Bambini, genitori, volontari, si ostinano almeno una volta al mese aprendere le bici e a pedalare per andare a scuola. Pensano che il cambiamento non possa essere delegato e che una città come Roma vada completamente capovolta, sotto molti punti di vista. Quelli del Biketoschool romano trovano anche il tempo per invitare il sindaco a pedalare insieme e per ringraziarlo. Non sappiamo se il sindaco abbia accettato per conoscere sul serio uno sguardo diverso sulla città e o per migliorare la propria immagine. Di sicuro, a loro non interessa qualche pezzo di potere o le attenzioni dei "grandi" media, caso mai desiderano mostrare a quelli che sono in alto ciò che si muove in basso (e in strada) e desiderano ripensare il rapporto con il territorio e con la mobilità
di Anna Becchi
Caro Sindaco,
le scrivo questa lettera di ringraziamento per cercare di spiegare un po' a tutti, automobilisti avvelenati contro le biciclette, attivisti rabbiosi, ciclisti o aspiranti 'che pero' prima fammi le piste o almeno pulisci le ciclabili'. perche' io sono davvero contenta che lei sia venuto a pedalare al Bike to school e ho insistito tanto - era un anno che ci provavo e in questa foto rido mentre glielo sto dicendo - perché avvenisse.
Prima di tutto per rendere un omaggio simbolico a quei bambini, a quei genitori e a quei volontari che ostinatamente tutti gli ultimi venerdì del mese si avventurano divertendosi nel traffico cittadino. Poi perché questa è un'iniziativa sana perché spontanea, positiva, costruttiva, che porta con sé' un messaggio educativo che non è solo 'andate in bici' ma è 'siate protagonisti del cambiamento, e fatelo insieme, con un'azione che vi fa bene alla salute, all'umore, e anchea al portafoglio (quello da grandi ma vabbe')'.
Perché quello che mi è parso di capire di lei che in comune abbiamo la stessa voglia di cambiare questa città e che siamo convinti entrambi che per cambiarla serve cambiare la cultura dei cittadini. Ma mentre è molto difficile cambiare la testa di quei cittadini abituati a passare ore della propria giornata seduti in macchina nel 'traffico', credo che siamo ancora in tempo per crescere generazioni migliori, che sappiano da subito che muoversi in macchina in città è da folli, come già è facilmente intuibile dalle politiche di tutte le città europee e mondiali più civilizzate della nostra: Parigi, Amburgo, New York per dirne alcune...
E questo non vuol dire che mi dimentico che tutto ciò non è sufficiente e non risolve i problemi come la sicurezza stradale, l'inciviltà, il malaffare e il malcostume romani? Certo che no. Non me lo dimentico affatto. E quindi con lo stesso entusiasmo ci mettiamo a disposizione sua e di chi abbia voglia di ripensare davvero la mobilità di questa città e costruirne da subito una davvero a misura 'dei bambini'. Come le abbiamo scritto un paio di anni fa, ormai.
Buona giornata,
Anna Becchi |
domenica 21 dicembre 2014
cambiare l città pedalando
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