Un'opera definita di riqulificazione e consolidamento della collina a pochi metri dall'autostrada, che prevede appositi muri inclinati e un riempimento di 150 metri per 50 di dislivello, attraverso un sistema a balze e un costo previsto di 4 milioni di euro in cinque anni. Un progetto che però suscita forti critiche.
«La Regione individua discariche per lo smaltimento in zone ad alto rischio franoso senza pensare ai rischi per i cittadini - attacca Angelo Spanò, co-portavoce provinciale dei Verdi - L'assessore Paita dovrebbe venire in queste zone per rendersi conto di persona. Il comitato di Mele ha già raccolto duecento firme per un esposto al Tar. Bisogna ascoltare l'opinione di chi in quelle zone ci abita».
Ma dubbi sulla scelta di Mele per il deposito dello smarino arrivano anche dal comune alle spalle di Voltri. «È lo stesso progetto dei mesi scorsi semplicemente adeguato alle normative, senza vizi di forma. - spiega il sindaco di Mele, Mirco Ferrando - Ora siamo evidentemente obbligati ad analizzare e lo faremo attraverso una commissione tecnica di professionisti, geologi, geotecnici ma anche medici, per verificare l'impatto sul territorio e sulla salute. Inoltre abbiamo chiesto al gruppo di cittadini deciso a opporsi all'opera di fornirci un nome di un tecnico, così da aggiungerlo alla commissione. Dal momento della costituzione serviranno almeno due-quattro mesi - prosegue Ferrando - Come Comune siamo orientati a dire di no ma tutto dipenderà dal parere della commissione. Senza dimenticare che si tratta di un'area privata».
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