Porte chiuse per i pesticidi del vicino
Una sentenza destinata a lasciare il segno, è quella di cui ci giunge notizia oggi e che condividiamo con i nostri lettori.
Il tribinale di Pistoia ha dato ragione a un cittadino che aveva chiamato in causa il suo vicino, una cantina vinicola, che irrorava con mezzi meccanici sui propri vigneti grandi quantità di diserbant e pesticidi. I giudici hanno in questo caso riconosciuto il diritto di ogni persona a non essere contaminato dal vicino che utilizza la chimica seppur nella propria proprietà.
I fatti risalgono al 2009 quanto, a causa dell’effetto deriva, i pesticidi irrorati all’interno della proprietà dell’azienda vinicola Bonacchi venivano puntualmente riscontrati anche nell’abitazione e nell’orto casalingo del sig. Michelacci. Le quantità erano così elevate che la parte lesa era costretta a chiudere le finestre durante la nebulizzazione mentre, fatta analizzare qualche foglia d’insalata, ha dovuto decidere di dismettere la coltivazione dell’orto.
Dalle analisi è risultata la presenza di residui di Cimoxanil (un fungicida chimico) e di Rame (anche se questo non presenta problemi, in quanto autorizzato anche in agricoltura biologica).
Così il viticultore chimico è stato multato e da oggi deve effettuare i propri trattamenti verso l’interno quand si trova in prossimità del proprio confine in maniera tale da evitare la deriva di prodotti chimici. La cosa più importante però a nostro avviso è che sia passato il concetto della tolleranza zero di pesticidi nella proprietà dei vicini.
A darcene notizia è l’agroecologo umbro Giuseppe Altieri che ha redatto le perizie tecniche.
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