giovedì 26 novembre 2015

la costellazione degli scambi

La Costellazione degli scambi

by JLC
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di Paolo Cacciari*
È possibile far coesistere sostenibilità e competitività, innovazione e cooperazione, profitto e benessere? In due parole: etica ed economia sono compatibili? Gli studiosi di sociologia aziendale la chiamano triple bottom line: people, planet, profit. Il dibattito teorico è da sempre acceso tra chi sostiene che l’economia di mercato sia strutturalmente votata solo alla massimizzazione del business e chi invece crede che il capitalismo sia umanizzabile. In mezzo c’è un vasto campo di ricerca pratica sulla “responsabilità sociale di impresa”. Spesso si tratta solo di una trovata del marketing per migliorare il “capitale di reputazione” presso clienti esigenti, ma altre volte l’impegno a migliorare le prestazioni aziendali è genuino. Da quindici anni, in Puglia, opera Costellazione Apulia, un gruppo di una cinquantina di imprenditori che hanno come obiettivo la messa a disposizione gratuita e lo scambio senza fini di lucro di competenze, spazi, strumenti, scarti.
Sono partiti dalla constatazione che ogni impresa produce delle esternalità (potenzialmente positive), delle eccedenze che vanno oltre la specifica contabilità aziendale e che possono essere condivise tra di loro e con le comunità locali: sottoprodotti, strutture e strumenti sottoutilizzati, logistica, servizi amministrativi ecc. Soloqualche esempio. Il teatro Kismet Opera distribuisce gratuitamente i biglietti invenduti dei suoi spettacoli con un sistema last minutes. Sud Sistemi mette a disposizione lo spazio libero della propria banda larga agli studenti. Serveco, che si occupa di bonifiche e riciclo, ha prodotto un manuale per ridurre i consumi idrici. Planetek, che si occupa di rilevazioni da satellite anche per la Nasa, non lesina consigli informatici. Luca Cascella, designer del verde e del riciclo, è a disposizione per riutilizzare ogni cosa. Gli spostamenti condivisi in auto e le sedi aziendali sono a disposizione di tutte le imprese del circuito. Vi sono scambi temporanei di personale per socializzare competenze.
L’idea che hanno in mente è quella dell’economia circolare che non produce scarti e non intacca le capacità rigenerative del pianeta. Almeno una volta all’anno si ritrovano ai Colloqui di Martina Franca e si interrogano su obiettivi quali il valore sociale dell’impresa, la conservazione del patrimonio e delle tradizioni storiche, la coesione sociale e il vivere bene, la decrescita sostenibile. Nella loro Carta d’intenti c’è scritto: “Può un’impresa creare valore senza sottrarlo a qualcuno o a qualche cosa? Noi crediamo di sì”. Vito Manzari, il presidente di Costellazione Apulia ci dice: “La magia del dono funziona per il clima di fiducia che si crea tra di noi attorno a quei valori che non sono misurati dal denaro, ma che ci arricchiscono nel profondo”.
* Paolo Cacciari è autore di articoli e saggi sulla decrescita e sui temi dei beni comuni. Il suo nuovo libro, Vie di fuga (Marotta&Cafiero) – un saggio splendido su crisi, beni comuni, lavoro e democrazia nella prospettiva della decrescita – è leggibile qui nella versione completa pdf (chiediamo un contributo di 1 euro). Questo articolo è stato inviato anche a Left.
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