Cari soci e sostenitori,
numerosi avete partecipato all'evento in oggetto e vi sarete fatti una vostra personale idea dello stato dell'arte del dibattito ancora aperto, con conclusioni assai differenti.
Permettetemi alcune riflessioni sul Convegno di lunedì scorso 25 settemLbre 2017 in Provincia di Savona con tema " Il futuro del San Paolo nel piano sociosanitario 2017-2019" :
- Il lavoro delle Associazioni e poi del Comitato "Amici del San Paolo" aveva come primo scopo quello disensibilizzare l'opinione pubblica , i Sindaci e la Regione, le forze politiche sui gravi problemi dell'Ospedale San Paolo nel quadro dell'applicazione della legge Balduzzi e delle carenze tecnico sanitarie nelle urgenza/emergenze a cui il nosocomio deve dare giornalmente risposte immediate ad una epidemiologia espressa da oltre 164.000 persone.Pensate che con la Costa crociere attorno alla TErretta ruota un milione di persone all'anno al di là della popolazione turistica del comprensorio!
Nel marzo del 2016 eravamo rimasti stupiti dell'assenza di reazione dei nostri Sindaci nella Conferenza dei sindaci di fronte ad un attivismo giusto e istituzionale dei sindaci e consiglieri regionali dei distretti di Albenga, Finale, Val bormida in difesa dei loro ospedali.
Dopo un percorso complesso e faticoso di sensibilizzazione durato un anno siamo riusciti a organizzare un Convegno dedicato al futuro del San Paolo con la presenza dell'Assessore Sonia Viale ,il sindaco di Savona Ilaria Caprioglio e il sindaco di Varazze Alessandro Bozzano,di Celle Ligure Renato Zunino, Il sindaco di Albisola superiore Franco Orsi, il sindaco di Albissola marina Gianluca Nasuti , il sindaco di Bergeggi Roberto Arboscello , il rappresentante del sindaco di Quiliano, il sindaco di Carcare Franco Bologna e il sindaco di Cairo Montenotte Paolo Lambertini....oltre, fra i presenti in sala, l'on. Anna Giacobbe , il consigliere regionale Andrea Melis ,il Presidente del Consiglio comunale di Savona Renato Giusto, la capogruppo consigliera Comunale di Savona Daniela Pongiglione, Il capogruppo consigliere comunale Marco Ravera, , il direttore generale dell'ASL2 Eugenio Porfido e il direttore Amministrativo Salvatore Giuffrida..e scusate se mi sono sfuggite altre autorità.
Erano presenti tutti i giornalisti dei media locali che hanno dato puntuale resoconto sulle loro testate sia il giorno stesso che il giorno dopo.
Buona presenza della cittadinanza che è stata presente in oltre 150 persone.
Se quindi un obiettivo che ci eravamo dati era quello della sensibilizzazione e di costringere di parlare del San Paolo possiamo dire di averlo momentaneamente raggiunto.
Certo, noi vorremmo molto di più,ma dal risultato del lavoro di un anno dobbiamo riconoscere questo successo.
- 14.000 firme sono state consegnate in mano dell'Assessore quale volontà dei cittadini su precise istanze per il San Paolo.
- Il 25 luglio i sindaci avevano consegnato in Regione 26 delibere della prima serie e 21 della seconda, quale volontà dei comuni, dettagliatamente descritte.
- il 28 settembre il Consiglio comunale di Savona ha approvato all'unanimità un ordine del giorno con titolo "Salvaguardia dell'Ospedale San Paolo di Savona" ribadendo l'impegno del Comune dialogare con la Regione per ottenere le richieste deliberate dalla Giunta con provvedimento n°133 del 20 luglio 2017 e prendendo atto che" il sindaco di savona ,in qualità di capofila del distretto socio sanitario, unitamente a numerosi sindaci del levante savonese ha da sempre sostenuto l 'Ospedale San Paolo per scongiurare il depotenziamento,prendendone le difese ogni qualvolta si è reso necessario"
2. Quando abbiamo iniziato la nostra avventura eravamo stati avvisati da esperti del mondo politico savonese, che non avremmo raggiunto nessun obiettivo in quanto per le maggiori forze politiche, del San Paolo non si doveva parlare per accordi trasversali che avevano condannato negli ultimi trent'anni l'ospedale ad una subalternità, depotenziandolo gradualmente delle risorse presenti e indispensabili.
Il titolo dell'articolo pubblicato dal Secolo xix il 29 agosto scorso esprime bene lo stato delle cose per chi cerca di far qualche cosa per la propria popolazione e quindi per l'Ospedale:
IL PROBLEMA RAPPRESENTANZA PER IL CAPOLUOGO
LA CITTA' RESTA TERRA DI CONQUISTA POLITICA
TUTTI I CENTRI DI POTERE IN MANO A PERSONAGGI DELLA PROVINCIA
Questo è il contesto ostile su cui ha lavorato e lavora il comitato "Amici del San Paolo" e di tutti coloro che cercano di occuparsene.
Porte chiuse da parte della maggioranza dei partiti e dei sindacati.
E' quindi da sottolineare l'impegno dei Sindaci del distretto savonese e della Val Bormida nell' assumersi l'onere di rappresentare i bisogni sanitari della popolazione nell'applicazione della Riforma Balduzzi e il rivendicare gli strumenti per dare all'Ospedale la possibilità di offrire risposte immediate e sicure nell'emergenza /urgenza con un dialogo con l'istituto regionale garante dell'applicazione corretta della legge nonostante spinte centrifughe.
3. Nel percorso l'ospedale San Paolo è stato riconosciuto sede della breast unit e assicurato, fino ad oggi a parole, che l'emodinamica non verrà tolta.
Non vorremmo che questo sia il contentino per giustificare che l'ospedale rimarrà con i reparti e servizi di un DEA di primo livello ,quindi senza poter dare risposte sicure e complete, e il DEA di secondo livello viene assegnato ad un altro territorio, condannando i savonesi ,se gravemente malati, a far da pacchi postali per correre in strutture distanti e più attrezzate rischiando la pelle.
4.La proposta di piano sociosanitario regionale in approvazione in Consiglio regionale prevede proprio questo tipo di organizzazione invero incomprensibile alla luce della norma di legge che assegna le specialità in funzione della numerosità della popolazione presente in un ben definito bacino:
Al San Paolo come RUOLO PER L'ATTIVITA' DI ELEZIONE viene assegnato "OSPEDALE DI RIFERIMENTO DEL TERRITORIO DELL'ASL2"
e di ciò registriamo con soddisfazione una corretta applicazione della legge.
Ma quando leggiamo che come "RUOLO NELLA RETE DELL'EMERGENZA/URGENZA " al San Paolo si assegna un DEA di primo livello e non di secondo riteniamo che la norma venga piegata secondo i principi del titolo del giornale sopra citato creando un vulnus giuridico di grande interesse.
Consiglieri regionali , forze politiche il San Paolo non ne ha schierate per emendare il testo durante il presente iter legislativo.
Sindaci, gruppi consiliari ,popolazione ,comitato hanno chiesto,non sigle o classificazioni, ma cose precise per la salute dei cittadini.
Vedremo se verranno date queste risorse insistentemente specificate.
Altrimenti ...."ci sarà pur un giudice a Berlino" per far finalmente giustizia ad una popolazione sottomessa.
Nel mentre noi continuiamo a sensibilizzare e a raccogliere firme e iscrizioni al "Comitato amici del San Paolo".
Cordiali saluti,
Il Presidente del Comitato "Amici del San Paolo".
Giampiero Storti
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