domenica 18 gennaio 2015

metti una assemblea sull'expo e l'università.....chiude


accademia san luca
     
 

E POI VOGLIAMO ESSERE CHARLIE? MA SE ABBIAMO PAURA ANCHE DI UN'ASSEMBLEA CONTRO L’EXPO! A MARGINE DELLA CHIUSURA DELL'UNIVERSITÀ STATALE DI MILANO

   
   
 
pubblicato sabato 17 gennaio 2015

Tre giorni di sigilli alla Statale di Milano, per "merito" del rettore, prof. Gianluca Vago, sostenuto dal Prefetto Francesco Paolo Tronca. Il motivo? L’assemblea nazionale del movimento "No Expo”, prevista per oggi. Mentre al Palazzo della Regione si discute di famiglia "vera”, con soluzioni di cura per le persone omosessuali - primi in cattedra l'Associazione Chaire e la rivista Tempi - con il Presidente Maroni a portare la bandiera degli ultimi oscurantisti dei tempi moderni, la paura di un’occupazione dell’ateneo ha portato alla scelta di trasferire corsi ed esami in altre aule e di rendere inagibile, fino a lunedì, la principale sede di via Festa del Perdono. 
"La decisione, condivisa con il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica si è resa necessaria a tutela della sicurezza di studenti, personale e docenti, a fronte della manifestazione nazionale autoproclamata da alcuni centri sociali e dall’area antagonista”, si legge in una nota ufficiale dell’ateneo. 
Non sarà un po’ eccessiva come misura precauzionale? Certo, la paura per i fatti parigini e l’idea che un’assemblea possa tramutarsi in un nuovo ’68 o in una scuola Diaz sono legittime per chi sta alla "tutela", ma forse decisamente esagerate. Anche perché, se nei giorni in cui siamo tutti Charlie, si limita la libertà anche dei cosiddetti "antagonisti”, abbiamo un bel da predicare. E infatti non sono mancate le polemiche degli studenti e degli attivisti, che hanno rilanciato l’hashtag#jesuishypocrites: «Tutti paladini della libertà di espressione, MA chiudono l’ateneo per bloccare un’assemblea», hanno scritto in uno striscione appeso al portone dell'Università.
Oltre al danno per i giovani, increduli e non avvisati, ma che di certo rimedieranno, c’è l’idea di una città che si blinda preventivamente nella paura, come se gli appartenenti al gruppo No Expo, intervistati anche da Exibart nel primo speciale sul numero 88, fossero pericolosi terroristi. «La risposta a chi critica Expo è sempre la stessa: porte in faccia», si legge sul loro sito. Cara Milano, stavolta di Charlie hai decisamente poco. E questa corrente "cattiva" che sfugge dai ranghi del potere, del denaro e del controllo mette a prova i tuoi nervi. Che farai, allora, il prossimo 1 maggio, quando è prevista la mobilitazione su scala nazionale che i movimenti intendono promuovere in occasione dell’opening dell’Esposizione Universale? Magari blindi l’ingresso di Expo. Buona idea, no? 

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