sabato 21 marzo 2015

quando i Verdi cercano "poltrone" e perdono il contatto con realtà civiche e il loro ruolo di denuncia

     
mancini lomelo digiorgo
I candidati di Polignano che con ogni probabilità, salvo novità dei prossimi giorni e sciolte le riserve che qualcuno sta ancora valutando, dovrebbero essere tre: Simone Di Giorgio, Mimmo Lomelo e Giampiero Mancini.
Il tutto si giocherà nell’arco di un giorno, il cosiddetto “election day”, a fine maggio, il 31.
Mimmo Lomelo ci riprova alla Regione, avendo già tentato questa carta in passato; ma la strada questa volta sembra molto più in salita che in passato. Giampiero Mancini potrebbe essere visto come una novità, se non fosse che, quasi a sorpresa, in quasi tutte le precedenti elezioni si è sempre misurato col suo elettorato, cambiando spesso casacca, ora coi Verdi, ora con SEL e adesso con Emiliano (esponente del PD).
Tutti e tre i candidati che sono praticamente ufficiali ad oggi a Polignano correranno per un posto alla Regione con Emiliano, ma non nel Partito Democratico. La lista di Emiliano sicuramente consente una riuscita con un numero di voti inferiore rispetto a chi è all’interno della lista del PD. Infatti, con la lista Emiliano si può pensare che siano sufficienti 7–8.000 voti per ottenere un posto in Consiglio regionale.
Passando, invece, alle scelte che stanno dietro queste candidature, se per Simone Di Giorgio non può essere una sorpresa, visto che da anni maturava questo intento; di certo lo è un sorpresa per Mimmo Lomelo (Verdi) e per Giampiero Mancini (SEL), se per scelta intendiamo quella di non militare all’interno del proprio partito, ma dentro un’altra lista.
La situazione, per così dire, più curiosa è quella di Mimmo Lomelo  Infatti, all’interno del suo partito, i Verdi, alla fine si è candidato Angelo Bonelli, portavoce del partito ecologista. La corsa di Bonelli è stata ufficializzata di recente grazie al voto unanime dell’intero consiglio direttivo nazionale dei Verdi. Unanime, tranne un voto: quello di Mimmo Lomelo. Lomelo non voleva la candidatura di Bonelli, molto probabilmente per essere libero di fare liberamente campagna elettorale con Emiliano, nella sua lista.
Adesso, però, si trova nella scomoda posizione di aver dato il suo appoggio ad Emiliano, di aver votato contro un candidato dei Verdi votato all’unanimità dal direttivo e, praticamente, costretto a fare campagna elettorale chiedendo voti al suo partito per farli affluire in un’altra lista, e tutto questo in concorrenza con il portavoce del suo stesso partito, Bonelli. Una situazione confusa, caotica, frutto di un momento politico non proprio brillante dell’esponente polignanese dei Verdi.
Frutto di questo caos è anche la nuova legge elettorale che ha imposto una soglia di sbarramento dell’8% a quei partiti che si presentassero da soli, mentre se all’interno di una coalizione la soglia si abbassa la 4%.

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