A
tutti i Liguri
Alcuni
giorni fa ho dato la mia disponibilità a candidarmi a Presidente
della Regione Liguria. La mia era solo una disponibilità: aspettavo
che la società civile, le forze sociali, e anche le forze politiche
della sinistra, formulassero il loro giudizio, e io ne avrei preso
atto, anche se fosse stato sfavorevole. Dopo il grande incontro di
San Torpete, e il pronunciamento a mio favore di tante voci, grandi e
piccole, oggi posso dire che sì, mi candido, per mettere al servizio
della mia regione l’esperienza acquisita in tanti anni trascorsi da
Sindaco di una città importante della Liguria, da cooperante
internazionale, da pianificatore territoriale e da organizzatore di
iniziative culturali.
Ci
sono molte cose da fare, subito.
C’è
da mettere in sicurezza il territorio, e da recuperare il grande
distacco rispetto alle altre Regioni più avanzate nel campo della
pianificazione territoriale e paesaggistica.
C’è
da cambiare non la quantità ma la qualità dell’intervento
pubblico, perché è passato il tempo delle grandi opere inutili e
costose, che servono solo ad arricchire sempre gli stessi, ed è
venuto il momento di un grande piano di piccole opere, mirate a
restituire alla Liguria la sua maggiore risorsa, la bellezza, e a
creare nuovo lavoro per i nostri giovani.
Ci
sono da risolvere i problemi dell’industria ligure, che deve essere
sempre più tecnologica ed ecologica, e sostenuta nei suoi settori
più innovativi.
Ci
sono da risolvere i nodi della sanità, la maggiore industria
regionale, per esempio abolendo l’assurdo privilegio concesso ai
pochi primari interessati.
C’è
da riformare il welfare, varando il reddito minimo di autonomia e
superando l‘attuale frammentazione degli interventi.
Con un metodo di governo: la programmazione partecipata con le
istituzioni locali, le forze sociali e i cittadini. Tutto il
contrario del mix centralismo regionale/clientelismo localistico che
ha dominato in questi anni.
Ma
soprattutto c’è da ridare una speranza, e una concreta occasione
di cambiamento a tutte le Liguri e i Liguri che vivono come
un’umiliazione collettiva il degrado dei servizi pubblici,
l’affarismo imperante, l’oscuramento complessivo dell’immagine
della Regione. A riportare al voto i cittadini disgustati dalla
politica del centrodestra e del centrosinistra non possono essere né
l’erede del sistema che ci ha amministrati per molti anni né il
rappresentante della nuova destra xenofoba e clientelare. Per fare
tutto questo occorre una Liguria altra e diversa, che ritrovi in sé,
fin dalla formazione delle liste dei candidati, le migliori
competenze e la passione di tutti coloro che, in questi anni, si sono
battuti contro la cementificazione, le ingiustizie sociali, il
declino economico e morale. Bisogna dar vita a una grande lista
civica, sociale e popolare, con un programma di rottura radicale nei
confronti del passato.
Il
progetto della coalizione civile, sociale e popolare non ha finora
trovato una convergenza con quello di una parte della sinistra
politica. Continuerò a ricercare questa convergenza, in modo
trasparente e pubblico. Non solo per evitare la dispersione delle
candidature ma anche e soprattutto perché nuovo civismo e nuova
sinistra hanno davvero bisogno di incontrarsi e di fondersi. Offro la
mia disponibilità a un progetto unitario: ma esso deve essere capace
di coinvolgere non solo le forze politiche ma anche e soprattutto la
grande maggioranza dei cittadini che vuole rompere con un sistema che
ci ha portato al declino.
Giorgio
Pagano
Nessun commento:
Posta un commento