venerdì 22 aprile 2016

un kit per la scuola

Un kit per la scuola del nostro tempo

by maomao comune
Affrontare in classe la discussione sulle ferite del pianeta e i grandi temi del presente (e del futuro) è un modo semplice di vivere la scuola senza delegare ad altri il cambiamento necessario. Favorisce questa essenziale opportunità il kit realizzato con un progetto coordinato dal Cies che studenti e insegnanti possono utilizzare gratuitamente per approfondire grandi temi come i cambiamenti climatici e le migrazioni ambientali. Ci si informa e si apprende anche attraverso giochi di ruolo, esercizi di matematica e laboratori artistici, da realizzare insieme agli studenti
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I cambiamenti del clima minacciano anche il Perito Moreno, il più noto ghiacciaio della Patagonia argentina. Foto tratta da Nathab
di R.C.
Sì, certo, le riforme della scuola degli anni Duemila non fanno che mortificare la voglia di insegnare e l’entusiasmo di chi dovrebbe apprendere ma, come diceva uno straordinario maestro del secolo scorso, Gianfranco Zavalloni, possiamo cambiare la scuola anche senza che un ministro ce lo venga a dire o a imporre. Una delle vie più efficaci e intelligenti per farlo sarebbe avvicinare, quanto più possibile, il materiale didattico alla vita reale, dunque ai grandi temi e alle lacerazioni sociali del tempo in cui si vive.
E’ una delle molte buone ragioni per sostenere l'efficacia e l'utilità di un kit didattico che si può utilizzare gratuitamente come Sameworld, realizzato grazie a un progetto europeo coordinato dal Cies, un soggetto storico della cooperazione e della solidarietà internazionale che da trent'anni si impegna nell'educazione alla cittadinanza mondiale. Insieme a pochi altri, il Cies ha resistito non solo alle ingiurie del tempo ma, soprattutto, al destino di rottamazione o di variabile subordinata alle emergenze (e al commercio estero) che i governi italiani hanno puntualmente progettato, in modo più o meno esplicito, per un universo segnato sì da molti errori e problemi ma ricco come pochi altri in Italia di una visione del futuro, di esperienze plurali e talvolta straordinarie e di anticorpi verso le derive neocoloniali o di privilegio nazionale che tanto affliggono l'Europa dei giorni nostri.
SAMEWORLD
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Un'ennesima unità didattica...altra carta......
No! È una pubblicazione on line consultabile gratuitamente...
Ma serve parlare ancora di ambiente a scuola?
Non parliamo solo di “ambiente”, ma cerchiamo di rispondere alle domande complesse del nostro tempo:
  • cos'è la Giustizia Ambientale? Perchè dovremmo occuparcene?
  • perché il clima sta cambiando e quali sono le conseguenze di questo cambiamento? È possibile ridurre il nostro impatto sulla terra?
  • perché questa è considerata l'”epoca delle migrazioni”? Chi sono i migranti ambientali e come possiamo proteggerli?
Ma chi l'ha fatta? E' affidabile scientificamente? E poi come le applico in classe le cose che leggo sul Kit?
Oltre a contenuti creati da 35 esperti di 10 paesi europei in diverse discipline (geografia, antropologia, sociologia, agronomia, economia, ecologia), il kit contiene anche attività da svolgere in classe come giochi di ruolo, esercizi di matematica, laboratori artistici, da realizzare insieme agli studenti.
….mi ci ritroverò? L'argomento è così complicato!
I contenuti e le attività sono divisi in tre macro-aree connesse tra loro:
  • GIUSTIZIA AMBIENTALE – 4 Unità e attività da svolgere in classe
  • CAMBIAMENTO CLIMATICO – 4 Unità e attività da svolgere in classe
  • MIGRAZIONE AMBIENTALE – 4 Unità e attività da svolgere in classe
Ci sono inoltre
  • Link utili a reperire ulteriori informazioni online
  • Sezioni dedicate agli approfondimenti (bibliografia, glossario).
...e se volessi farlo in un'altra lingua?
Il Kit è disponibile in italiano, inglese, tedesco, spagnolo, portoghese e in altre sette lingue europee
Bello ..ma come si fa a usarlo?
per registrarsi e utilizzare gratuitamente il kit:
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Same world  si rivolge soprattutto alle scuole per costruire insieme a ragazzi e insegnanti una nuova consapevolezza sul legame tra povertà e danni ambientali. In Italia ha ricevuto il supporto formale da parte del MIUR.
maomao comune | aprile 22, 2016 alle 12:33 am 

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