LETTERA
APERTA A LUCA PASTORINO
Caro
Luca,
in
questi giorni ci siamo conosciuti e stimati a vicenda. Abbiamo
convenuto sul fatto che i due progetti di cui siamo espressione non
sono inconciliabili. L’idea mia e di tante associazioni e persone
di una “coalizione civile, sociale e popolare” e quella tua e di
alcune forze politiche di dar vita al laboratorio ligure della nuova
sinistra sono due progetti diversi, è vero: ma non è affatto detto
che debbano contrapporsi alle elezioni, indebolendo il fronte che
contrasta il sistema dominante.
Eppure
oggi sembra inevitabile che sia così. Sul mio nome come candidato
Presidente non converge lo schieramento dei partiti; sul tuo nome non
convergono le forze civiche che ho aggregato. Per favorire questa
convergenza ho proposto un confronto pubblico trasparente,
innanzitutto sui contenuti; e ho accolto con favore l’idea, appena
abbozzata, di una consultazione democratica. Ma tutto ciò non è
servito.
A questo punto è necessario un nostro atto di estrema responsabilità
e generosità: ritiriamo entrambi le nostre candidature, ricerchiamo
insieme e convergiamo rapidamente su una personalità di alto profilo
morale e politico della società civile ligure, capace, per la sua
storia di indipendenza, rigore e coerenza, di tenere insieme i due
mondi che le recentissime vicende politiche liguri hanno diviso.
Sono
certo che ci riusciremo.
E sono
certo che questa personalità, grazie alla sua forza e grazie al
sostegno di una lista civica e sociale e di una lista della sinistra
nuova, nelle quali noi due dovremmo impegnarci in prima persona,
diventerà il Presidente della Regione. In Liguria può tornare la
primavera: dipende da noi.
Un
caro saluto
Giorgio
Pagano
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