asterischi (n.11) - le assurde pretese dei magistrati e l'autunno di renzi
enzo marzo
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Certo che i magistrati hanno certe pretese… addirittura vorrebbero che questo governo combattesse la corruzione. Ma dove erano in questi anni? Nessuno ha detto loro che da tempo vige in Italia un regime delle “larghe intese” instaurato da Napolitano, che mette insieme gli interessi malavitosi di Berlusconi (che frodava lo stato seduto a palazzo Chigi e pretendeva di avere come suo ministro della giustizia un vero “amico” dei giudici come Previti) e di un centrosinistra marcio fino al midollo? Non sanno i magistrati che questo governo dà l’immunità parlamentare alla nuova Fetenzia di Senato composta dalla classe politica in assoluto più corrotta com’è quella periferica? Non sanno i magistrati il nome dell’attuale ministro del’Interno, quello che fece carriera con un Lodo incostituzionale, tanto per salvare il suo padrone, e che ora è segretario di un partito che ha più indagati che iscritti? Non sanno i magistrati che questo governo ha degli inquisiti addirittura al suo interno? Che la maggioranza si regge al Senato grazie alla P3 e che il Pd ha fatto eleggere nelle ultime elezioni regionali personaggi indecenti e impresentabili? E dovrebbe essere il Pd a lottare contro la corruzione, cioè contro se stesso? Dovrebbero essere la volpe Renzi e la faina Alfano a difendere le povere galline?
Ma i magistrati non leggono i giornali? Potrebbero leggere che il ministro della giustizia divaga parlando delle divisione tra i magistrati (come se il suo partito fosse una falange macedone) e nemmeno dice due parole sui due ex sottosegretari del suo partito incriminati un giorno dopo l’altro. Ma meno male che ci pensa Renzi che è intervenuto con la sua solita energia e ci ha tranquillizzati tutti: «Potranno recidere tutti i fiori ma non fermare la primavera», ha detto, citando Neruda, come un adolescente brufoloso.
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