domenica 1 marzo 2015

lettera a Don Farinella sulle elezioni regionali

Carissimi,
oggi su Repubblica è uscito un accorato appello firmato da Don Farinella ad una unità fra tutte le persone di buona volontà contro un PD ed una candidata presidente,che non si fa problemi ad accettare il sostegno di ambienti neo fascisti pur di perseguire il suo desiderio di potere.
Queste valutazioni sono le medesime che hanno condotto noi Verdi fino ad oggi ad andare avanti in un percorso comune di confronto con altra Liguria prima,liste civiche locali e rete a sinistra poi e a mediare fino in fondo accettando pure se del caso di non mettere alcun simbolo sulla lista o le liste che usciranno dall'alleanza elettorale purche' ne fosse ribadita l'alternativa al sistema di potere del PD e non vi fossero cappelli ideologici di sorta (in particolare di ideologie ormai defunte nel secolo scorso) ma anzi vi fosse per converso la riscoperta del senso etico della cosa pubblica,della solidarietà,che nasce dal vivere in comunità e della politica come servizio al bene comune propria del pensiero mazziniano.
Purtroppo nonostante il tempo trascorso a mediare con rete a sinistra e con l'altra Liguria siamo stati esclusi tra i relatori pre-determinati all'incontro di S.Torpete.Non voglio qui sollevare alcuna polemica ,che ormai sarebbe largamente superata, ma solo far notare che il percorso avviato o cammina su mille piedi,come ha efficacemente detto Lia Giribone,che è mia moglie oltre ad essere co-portavoce regionale dei Verdi, o non cammina affatto poiche' sarebbe solo la stanca riproposizione di formazioni politiche ormai vecchie e stantie.
Premetto queste poche cose per dirvi che sono totalmente d'accordo con quanto scritto oggi su repubblica e aggiungo alcuni punti ancora grezzi ma che costituiscono la base comune su cui vogliamo costruire un programma diverso per una nuova Liguria e soprattutto perche' temi come il cambiamento climatico vengano introdotti nelle campagne elettorali ad ogni livello.
Un caro saluto
Danilo Bruno-consigliere federale dei Verdi


DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA
si chiede una modifica legislativa,che imponga che le leggi di iniziativa popolare dopo un anno dalla formale iscrizione all'ordine del giorno del Consiglio siano oggetto di referendum/vadano automaticamente in aula (valutare cosa abbia piu' forza alla luce del fatto che i referendum sono sempre sotto la tagliola del quorum);
GRANDI OPERE
Ribadito il netto no alla Gronda e al Terzo Valico occorre anche dire come portiamo fuori le merci dal porto di Genova e da quello di SV.Io continuo a sostenere l'adeguamento al traffico merci della Sv-Acqui-Alessandria e l'utilizzo definitivo del "camerone di Borzoli" abbandonando ogni idea di terzo valico.Qui occorre dire con grande forza allo stato che è una opera inutile e che in Liguria vi sono infrastrutture piu' urgenti (raddoppio e spostamento a monte della ferrovia del ponente,traforo del colle di Nava,adeguamento della strada provinciale Garessio-Albenga,Pontremolese,tunnel della Fontanabuona,...) oltre ad un piano straordinario di piccole opere di manutenzione,che sono indispensabili per la sicurezza del territorio.Se il terzo valico è solo una voragine meglio dirottare i fondi da altre parti e fermarsi per tempo dal fare danno.
BENI COMUNI
Abbiamo sostenuto che la legge di iniziativa popolare sull'acqua deve diventare proposta di governo regionale.Occorrerà però definire un sistema di governo dei beni comuni,che risponda ad esigenze collettive e che sia amministrato con il concorso di lavoratori,lavoratrici ed utenti.In particolare ad esempio sulla mobilità pubblica oltre a ragionamenti sull'intermodalità occorrerà trovare risposte originali sull'uso del mezzo privato ricorrendo se del caso alle fasce giornaliere gratuite per gli autobus in una ottica generale di miglioramento della qualità della vita di tutte e di tutti.
RIFIUTI
Piena attuazione dell'obiettivo rifiuti zero attraverso un sostegno a tutte le ipotesi di recupero e riciclo non escludendo una netta distinzione fra attività pubblica di governo e di indirizzo e attività private di gestione in particolare nel mercato secondario del riciclo,che potrebbe trovare notevoli sbocchi occupazionali.Rifiuto di politiche i incenerimento anche fuori Liguria ma piuttosto netto sostegno alla differenziata spinta,alla separazione secco-umido  alla allocazione in discarica della frazione irriducibile,che però dovrebbe progressivamente volgere a zero.
Sulla centrale di Vado Ligure riassumo solo la sostituzione del carbone con il gas per puntare ad una progressiva crescita delle rinnovabili e sopratutto ad un piano straordinario di industrializzazione avanzata dell'area vadese tramite anche l'intervento del Governo per sopperire ai posti di lavoro che potrebbero andare perduti con la centrale a gas ( e non solo, visto la crisi occupazionale della zona! ).

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