La Vio.Me. non è in venditaby Citta invisibile |
Lettera e appello dei lavoratori della Vio.Me. di Salonicco e dei comitati di solidarietà che li appoggiano
Care e cari tutte/i,
la lotta della Vio.me è di nuovo a un punto di svolta. Dopo che l’impresa francese Lafarge ha ottenuto l’estate scorsa che Vio.Me. fosse dichiarata in bancarotta, il nuovo amministratore cospira con gli ex proprietari per liquidare la fabbrica. Il prossimo 23 marzo ci sarà una seduta del tribunale molto importante per il futuro della lotta della Vio.Me.
la lotta della Vio.me è di nuovo a un punto di svolta. Dopo che l’impresa francese Lafarge ha ottenuto l’estate scorsa che Vio.Me. fosse dichiarata in bancarotta, il nuovo amministratore cospira con gli ex proprietari per liquidare la fabbrica. Il prossimo 23 marzo ci sarà una seduta del tribunale molto importante per il futuro della lotta della Vio.Me.
Siamo ovviamente decisi a restare nella fabbrica indipendentemente dal verdetto del giudice. Ciò nonostante questa battaglia legale è cruciale, ed è essenziale mobilitare tutte le nostre forze.
Come potete aiutarci?
1) leggendo e divulgando l’appello che segue, firmandolo con il vostro nome e/o quello della vostra realtà di riferimento e indicando il luogo in cui vivete
2) mandando un breve messaggio di solidarietà ai lavoratori della Vio.Me. (possibilmente in inglese o spagnolo) che sarà tradotto e letto nel corso delle iniziative del 20 e 23 marzo
3) mandandoci una foto personale o collettiva (se potete con uno striscione, un cartello ecc.) che indichi nome/i e luogo di provenienza, che sarà pubblicata sul nostro sito.
Potete ovviamente fare tutte e tre le cose, se avete tempo e energie… I messaggi vanno inviati possibilmente entro giovedì 19 marzo (ma se non ce la fate per quella data, mandateli lo stesso!) a questo indirizzo: protbiometal@gmail.com
L’APPELLO DEI LAVORATORI
I lavoratori della VIO.ME. di Salonicco, in Grecia, hanno risposto alla disoccupazione e alla povertà con una lunga lotta finalizzata all’autogestione della loro fabbrica occupata, in condizioni molto difficili. Da due anni producono e vendono prodotti ecologici per la pulizia della casa nel loro stabilimento, garantendo così un modesto reddito alle loro famiglie. Hanno gestito il loro lavoro in modo egualitario, prendendo insieme ogni decisione nell’ambito della loro assemblea generale. Allo stesso tempo, hanno ricevuto una grandissima solidarietà sia in Grecia che all’estero, trasformando la loro lotta in una battaglia emblematica per la dignità umana nella Grecia colpita dalla crisi.
Gli ex proprietari della fabbrica, la famiglia Filippou, non hanno mai smesso di cercare di fermare questo processo, ponendo ostacoli legali in ogni occasione. Quattro anni fa hanno abbandonato la fabbrica, appropriandosi di tutti i profitti e lasciando centinaia di milioni di euro di salari non pagati ai lavoratori, condannando le loro famiglie alla povertà e alla miseria. Oggi si ripresentano, in combutta con gli amministratori nominati dallo “Stato della bancarotta” e dal sistema giudiziario con l’obiettivo di liquidare l’impresa. Condannati a 123 mesi di prigione in primo grado di giudizio per i milioni di euro che devono ai lavoratori, hanno visto la loro pena ridotta in appello a 43 mesi, e sospesa. Questo significa, in sostanza, sollevarli dall’obbligo di pagare i lavoratori.
In più, il 23 marzo 2015 ci sarà un nuovo processo per valutare la richiesta degli amministratori di liquidare i macchinari e lo stabilimento. Se la corte delibererà a loro favore, i rappresentanti dei grandi interessi finanziari e immobiliari avranno l’opportunità di appropriarsi della VIO.ME.
I lavoratori di VIO.ME. e il movimento di solidarietà nazionale e internazionale che li sostiene è deciso a resistere alla possibile vendita con qualunque mezzo. Per venerdì 20 marzo è stata organizzata un’iniziativa di protesta nel centro di Salonicco che comprenderà anche un farmer’s market e la vendita diretta dei prodotti della VIO.ME.
Lunedì 23 marzo ci riuniremo di fronte al Palazzo di Giustizia di Salonicco, per manifestare contro l’intenzione degli amministratori e dei giudici di liquidare l’impresa, condannando così i lavoratori e le loro famiglie alla disoccupazione e alla miseria per servire gli interessi dei potenti.
Indipendentemente dalle decisioni del tribunale, siamo determinati a difendere la fabbrica della VIO.ME. un luogo di lavoro che è stato tenuto in vita grazie alla determinazione e alla tenacia dei lavoratori e alla solidarietà della grande comunità che li appoggia. Ci rifiutiamo di consegnarla ai poteri giudiziari che hanno negato in più occasioni di fare giustizia per i lavoratori e i non privilegiati.
Il nostro destino è nelle nostre mani, gestiamo le nostre vite e il nostro lavoro. Non permetteremo a nessuno di distruggere quello che abbiamo costruito con tanta fatica. Ai giudici, alla polizia, agli amministratori, all’ex proprietario e agli aspiranti acquirenti diciamo:
LA VIO.ME. NON È IN VENDITA!
LA VIO.ME. È DEI LAVORATORI!
Gli ex proprietari della fabbrica, la famiglia Filippou, non hanno mai smesso di cercare di fermare questo processo, ponendo ostacoli legali in ogni occasione. Quattro anni fa hanno abbandonato la fabbrica, appropriandosi di tutti i profitti e lasciando centinaia di milioni di euro di salari non pagati ai lavoratori, condannando le loro famiglie alla povertà e alla miseria. Oggi si ripresentano, in combutta con gli amministratori nominati dallo “Stato della bancarotta” e dal sistema giudiziario con l’obiettivo di liquidare l’impresa. Condannati a 123 mesi di prigione in primo grado di giudizio per i milioni di euro che devono ai lavoratori, hanno visto la loro pena ridotta in appello a 43 mesi, e sospesa. Questo significa, in sostanza, sollevarli dall’obbligo di pagare i lavoratori.
In più, il 23 marzo 2015 ci sarà un nuovo processo per valutare la richiesta degli amministratori di liquidare i macchinari e lo stabilimento. Se la corte delibererà a loro favore, i rappresentanti dei grandi interessi finanziari e immobiliari avranno l’opportunità di appropriarsi della VIO.ME.
I lavoratori di VIO.ME. e il movimento di solidarietà nazionale e internazionale che li sostiene è deciso a resistere alla possibile vendita con qualunque mezzo. Per venerdì 20 marzo è stata organizzata un’iniziativa di protesta nel centro di Salonicco che comprenderà anche un farmer’s market e la vendita diretta dei prodotti della VIO.ME.
Lunedì 23 marzo ci riuniremo di fronte al Palazzo di Giustizia di Salonicco, per manifestare contro l’intenzione degli amministratori e dei giudici di liquidare l’impresa, condannando così i lavoratori e le loro famiglie alla disoccupazione e alla miseria per servire gli interessi dei potenti.
Indipendentemente dalle decisioni del tribunale, siamo determinati a difendere la fabbrica della VIO.ME. un luogo di lavoro che è stato tenuto in vita grazie alla determinazione e alla tenacia dei lavoratori e alla solidarietà della grande comunità che li appoggia. Ci rifiutiamo di consegnarla ai poteri giudiziari che hanno negato in più occasioni di fare giustizia per i lavoratori e i non privilegiati.
Il nostro destino è nelle nostre mani, gestiamo le nostre vite e il nostro lavoro. Non permetteremo a nessuno di distruggere quello che abbiamo costruito con tanta fatica. Ai giudici, alla polizia, agli amministratori, all’ex proprietario e agli aspiranti acquirenti diciamo:
LA VIO.ME. NON È IN VENDITA!
LA VIO.ME. È DEI LAVORATORI!
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