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di Maria G. Di Rienzo*
Non mi sono ancora ripresa dalla “ripresa” economica.
Dicembre 2015: “Per la prima volta dal 2006, risultano in aumento le morti sul lavoro in Italia. Osservando i dati Inail emessi la scorsa settimana ci si imbatte in quelli che paiono risultati sorprendenti: nei primi otto mesi del 2015 le vittime sono state 752, 100 in più rispetto alle 652 vittime dello stesso periodo del 2014. L’incremento della mortalità continua inesorabilmente a crescere rispetto al 2014. A giugno, infatti, arrivava al 9,1 per cento, a luglio toccava il 9,5 per cento, ad agosto addirittura l’11,7 per cento.”
“Alto il numero delle vittime sopra i sessant'anni. Conseguenza dell’innalzamento dell’età pensionabile senza che si sia tenuto conto della pericolosità del lavoro svolto. Ma preoccupante trend di crescita anche tra i giovani e i lavoratori stranieri”.
“Le malattie professionali nel 2014 sono aumentate di ben 5.600 unità, passando dalle 51.800 patologie denunciate nel 2013 alle 57.400 del 2014, con un aumento del 10,7 per cento”.
23 gennaio 2016, Sant’Antimo, Napoli. “In un opificio è stata scoperta un’attività abusiva di fonderia di alluminio e metalli in genere, che operava in assenza di partita Iva, di certificati di prevenzione incendi, di agibilità, e di ogni sistema di smaltimento rifiuti e dei fumi. I lavoratori, tutti di nazionalità italiana, svolgevano le operazioni di fabbricazione e laccatura di pentole e maniglie in pessime condizioni igienico-sanitarie ed esposti ad elevate esalazioni di vapori e gas chimici provenienti dalla fusione dei metalli: più di dieci ore di lavoro quotidiane per un salario di circa 200 euro mensili”.
Forse lo aveva previsto il signor Matteo Renzi, presidente del Consiglio, il 4 gennaio 2016: “Il Paese è fuori dal pantano e dopo anni di grigiume il clima è decisamente cambiato”. Una bella colata di scarti di alluminio e vedi come si solidifica bene il pantano! E che dire del grigiume cancellato dalle fiamme multicolori di gas chimici incendiati? Sarà più facile, così, seguire i feretri dei nostri morti sul lavoro: terreno solido, aria illuminata. Peccato dover dividere ogni cadavere in mezza dozzina di cassette della frutta, ma con 200 euro al mese chi se la può permettere una bara?
* Giornalista, formatrice, regista teatrale femminista cura il prezioso blog lunanuvola (dove è apparso questo articolo, la cui pubblicazione su Comune è autorizzata dall’autrice) |
domenica 24 gennaio 2016
la ripresa
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