domenica 22 novembre 2015

scritto a Repubblica

Oggi nel suo lungo ed interessante articolo domenicale sul terrorismo internazionale il fondatore di Repubblica:Eugenio Scalfari ,quasi di sfuggita,fa un accenno alla situazione delle banlieu francesi e alla facilità con cui esse diverrebbero terreno di coltura dell'estremismo e del terrorismo.
Vi sono numerosi studi sulle banlieu ma anche sulle periferie italiane e sul loro disagio esistenziale e forse ne occorrerebbero ancora affinche' finalmente esse emergano come una grande questione internazionale per favorire una opera di ricucitura del tessuto urbano,come scrive Renzo Piano.
In questo contesto però mi è sorto un dubbio:
forse è troppo semplice instaurare un rapporto diretto fra disagio sociale delle banlieu francesi e il reclutamento del terroristi internazionali poiche',se il filo del ragionamento fosse il seguente,allora dovremmo per assurdo pensare che tale fenomeno ad oggi non avviene nei quartieri piu' degradati delle metropoli italiane solo perche' è presente la criminalità organizzata,che verrebbe ad assumere una sorta di "funzione sociale" come cuscinetto fra il terrorismo e le situazioni di grave disagio.
Credo quindi che la grave situazione delle banlieu francesi sia un problema piu' ampio e complesso così come quello del reclutamento del terrorismo per cui bisogna forse scindere i due problemi ,che richiedono strategie ben diverse da un lato investimenti per migliorare la qualità della vita e dall'altra un adeguato intervento di intelligence ed una politica estera innovativa,che porti ad evitare il sostegno di feroci dittature e alla creazione di un Mediterraneo di pace.
Danilo Bruno-consigliere federale dei Verdi

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