sabato 26 dicembre 2015

un ricordo dell'Acquasola di Genova

All'Acquasola ho passato la mia infanzia (abitavo nei pressi. Mi riportavano a casa quando il cannone del Righi sparava a mezzogiorno. Poi tornavo nel pomeriggio). Quando ho visto in che stato è ridotto, mi è venuto da piangere. Ai miei tempi c'erano:
1) i vecchietti che giocavano a dama sulle panchine di marmo bianco verso via dei SS..Giacomo e Filippo (qualche scacchiera sbiadita si vede ancora);
2) il parco giostre (c'è ancora ed è l'unico segno di vita);
3) la grande vasca con anatre e cigni (che covavano e si riproducevano);
4) una pista di pattinaggio a rotelle (da noi sistematicamente adibita a campo di calcio, con grande irritazione del vigile urbano di servizio. Io giocavo come portiere);
5) la pista delle biciclette in affitto (una corsa = 15 minuti);
6) all'estremità verso corso Andrea Podestà, una baracchetta-bar che vendeva gazzose e ghiaccioli, meya di noi bambini.
7) splendidi platani anche di grandi dimensioni.
Oggi la pista delle biciclette, la pista di pattinaggio/ campo di calcio e la baracchetta/bar sono scomparsi nella giungla che infesta la metà del parco verso corso Andrea Podestà.
Il lago delle anatre è tristemente deserto.
Nessun vecchietto gioca più a dama. Restano solo pochi bambini nel parco giostre.
E lo stato di abbandono - pur senza le devastazioni dell'Acquasola - è comune ad almeno altri due parchi cittadini: Villetta Dinegro e Villa Croce.
E non si vedono più nelle aiuole cittadine lavorare i giardinieri del Comune...


Mario Codebò

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