Perché tanti vili attentati tra i filari? La struggente lettera di Vittorio Graziano
Pochi giorni fa abbiamo ospitato su queste pagine lo stupendo appello creato dai vignaioli colleghi di Patrick Uccelli (leggi qui) per risarcirlo del gravissimo danno che ha subito a causa di un pazzesco atto di sabotaggio. Mercoledì scorso ci ha scritto una mail Vittorio Graziano, vigneron tutto di un pezzo, di Castelvetro, in provincia di Modena. Ebbene nella sua lettera ci racconta la sua tremenda esperienza.
Dopo averla letta, oltre a commuovermi, mi è venuto spontaneo pensare che anche il mondo del vino è pieno di farabutti, di persone spregevoli, che invece di affrontare i problemi di petto preferiscono ricorre ad attentati, applicando una sorta di codice mafioso. Mi piacerebbe in primo luogo che le forze dell’ordine prestassero la massima attenzione a tutto questo e in secondo luogo che si attivi una sorta di cassa di solidarietà, che i vignaioli abbiano sempre a disposizione quando accadono queste cose. Se questi uomini fossero a conoscenza di questa rete di solidarietà saprebbero anche che i loro gesti di sabotaggio sarebbero inutili…
Di seguito pubblichiamo la lettera di Vittorio Graziano che come vedete purtroppo è rimasto solo e ha pagato di persona questo danno enorme che ha subito. Mi piacerebbe che nessuno di voi si senta solo come è accaduto a Vittorio. Se toccano un vignaiolo queste persone alla fine toccano tutti voi…
Partecipo alla colletta per il Patrick, e farò un piccolo bonifico. Lo farò con l’angoscia nel cuore, perché so cosa vuol dire vedersi distrutto il frutto delle proprie fatiche. Nella notte fra il 14 ed il 15 Aprile del 2004, ignoti (tali rimasti) balordi sono entrati nella mia cantina e, oltre a fregare il fregabile, hanno aperto tutte le mie botti, così l’intera produzione 2003 è finita in fogna. Inoltre avevo alcuni quintali di uva sui graticci per un ‘esperimento’ di passito e su quest’uva hanno gettato colla e vernice rendendola inutilizzabile. Non ho ricevuto nessun aiuto, nemmeno la solidarietà. Non li hanno mai trovati e poi con la prescrizione facile vigente nel nostro Paese e gli sconti di pena … figuriamoci. Nessuno ne ha parlato, forse perché non sono nessuno, forse perché il Lambrusco non è nessuno, mentre vicende analoghe riguardanti vini più blasonati hanno fatto il giro del mondo. Nel decimo anniversario dell’episodio, cioè nel 2014, ho fatto alcuni comunicati stampa, regolarmente ignorati, così ho definitivamente compreso che del Lambrusco non frega un c…o a nessuno. Hanno i balordi distrutto, o almeno cambiato la mia vita moltissimo. I lavori di ultimazione della casa ancora sono incompiuti e dormo in cantina spesso, anche per vigilare. Un amico di un amico mi propose di (s)vendere tutta la baracca. Ma io ho resistito, ho combattuto come un leone per mandare avanti il mio progetto di vita. Perché io amavo la terra. Così auguro a Patrick di avere tutta la forza per lottare forte e andare avanti. Un grande saluto. Vittorio Graziano. Castelvetro di Modena.
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