Un park sul Bisagno? Si commenta da solo (UNA CAGATA PAZZESCA!!! ndr)
dal secoloxix di mercoledi 28 ottobre 2015
ANDREA AGOSTINI

Costruire un parcheggio sotterraneo sul greto del fiume dopo ben 4 alluvioni è una cosa che si commenta da sola. Ma l'escamotage di dire che è a dieci metri dall'argine ( e quindi a norma di legge) è una furbizia giuridica non una pratica di un buon amministratore attento all'interesse pubblico.
Dire che il parcheggio è costruito in struttura e quindi non sotterrano è un escamotage giuridico che qualifica chi lo ha fatto e autorizzato perché li c'era un deposito della protezione civile che non avendo problemi di esondazio-ne aveva un metro di argine. Adesso per costruire il parcheggio, in struttura, come si dice, hanno alzato l'argine di almeno 10 metri per metterlo in sicurezza, mostruosa fantozziana cag... che, arrivando all'altezza del ponte Fleming diventa a sto punto sotterraneo.
Nel frattempo sono stati tolti circa 300 posti macchina a raso a Molassana gratuiti nell'indifferenza dell'amministrazione incapace di impugnare l'interesse pubblico come leva giuridica per tutelare i cittadini con le speculazioni dei privati e al loro posto si farà questo parcheg-
gio a pagamento. Questo è anche alla confluenza del rio Geirato ( che esonda tutti gli anni o quasi ) col Bisagno e verrà a costituire una bella barriera all'espansione della piena che in quel punto ( il Bisagno da li curva vero est in direzione di Prato ), un punto critico dove la piena che non ama le curve, andrà a sbattere e a rimbalzare.
Infine questo parcheggio sarà a servizio dell'altra cementificazione prevista, quella (autorizzatissima ovviamente ) che prevede una colata di cemento che poggerà sulla falda acquifera di due rivi, il Geirato e il Ca' de Rissi (record di esondazioni) residenze, parcheggi e supermarket. Su terreni da decenni inquinati dal colorificio. Per una riqualificazione di Molassana, non c'è che dire tutto all'ombra ( legalis-sima ) del cemento, come piace al nostro sindaco e al nostro presidente di regione. Alla prossima alluvione sapremo dove andare a spalare, e non si dovranno meravigliare se come la volta scorsa li manderemo a cagare quando verranno a fare i loro giri di propaganda.

L'autore è presidente del circolo Nuova Ecologia di Legambiente Genova.