lunedì 22 dicembre 2014

la nostra iniziativa di Pontedecimo

Partecipato incontro a Pontedecimo con Domenico Finiguerra

” Sblocca Italia o ammazza Italia? “

Buona partecipazione di pubblico, all’incontro avvenuto venerdì scorso nella Sala Comunale di Pontedecimo, sul tema del decreto “ Sblocca Italia o Ammazza Italia? , con ospite il sindaco ambientalista Domenico Finiguerra, l’incontro è stato organizzato dall’associazione politica “L’Altra Liguria” ed ha visto la partecipazione di personalità vicine alla Federazione della Sinistra, a SEL, al Movimento 5 Stelle ed ai Verdi Europei.
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Domenico Finiguerra e Andrea Agostini
  Ad introdurre l’incontro è stato Andrea Agostini, di Legambiente Liguria che ha criticato pesantemente la politica in tema ambientale e di rispetto del paesaggio prevista dal decreto del  Governo noto come “ Sblocca Italia ”, Agostini ha detto che «Siamo di fronte ad una situazione molto brutta, dove non c’è nessun interesse reale alla salvaguardia del territorio, si stanno per permettere ulteriori edificazioni in collina, nuove trasformazioni di aree agricole in aree edificabili e siamo di fronte a piani regolatori dove non ci sono carte dei corsi d’acqua, sommersi o meno, alcuni di essi che sono esondati anche storicamente, sono classificati come fogne e come tali sfuggono ai piani di bacino», anche sulle decisioni prese nel corso degli anni dalla politica locale aGenova e in Liguria Agostini è stato molto duro «I piani regolatori della Provincia e del Comune non rispettano minimamente le norme europee. A pensare male, si dice, si fa peccato ma raramente si sbaglia. Qui ci troviamo di fronte ad un gruppo di politici e di tecnici che definisco incapaci, presuntuosi, per non dire peggio, che agiscono per l’interesse personale e non per quello pubblico. Siamo di fronte a persone che non hanno nessuna visione del territorio, siamo davanti ad ingegneri ed architetti che decidono di costruire una casa in zone dove non sono mai stati!», infine il rappresentante di Legambiente ha citato le “grandi opere”«La più famosa a Genova è stata la “Gronda autostradale”, dopo aver scomodato vari politici nazionali, il Comune ha convocato, dopo ben cinque anni, la conferenza dei servizi. Il Ministero ha risposto che la Gronda non è un documento esistente sul Puc, pertanto come fa un ente pubblico a fare una conferenza su di un infrastruttura che non è prevista sul piano regolatore? Questo da senso della completa incapacità , per non dire di peggio, di chi amministra!», un esempio di ciò, ha detto Agostini è il Porto di Voltri «sulle cartine era indicato, e come tale è stato presentato, come area agricola verde. Ora mi chiedo chi può pensare che nel porto più importante d’Italia si possa fare un’azienda agricola! Questa è la situazione su cui noi dobbiamo misurarci».
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Manuela Cappello e Domenico Finiguerra
  Manuela Cappello, dell’associazione “Salviamo il Paesaggio” ha parlato delle grandi opere e delle decisioni del Governo nel decreto Sblocca Italia «Siamo davanti a provvedimenti che, andando in senso opposto a quanto fatto negli ultimi anni, danno molto più potere allo Stato e meno alle Province ed ai Comuni, portando ad una grave mancanza di partecipazione democratica. Proprio in merito a questo ricordo che in Liguria manca una legge, che esiste invece ad esempio in Emilia Romagna, sul processo partecipativo dei cittadini, questa legge ha portato ad una serie di processi partecipativi nei Comuni», Manuela Cappello ha ribato che«Anche qui in Liguria serve una legge simile, per opporsi alla sempre maggiore centralizzazione che arriva dallo Stato. Anche i singoli comuni non hanno regolamenti partecipativi, se li hanno sono obsoleti e non corrispondono agli statuti dei Comuni», riguardo alla Regione, la rappresentante di Salviamo il Paesaggio ha spiegato che «la Regione Liguria sta facendo due cose molto importanti : la prima è la Legge urbanistica regionale” che andrebbe a sostituire la legge 36/1987, il secondo è il Piano Territoriale Regionale. La prima è la “legge madre” dalla quale discendono tutte le forme di pianificazione, l’altro è molto importante perché è il documento all’interno del quale c’è il piano conoscitivo della Liguria ed una proiezione strategica della Regione, dove ci si può sbizzarrire tra Gronda, Terzo Valico ed altro». Ma è la legge madre ad essere fortemente criticata da Manuela Cappello «Se troviamo dichiarazioni in favore dell’ambiente, del paesaggio, ecc… tra le righe vediamo invece che ci sono molte cose strane, ad esempio è introdotto l’ambito del“completamento”, il che vuol dire, in poche parole che si può completare costruendo ulteriormente».
Domenico Finiguerra, sindaco per dieci anni del comune di Cassinetta di Lugagnano (Milano), pluripremiato per il suo impegno ambientale, ospite d’onore dell’incontro, ha parlato dello “ Sblocca Italia ” e delle decisioni prese a livello politico nazionale e locale «Mi metto nei panni di un extraterrestre che, arrivando dopo gli eventi alluvionali che hanno colpito praticamente tutta l’Italia, scopre che anziché bloccare le nuove costruzioni si da il via libera ad altro cemento, minimo rimarrebbe esterrefatto scherza Finiguerra, che prosegue «Io ero molto arrabbiato sulla legge regionale lombarda che, malgrado avesse scritto “stop alconsumo del territorio, specificava, dietro le righe, che si parlava di uno stop solo fra qualche anno. Qui in Liguria è ancora peggio, non è nemmeno previsto uno stop alla cementificazione del territorio, ma il peggio, girando l’Italia l’ho visto nel centro-sud, in particolar modo nel Lazio dove vengono date concessioni per cementificare in zone archeologiche, come ad esempio a Tivoli», la cementificazione, ha spiegato Finiguerra, è ancora più pericolosa di quanto si pensi «Un solo ettaro di suolo cementificato è capace di assorbire tre milioni e 700 mila metri cubi d’acquaPer giustificare, inoltre, negli ultimi tempi si usano termini come “bombe d’acqua”, che sono quanto mai scorretti, in quanto si cerca di dare l’eccezionalità ad eventi che non lo sono, per giustificare in realtà i danni provocati dal continuo consumo del territorio», Finiguerra ha ricordato che, dopo l’alluvione della Liguria del 2011 «Una perizia ha evidenziato di come i morti a Genova e nello spezzino, siano avvenuti anche a causa dell’eccessiva cementificazione del territorio».
Il decreto “ sblocca Italia ”, definito da Finiguerra e da altri come una sorta di “ammazza Italia”, rischia di andare in senso completamente opposto alla tutela ed al rispetto del territorio, l’unica possibilità, spiegano gli organizzatori, è che almeno cinque regioni facciano ricorso alla Corte Costituzionale contro questo decreto, al momento solamente due l’hanno fatto : la Basilicata e la Campania per dire stop alle trivellazioni petrolifere previste dal decreto.
Fabio Mazzari

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