E pensare che negli anni Venti del secolo scorso la radio era un mobile, rivestito in legno, piuttosto statico. Adesso la metti nello zaino e sali correndo sul diretto Salerno-Parma delle 5 e 45. Solo che in questo caso non sei un ascoltatore, sei quello che la fa, la radio. La musica cambia quando trasmetti dal Ghetto di Rigano Garganico, circondato dai braccianti africani, invece che da uno studio di registrazione. Lo sanno bene i nostri avventurosi compagni di Amisnet, l'agenzia indipendente che racconta come cambia il mondo attraverso una rete di emittenti comunitarie e locali, perché l'hanno sognata a lungo quella "Radio in valigia". Adesso hanno finalmente lanciato la campagna di sostegno attraverso il crowfunding: un progetto di radio itinerante e leggera, capace di ascoltare e far ascoltare. È il mondo nuovo che si apre spazi impensabili e fa germogliare il seme della comunicazione ovunque. Lo avete sentito?
Stiamo costruendo uno studio radiofonico da portarci in valigia. O meglio dentro uno zaino che può allo stesso tempo diventare sacca per la bici o essere agganciato ad un apposito carrello della spesa. “Una radio in valigia. Lo studio mobile dell’agenzia AMISnet” è il progetto di una radio itinerante, compatta e leggera, capace insomma di far germogliare il seme della comunicazione ovunque la si voglia portare.
Per sostenere “Una radio in valigia. Lo studio mobile dell’agenzia AMISnet” visita il sito: www.produzionidalbasso.com
Che si tratti di un mercatino contadino o di una baraccopoli in mezzo alla città o ancora di un vagone di treno, quelli ad alta densità di passeggeri ed alto ritardo, dove son stipati i pendolari, “Una radio in valigia” può essere montata rapidamente e, anche se il luogo è angusto e ristretto, aprire insospettabili spazi di comunicazione e informazione. Non è la stessa cosa infatti parlare di sfruttamento da dentro uno studio di registrazione e farlo fuori, al Gran ghetto di Rigano Garganico ad esempio, ideando una trasmissione insieme ai braccianti africani che lo abitano. La musica cambia anche quando la puntata sui trasporti si svolge sul diretto Salerno-Parma delle 5 e 45, e quella sui prezzi raccoglie voci e pensieri dai mercati contadini in piazza.
La valigia si apre e la tavola è apparecchiata con un set da viaggio di microfoni e cuffie, un pc pronto per la registrazione/trasmissione e un telefono per collegamenti e interviste con l’esterno.
Ideato con il sostegno del movimento WWOOF Italia, “Una radio in valigia” sarà costruita con materiali resistenti e anti-shock ma soprattutto predilegendo la pratica del riuso.L’involucro verrà ideato in collaborazione con Officine Zero, una fabbrica romana recuperata e riconvertita, mentre i microfoni saranno quelli riparati e modificati da Braingasm, laboratorio di microfoni artigianali, e per l’informatica si farà ricorso alle doti di Reware, cooperativa che si occupa del recupero di pc. Il nostro studio mobile peserà non più di 6 kg e sarà collegato ad un pannello solare con relativo sistema elettrico per l’autosufficenza energetica.
Il successo della prima tappa dello straordinario viaggio della Radio in Valigia: il Mandillo dei semi, il più importante incontro per lo scambio delle sementi tradizionali del nord Italia
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mercoledì 21 gennaio 2015
una radio,una idea e una speranza per la decrescita
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