Costruire nuove relazioni sociali in un mondo in cui trovino spazio molti mondi, consapevoli del fatto che tutte le istituzioni costituite recano il marchio patriarcale ed escludente di una sola cultura che nega brutalmente la nostra immensa diversità. A Cuernavaca, il 12 novembre, un piccolo importante incontro cerca nuovi concetti e nuove chiavi di volta per riprendere il cammino necessario ad affrontare la moltiplicazione delle teste dell'idra capitalista denunciata in primavera dagli zapatisti del Chiapas. Altri due straordinari incontri - il Colloquio internazionale sull'archeologia della violenza nella capitale e, soprattutto, il primo Congresso internazionale diComunalidad all'università di Puebla - hanno mostrato con evidenza come in questi mesi si vada affermando la convinzione che gli strumenti del passato non possano aiutare a dare creatività ed efficacia alle lotte dei nostri tempi. Che potrebbero trarre nuova linfa affondando le proprie radici nell'autonomia, nella libertà e negli ambiti comunitari![]()
immagine tratta da alta frecuencias
di Gustavo Esteva
Le teste dell’idra capitalista si moltiplicano da tutte le parti, intensificando la rapina. E da tutte le parti si moltiplicano anche le lotte di resistenza.
Sta acquisendo rilievo la ricerca combattiva e costante dei nuovi concetti, del linguaggio nuovo di cui c’è bisogno per comprendere quello che succede e per continuare a camminare. Si va affermando la convinzione che gli strumenti disponibili sono insufficienti e che bisogna costruirne altri che siano immersi nella lotta stessa, che non perdano terreno nel contesto sociale.
Tre iniziative di origine molto diversa che hanno in comune questo filo conduttore hanno avuto luogo quasi contemporaneamente. Possono essere viste come esempi del gran numero di seminari che si stanno realizzando in varie località dell’intero paese dopo che la proposta è stata lanciata in maggio dagli zapatisti.
All’Università Iberoamericana di Città del Messico si è svolto dal 21 al 23 ottobre il settimo Colloquio internazionale sul tema “Archeologia della violenza”. Condividendo la preoccupazione di sollevare dubbi sulla dominazione, la violenza e la barbarie imposte dal regime dominante e sulla loro razionalità, persone di orientamenti teorici e professionali molto diversi e di paesi e contesti differenti hanno dialogato per tre giorni, per affrontare la questione della violenza a partire da modi di pensare e di sentire alternativi.
È stato particolarmente stimolante osservare la coincidenza nella diagnosi dell’attuale orrore, di cui sono stati presentati e analizzati esempi molto dolorosi. E sono state particolarmente apprezzate le indagini convergenti che hanno chiaramente configuratoprogrammi comuni di riflessione [1].
Oggi (26 ottobre, ndt) comincia a Puebla il primo Congresso internazionale diComunalidad [2] sul tema “Lotte e strategie comunitarie: orizzonti al di là del capitale”. Organizzato e sponsorizzato da un gran numero di organizzazioni e istituzioni, radunerà persone provenienti da molte parti del Messico e del mondo che hanno partecipato al dibattito accademico e politico sulle vie e le possibilità della trasformazione sociale.
Le riflessioni che prendono le mosse dal riconoscimento dell’acuta crisi del capitalismo e del pensiero dominante sono espressione di lotte sociali "che si adoperano per la costruzione di alternative politiche dal basso", di fronte alle forme sempre più aggressive di sfruttamento e di rapina imposte dal capitale.
Le lotte e gli orizzonti politici comunitari, le forme comunitarie di governo e di convivenza sociale, le strategie e le tensioni della regolamentazione delle comunità e l’insorgere di saperi sono alcuni degli assi tematici che verranno esaminati nel corso della settimana da punti di vista assai diversi.
Dal canto loro, un piccolo gruppo di persone, collettivi, organizzazioni e movimenti si sono messi in cammino per intrecciare le voci di coloro che, come loro, sono decisi adaffrontare l’orrore e a prendersi cura della casa comune. Sanno che si tratta di un lungo cammino, ma li incoraggia la convinzione che milioni di scontenti come loro stanno trasformando la loro dignitosa rabbia, la loro indignazione, in forza di cambiamento. Sentono come proprio il dolore di Ayotzinapa. Condividono il grido: “Ci hanno tolto tanto, che ci hanno tolto anche la paura”. E da tempo hanno fatto proprio il "Basta ya!" [Ora basta!]. La loro iniziativa ha preso il nome di "Tejendo voces por la casa común" [Intessere voci per la casa comune].
Per farla conoscere hanno organizzato una serie di incontri che ha avrà inizio a Cuernavaca il 12 novembre, presso l’Università Autonoma dello Stato di Morelos.Continuerà a Cuautla, all’interno di alcuni "ejidos" (territori comunitari indigeni, ndt)perché le comunità e i movimenti si esprimano direttamente nei loro contesti. Dal 14 al 17 ci saranno incontri simultanei a Cuernavaca, Guadalajara, Oaxaca e Puebla. Il Colloquio internazionale si concluderà presso l’Università Iberoamericana di Città del Messico con tre giorni di discussioni, dal 18 al 20 novembre, con la partecipazione attiva di dirigenti sociali e importanti attivisti e pensatori del Messico e di altri paesi.
Nel programma di queste attività si enuncia in forma del tutto esplicita: “Ci ha ispirato l’idea di costruire un mondo in cui trovino spazio molti mondi. Siamo consapevoli del fatto che tutte le istituzioni costituite recano il marchio patriarcale ed escludente di una sola cultura, che nega brutalmente la nostra immensa diversità. Per fondare questo mondo nuovo, per la convivenza armoniosa dei diversi, si deve ricostruire la società dal basso. Abbiamo bisogno di instaurare nuove relazioni sociali che sostituiscano quelle che ci opprimono, stabilite dal potere economico o politico, con altre che siano radicate nell’autonomia, nella libertà e negli ambiti comunitari” (tejiendovoces.org.mx [3]).
È interessante notare che non c’è stata nessuna concertazione fra gli organizzatori di questi tre eventi. L’evidente convergenza di preoccupazioni e di risposte permette di apprezzare il modo in cui si approfondisce e si estende la consapevolezza delle sfide attuali e rivela, nello stesso tempo, che si vanno sempre più rinvigorendo gli sforzi di coloro che sono decisi ad affrontarle.
gustavoesteva@gmail.com
traduzione a cura di caminar domandando
Camminar Domandando è una rete di relazioni impegnata nella traduzione e diffusione delle voci provenienti dal mondo latino americano radicato in basso e a sinistra, con una particolare attenzione al variegato mondo indigeno. Sul sito [4] sono gratuitamente consultabili e scaricabili articoli, libri e quaderni di cui abbiamo curato la traduzione.
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lunedì 2 novembre 2015
camminare domandando
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