Venerdì 2 dicembre, ore 13.57: ancora un fascio di telegiornali, sulla Rai, su Mediaset, sulle varie televisioni locali, ciascuno a suo modo prono ed ossequioso ai voleri dell' “uomo solo al comando”, del padrone. Poi, finalmente, a mezzanotte, avrà termine la squallida serie di interventi di Renzi a sostegno del SI' nel referendum di domenica prossima.
Non ne posso più di quella paranoica sequenza di deformazioni della verità, di quella spasmodica ricerca del consenso su una legge costituzionale che lui, la sua corte di acefali e servili coristi, i suoi vassalli nella maggioranza di governo, preoccupati solo di mantenere la poltrona, vanno svolgendo da mesi. In una monotonia penosa, maldestra, ma soprattutto offensiva dell'intelligenza degli elettori, colma di frasi fatte di affermazioni apodittiche, di ridicole profezie catastrofiche, di vanterie mistificanti e menzognere.
Non ne posso più dell'esibizione di un quesito referendario malizioso e ingannevole, di schede per il senato inventate e sventolate ad ogni piè sospinto prima ancora che la Costituzione sia stata veramente deformata come essi pretendono ed in assenza di una apposita legge elettorale. Non sopporto più la loro presunzione di essere gli unici autenticamente meritevoli per avere estorto al Parlamento modifiche costituzionali che, secondo loro, ove non approvate dagli italiani, dovranno aspettare altri trent'anni per ricomparire sulla scena politica.
Certo, con un gregge di politicanti di tal fatta, che fa e disfa solo in funzione del proprio interesse personale e di partito, la Costituzione non sarà mai adattata ai nuovi tempi: ma poco mi importa, preferisco quella sana e vecchia Costituzione che dentro di sè, nei suoi principi ispiratori, nei suoi meccanismi applicativi, porta uno spirito autentico di democrazia e libertà. Piuttosto che quell'abito arlecchinesco che Renzi si è cucito addosso, ad uso e consumo prima di tutto suo e poi di un partito che con le sue radici ha perso ogni brandello di riferimento, che ha mozzato tali radici e le ha trapiantate nel terreno di coltura dei poteri forti, delle banche salvate e da salvare, della finanza internazionale, degli interessi delle lobbies che oggi determinano il destino dei popoli, resti com'è la sana Costituzione del '48.
Basta con questa miscela di menzogne e di sotterfugi, basta con l'aberrante connubio tra modifiche costituzionali che sottraggono sovranità all'elettore ed una legge elettorale dichiarata incostituzionale eppur sempre vigente. Basta con ciarlatanerie e prese in giro degli italiani: Non voglio svegliarmi lunedì mattina e pormi la domanda: " E ora? A quando "La Camera dei fasci e delle corporazioni"? A quando il "bivacco di manipoli"?".
Votiamo NO!. Un NO! grande come il mondo.
Mimmo Filippi
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