Ferrania, biodigestore
a Finemme e DufercoNuovo assetto societario per la divisione ecologia dell’azienda
Mauro CamoiranoLa Ferrania Technologies si defila dal biodigestore. Il nuovo assetto societario di Ferrania Ecologia, che sta realizzando e gestirà l'impianto sulle aree Ferrania ai margini della Variante del ponte della Volta, comprende ora al 50% sempre Fg Riciclaggi di Cairo, mentre il restante 50%, inizialmente detenuto appunto da Ferrania Technologies, sarà composto da Finemme (finanziaria del Gruppo Messina), e da Duferco, società del settore energia. «Un passaggio – spiegano da Ferrania Ecologia – che offre, grazie all'esperienza specifica di Duferco, ancora maggiori elementi di garanzia e affidabilità».
La realizzazione della struttura che ospiterà l'impianto sta proseguendo, e si ipotizza l'avvio dell'attività entro novembre. Il biodigestore potrà trattare rifiuti organici biodegradabili sino a 45 mila tonnellate anno (30 mila umido e 15 mila verde), e prevede una fase principale di trattamento per biodigestione anaerobica, con recupero integrale del biogas prodotto, da qui l'interesse di Duferco, e successivo avvio al compostaggio per la produzione di compost di qualità.
Con alcune novità rispetto al progetto originario: varianti che saranno oggetto della Conferenza dei servizi referente convocata per il 28. Spiegano, dalla società: «Le modifiche sono finalizzate ad una maggiore affidabilità del processo e ad un'ulteriore diminuzione delle emissioni volte a migliorare l’impatto ambientale, come il potenziamento del biofiltro e del sistema di aspirazione. Si avrà anche una diminuzione dei volumi, con una riduzione dell'altezza del capannone. Inoltre – proseguono – pur mantenendo inalterata la potenzialità dell'impianto, si è aumentato il biodigestore vero e proprio: una maggiore permanenza del rifiuto consentirà un trattamento più approfondito e quindi una riduzione degli odori, comunque contenuti attraverso il potente sistema di filtraggio. Immutato anche l’investimento, intorno ai 13 milioni di euro». A mutare, invece, secondo i responsabili, è l'atteggiamento anche di quei Comuni inizialmente non entusiasti se non contrari: «La raccolta differenziata spinta è ormai una necessità in molti Comuni. Non disporre, però, di un simile impianto dove trattare l'umido a costi accessibili si tradurrebbe per i Comuni nell'impossibilità di tradurre in risparmio il minor conferimento in discarica».Il progetto del biodigestore di Ferrania
lunedì 20 aprile 2015
Ferrania e il biodigestore...a noi piace poco la questione...
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