelli dell’Unione Europa. Germania, Francia, Olanda, Visegrad
(Polonia, Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca, Lega Salvini, Marine Le Pen, ecc. ex comunisti, fascisti per
vocazione) Italia, Spagna, Portogallo, Inghilterra (ancora in Europa), ecc. sono Stati sovranisti, ultràs spinti e
immorali.
2. L’immigrazione che riguardava l’intera Europa è stata scaricata solo sull’Italia e sulla Grecia, nonostante
quest’ultima abbia subito un genocidio di bimbi e vecchi e donne, effetto diretto dell’economia demenziale
della Commissione, unanimemente riconosciuto come errore a eccidio compiuto. È mancata l’idea stessa di
una Europa “Una”, confederazione di Stati paritari, con politiche uniche su salari e fisco, lavoro e sviluppo,
politica estera unica, privilegiando “i beni” al posto delle “merci”.
3. Per l’Italia, il M5S, impreparato, improvvisatore, ondivago, animato da molte buone idee di politica sociale, è
crollato di fronte all’interesse per il potere, salvando cinicamente Salvini dai magistrati sul caso “Diciotti”,
uccidendo in un sol colpo i suoi stessi fondamenti di legalità e onestà. Opportunisti del momento, i 5S hanno
perso l’unica occasione che avevano per contribuire a salvare l’Italia. Nessuno li rimpiangerà e lo dico da ex
votante alle ultime politiche, avendoli utilizzati per mandare a casa Matteo Renzi, il vero e più pericoloso
nemico politico dell’Italia.
4. La Lega, nata trent’anni fa (“Roma Ladrona”) contro la casta e per l’onestà in politica e la correttezza
nell’amministrazione, già con Bossi & Sons ha usato il denaro pubblico come proprietà privata per usi
personali e di casta (la famiglia Bossi usava lo Stato come Bancomat di famiglia: condannati!).
a) Matteo Salvini sbraita, ma non dice dove sono finiti i 49 milioni di euro, sottratti agli Italiani con la frode (condannato a risarcire con comode rate in 80 anni, campa cavallo!!!). Con Matteo Salvini la Lega ha perso la propria anima delle origini, diventando solo la palestra di una spregiudicatezza senza etica e senza senso dello Stato.
b) Il peggio del peggio è assurto a rigurgito di ogni regola democratica, nel tentativo di trasformare il Parlamento e le Istituzioni in un’ordalia tribale, dove il più vomitevole può imporre leggi contro ogni decenza e prospettiva. Suscitare paura per usarla come leva di terrore sulla pelle dei più poveri tra i poveri, gli immigrati, è quanto di più atroce e abominevole vi può essere in un individuo umano e in uno Stato di Diritto. Un uomo di governo disattende consapevole la Costituzione sulla quale ha giurato, gli Accordi internazionali firmati dal Parlamento, istigando il popolo a delinquere.
c) Il suo comportamento serve a coprire l’inefficienza totale, perché come ministro usa la sua funzione di pubblico ministero per fare comizi e propaganda, a spese dei cittadini italiani, utilizzando per uso privato aerei di Stato, Polizia di Stato, servizi di Stato.
d) Pochi sanno che egli paga con soldi pubblici lo staff della comunicazione sua personale e della sua campagna elettorale, insediato addirittura al Viminale, dove egli è perennemente assente perché sempre in giro a fare gli interessi suoi e del suo partito.
e) Durante la passata legislatura in Europa, Matteo Salvini è stato quasi sempre assente (è nella Top 20 degli assenteisti, senza avere svolto attività legislativa, riscuotendo in pieno l’intero stipendio:
«Salvini tra i peggiori deputati del Parlamento UE. “Al 13° posto si piazza il leader della Lega, Matteo Salvini, “un euroscettico, ma europeista quando si tratta di ritirare lo stipendio da deputato”… Ha citato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il primo ministro ungherese Viktor Orbán come suoi modelli di riferimento e ha predetto uno scoppio dell’euroscetticismo alle prossime elezioni del Parlamento europeo del 2019”» (Europa Today del 22-03-2018).
f) Salvini accusa l’Europa di non accettare la distribuzione dei migranti, ma non si presenta mai a nessuna delle riunioni dove si discute la modifica dei parametri di Maastricht, con grave scandalo dei presenti, che finiscono per non prendere l’Italia sul serio. Grida in Italia, ma diserta dove si decide.
g) Lega e M5S hanno isolato l’Italia a livello internazionale, relegandola a figura di comparsa senza alcuna incidenza dove si prendono le decisioni. Ci vorranno almeno 20 anni per ristabilire rapporti di rispetto e di reciprocità istituzionale. Ora l’Italia è più debole, più ricattabile, più dominabile.
h) Di Forza Italia, cioè di ciò che resta di Berlusconi (per lui basta la parola come il diarroico Falqui!) e di Fratelli d’Italia, nostalgici senza passato, non vale la pena nemmeno parlare: è tempo perso. Se c’è ancora qualcuno che li vota, avrà la sua convenienza e nient’altro.
Per questi motivi, e non solo, è necessario andare a votare: è in gioco non solo il nostro presente, ma anche e specialmente il futuro dei vostri figli, dei nostri nipoti. Se dovessi sintetizzare in una sola parola l’emergenza e l’urgenza europea, non esiterei a dire AMBIENTE che gli spiriti superficiali riducono a magra ecologia coreografica, mentre la sua valenza è polivalente: Ambiente è civiltà, educazione, etica, politica sociale, economia, sviluppo, progresso, benessere, tutela, sicurezza, convivenza, salvaguardia. Ambiente è visione costituzionale non solo del territorio fisico, fondamento etico della vita civile, moribondo per gl’immorali condoni di politicanti da strapazzo, ma condizione essenziale della vita nella sua globalità. Chi ha applaudito Greta Thunberg, portando figli e nipoti ai suoi raduni in Italia, non può votare Lega o per le “Grandi Opere”, l’orco che consuma il territorio dissanguando le finanze dello Stato a beneficio di pochi privati, ammanigliati a questo o quel politico. COERENZA, COERENZA COME RESISTENZA E ANCORA RESISTENZA.
Tra tutti i programmi che ho visionato, il più completo e il più convincente, perché “possibile”, è per me quello di EUROPA VERDE, risultata dalla fusione di “Possibile” di Pippo Civati, fuoriuscito dal Pd, e dai Verdi da sempre impegnati nella tutela dell’Ambiente premessa determinante di qualsiasi politica.
VOTERÒ EUROPA VERDE.
Potendosi dare TRE PREFERENZE DIVERSIFICATE NEL GENERE (MASCHILE/FEMMINILE), PENA L’ANNULLAMENTO DELLA SECONDA E DELLA TERZA, per la Circoscrizione di NORD-OVEST (Liguria, Piemonte, Valdaosta, Lombardia) dove io voto in LIGURIA, scelgo persone conosciute che ho votato in altre occasioni e stimate per la loro storia, la loro idealità e per il loro valore.
Essendoci lo sbarramento del 4% è necessario che vi sia una forte convergenza di voti per mandarli al Parlamento Europeo dove, ne sono sicuro, faranno il loro dovere con “disciplina e onore”. I nomi che io voto per il NORD-OVEST sono: Silvia Parodi - Domenico Finiguerra - Pippo Civati
EUROPA VERDE si presenta in tutte le Circoscrizioni, ma per le altre ognuno deve fare un minimo di ricerca personale perché votare è conoscere, informarsi e decidere sapendo perché e per chi.
Genova, 22 maggio 2019
Paolo Farinella,

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