L'uomo che ha salvato l'Acquasola "Vince lacittà"
Parla Andrea Agostini "Il merito degli ambientalisti è aver coinvolto tutti i genovesi"
MARCOPREVE
Parla Andrea Agostini "Il merito degli ambientalisti è aver coinvolto tutti i genovesi"
MARCOPREVE
«All inizio eravamo in tre racconta-. Io e due gattare,una delle quali mi informò di ciò che stava accadendo nel parco. Era il 2003.
Undici anni, e cinquanta espulsioni dal consiglio comunale dopo, siamo molti di più perché abbiamo saputo intercettare un sentimento diffuso in città, ma una cosa è sicura. Abbiamo vinto noi e hanno perso loro, cioè il Comune e i costruttori».
Andrea Agostini attivista di Legambiente è senza dubbio il "volto" della battaglia dell'Ac-quasola, quella che dopo appunto undici anni si è conclusa, come raccontato ieri da Repubblica, con il definitivo addio al progetto di un maxi park sotto
lo storico giardino nel centro città.
Ma la transazione raggiunta tra Tursi e Sistema Parcheggi, la società che voleva realizzare l'intervento, non soddisfa del tutto Agostini. Partiamo dall'inizio e vediamo perché.
Undici anni, e cinquanta espulsioni dal consiglio comunale dopo, siamo molti di più perché abbiamo saputo intercettare un sentimento diffuso in città, ma una cosa è sicura. Abbiamo vinto noi e hanno perso loro, cioè il Comune e i costruttori».
Andrea Agostini attivista di Legambiente è senza dubbio il "volto" della battaglia dell'Ac-quasola, quella che dopo appunto undici anni si è conclusa, come raccontato ieri da Repubblica, con il definitivo addio al progetto di un maxi park sotto
lo storico giardino nel centro città.
Ma la transazione raggiunta tra Tursi e Sistema Parcheggi, la società che voleva realizzare l'intervento, non soddisfa del tutto Agostini. Partiamo dall'inizio e vediamo perché.
"Abbiamo vinto, perché siamo stati capaci di coinvolgere tutta lacittà. Il Comune non ha fatto mai niente per tutelare il parco"
Avreste vinto questa battaglia se l'Acquasola si i trovata in periferia?
«Si. Perché abbiamo vinto grazie ad una feroce determinazione. Abbiamo avuto ottima capacità comunicativa che è quella che spesso manca a molte battaglie ambientaliste. Molti genovesi si sono ricordati di quando da piccoli andavano in quel parco e si sono sentiti parte in causa. E la stampa ha avvertito l'importanza del caso. A voltela gente è nel giusto ma non sa trasmettere alla comunità la problematica oggetto del contendere. Credo che se c'è necessaria ferocia e giusta capacità di coinvolgimento, non conta dove si svolga la battaglia».
Il Comune chiude la partita
con 600 mila euro di risarcimento a Sistema Parcheggi e una compensazione sui tributi. Soddisfatto?
«Per niente. E non è vero che i costruttori si sono arresi. Si è arreso il Comune visto che in tutti questi 11 anni si è sempre costituito in tutti i procedimenti giudiziari contro gli ambientalisti, anche in quello penale e nell'appello alla Corte dei Conti ancorarti corso. E poi a bilancio non è prevista alcuna spesa di manutenzione per Acquasola. Finirà che a rimettere a posto il parco invece di chi lo ha devastato, saranno i cittadini genovesi con i loro soldi. Ma se in sede penale il tribunale ci darà ragione, allora faremo causa per chiedere i soldi per il ripristino all'impresa».
Insomma, non vi fidate del Comune.
«Come si fa? C'erano dei soldi avanzati dalle Colombiane
destinati al ripristino del parco e sono stati spesi quasi tutti in altri interventi. E poi era stato stretto un accordo con le facoltà di Scienze della formazione e di Architettura che avrebbe permesso di avere docenti e studenti incaricati di studiar e e valorizzare l'Acquasola.Il Comune doveva solo dire di sì e non lo ha mai fatto».
Ci sono altre battaglie contro autosilo in città. Avete speranze di vincere ancora?
«Il Comune non ha alcuna intenzione di imparare. Per il progetto di box in via Cadighiara il responsabile dell'urbanistica del Comune ci ha mandato una serie di risposte, che sono tutte di natura giuridica e manco una relative all'urbanistica. Con questa politica e questi tecnici che ha generato non si può pensare di invertire la marcia. Serve un ricambio totale»
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