I Verdi annunciano il proprio candidato alla presidenza della Regione Puglia

E’ l'ecologista manduriano Gregorio Mariggiò il candidato Governatore della Regione Puglia per i Verdi
“Non si riconoscono in nessuna delle formazioni politiche presenti ed operanti sul nostro territorio. Non abbiamo condiviso le scelte del governo Vendola, non possiamo accettare di mescolarci e annullarci nell’aggregazione facente capo a Michele Emiliano. Il nostro obiettivo, di Verdi e Movimenti ambientalisti e civici, è quello di dar vita ad una Puglia diversa, con un modo diverso di far politica”. E’ questo l’incipit della nota diffusa dalla federazione dei Verdi di Puglia per annunciare il proprio candidato alla presidenza della Regione Puglia. “Desideriamo che a rappresentarci sia Gregorio Mariggiò, colui che con la sua dedizione, il suo genuino ecologismo, l’assenza di ambizione personale, la lunga militanza nel partito dei Verdi, sempre con spirito di servizio, ha reso possibile il concretizzarsi di quel modello. Crediamo che lui oggi, con la sua testimonianza di politica vera, vissuta, reale, sia in grado di esprimere al meglio le nostre volontà ed aspirazioni”. Il 47enne Mariggiò è il settimo candidato ufficiale dopo Michele Emiliano (centrosinistra), Antonella Laricchia (M5S), Francesco Schittulli (FdI, Ncd), Adriana Poli Bortone (Forza Italia, Noi con Salvini), Michele Rizzi (Partito alternativa comunista) e Riccardo Rossi (L’altra Puglia).
“In una visione ecologista della Puglia - continua la nota - non trovano posto impianti industriali inquinanti, discariche, inceneritori, strade inutili. In un progetto ecologista non si fa strage di alberi secolari, non si inquinano i litorali con liquami di fogna. In un programma ecologista si protegge la biodiversità, si valorizzano le risorse naturali, si incoraggia l’agricoltura biologica e di qualità, si sviluppa la mobilità sostenibile.Al raggiungimento di questi obiettivi e di tanti altri, abbiamo dedicato anni di battaglie, con dedizione e spirito di sacrificio, a volte con esito positivo, a volte no, forse perché sempre in ordine sparso, stretti in una dimensione localistica, a volte ignari gli uni degli altri. Talvolta siamo riusciti ad entrare a far parte delle istituzioni locali, ma sempre singolarmente e in posizione minoritaria. Da queste esperienze abbiamo tratto la convinzione che occorra dare alla nostra azione una dimensione più ampia e organica, che la dispersione delle nostre forze in mille rivoli può portarci, si, alla conquista del singolo obiettivo nel singolo paese, ma non potrà cambiare definitivamente il volto della nostra regione nella direzione da noi auspicata. Abbiamo acquisito la consapevolezza che bisogna fare ”massa critica” per modificare un sistema politico che non dialoga più con i cittadini, che non ne interpreta più le necessità, che opera scelte verticistiche, che tenta di soffocare in ogni modo le voci del dissenso, che considera interlocutori privilegiati soggetti portatori di interessi molto “concreti”, talvolta indecifrabili e lontani dai reali bisogni dei cittadini”.

Nessun commento:
Posta un commento