giovedì 23 giugno 2016

il cambiamento passa per le donne

Il cambiamento passa per le donne.
Oggi, all’indomani del voto amministrativo in vari comuni italiani, le numerose analisi politiche si confrontano con i risultati ottenuti da donne di diverse appartenenze socio/politiche. Guardiamo i dati: in Italia un sindaco su sette, oggi, è donna e 1119 comuni sono guidati da una sindaca; un comune su quattro ha la rappresentanza femminile sotto la quota del 40% (quota fissata dal D.d.L56/2014 comma 147); sempre in Italia le donne sindaco dal 1946 al 2010 sono sotto la decina; in Europa le grandi capitali hanno, od hanno già avuto, quasi tutte almeno un sindaco donna, Virginia Raggi conquista Roma, mancano all’appello Mosca e Lisbona; un anno fa, nel 2015, anche Bagdad ha avuto la sua prima sindaca, l’ingegnere Zekra Aiuach che guida la capitale irachena. Ma già nel 1927 sull’onda della battaglia per il voto delle suffragette, la Gran Bretagna ebbe a Liverpool la sua prima sindaco ed ancora prima, nel 1887 negli Stati Uniti i cittadini di Argonia e Kansas eleggono la prima sindaca della storia: la ventisettenne Susanna Madora Salter. Tali dati, apparentemente un po’ disgregati ci consentono diversificate letture. Mi piace segnare l’accento su una minore asimmetria odierna tra il ruolo giocato dalle donne e il loro riconoscimento sociale. Infatti se per esempio confrontiamo il numero delle donne sindaco in Italia tra il 1946 e il 2010 dove se ne possono contare meno di una decina e il 2010 ad oggi 2016 dove se ne contano 1119 il dato che salta agli occhi è evidente: finalmente cade l’eccezionalità della rappresentanza femminile, finalmente le donne sostengono il tessuto sociale e sono riconosciute quali attori, anzi attrici, sociali. La rappresentanza sociale e politica inizia a divenire più capillare consentendo così alle donne una possibilità di rispecchiamento in un campo sino a poco tempo fa appannaggio di poche. La politica e la società, ma prima di tutte noi stesse, prendiamo in considerazione una realtà: ovvero che le donne quali rappresentanti del femminile, dove per dirla con le parole della curandera Abuela Margarita “il femminile ha una relazione diretta con il cuore”, sono indispensabili per il cambiamento di questa società. Anche i capi di governo hanno preso atto che il cambiamento poteva passare solo dal riconoscere alle donne il loro ruolo nella vita politica e sociale facendo così, in parte, cadere i miti della donna oggetto di desiderio erotico e quello opposto di madre e padrona di casa. Le bambine e i bambini, le future generazioni, potranno sperimentare modelli più accurati di rappresentazione della realtà e di azione delle donne per immaginare le future società. In merito al nuovo ruolo delle donne, tuttavia, un dato terrificante salta alla mente ossia che anche i mercati finanziari si sono accorti che il cambiamento passa per le donne. Con la truce uccisione della laburista Jo Cox da parte di un presunto isolazionista , si è registrato immediatamente il rialzo delle borse. La deputata Jo Cox era impegnata nelle campagna referendaria a favore della permanenza della Gran Bretagna in Europa, la sua storia è anche storia di impegno su temi in difesa dei più deboli e dell’accoglienza dei rifugiati siriani; forse non era una donna comoda nemmeno per il suo gruppo politico. Il giorno dopo la sua morte le borse europee , compresa Londra, segnano un più 3 %. In Gran Bretagna non si uccideva un deputato da circa 200 anni, inoltre la deputata Jo Cox è stata uccisa mentre era in campagna referendaria a favore della permanenza in Europa. Così i sondaggi segnano un cambio di rotta tra gli indecisi che sull’onda emotiva provocata dall’omicidio potrebbero votare per restare in Europa. I mercati fanno festa il giorno dopo della sua morte facendo esaltare la visione di un mondo tutto denaro e speculazione. Noi che viviamo nella realtà di tutti i giorni non sapremo mai cosa sia realmente accaduto, ma resta la speranza che ad uccidere Jo Cox non sia stato il mandante fuoco amico. P Tuttavia poichè il cambiamento possa davvero passare da noi donne occorre che sappiamo unirci nelle differenze e che impariamo a riprenderci il nostro posto in parità a fianco degli uomini per costruire un mondo migliore più femminile in armonia con Madre Terra.

Batini Mirella

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