martedì 2 dicembre 2014

Pasolini fu davvero il cantore dell'antimoderno?

Paradosso Pasolini: sarà il modernissimo dna a dire la verità sulla morte del cantore dell'antimoderno?

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PASOLINI
Circa un anno fa uno che di Cold Case se ne intende come Walter Veltroni ci disse che sulla morte di PPP eravamo vicini alla verità. Ora siamo a un passo dal capire se ci sarà il rinvio a giudizio o no per i protagonisti del delitto irrisolto per eccellenza della nostra storia. A riaprire il caso su PPP - o a chiuderlo per l'ennesima volta - potrebbe essere il nuovo detective dei nostri tempi, l'acrostico magico, il DNA.
Su una scena del crimine finora dominata da polvere, sangue, tracce di pnenumatici, sterpaglia... elementi materici per eccellenza irrompe un dato astratto e infinitamente piccolo, delle dimensioni di una molecola, che sta provando a far luce - a fatica, in verità - su altri casi più recenti come quello della povera Yara, e in ogni caso per il destino postumo di PPP sarà una vera nemesi.
A sentenziare sull'atroce fine del cantore dell'antimoderno, della scomparsa delle lucciole - del paesaggio preindustriale italiano - potrebbe essere il massimo della tecnologia a disposizione degli inquirenti. Laboratori asettici, materiali autopulenti, provette, tamponi, tute, pc...
Un vocabolario investigativo sconosciuto negli anni Settanta dall'intellettuale friulano che molte cose aveva predetto, molte altre preconizzato, ma alla cui immaginazione ben piantata nella realtà era sfuggito ciò che soltanto un autore da fantascienza poteva profetizzare. Ossia che sulla sua vicenda avrebbero messo le mani guantate in lattice (derivato, per ironia della sorte, del petrolio) di ricercatori asettici, prodotto culturale e tecnologico di tutto ciò che lo stesso PPP andava criticando.

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