buon giorno a tutte/i
non sono molto capace di parlare, quindi provo a scrivere.
Ieri sono stata all'incontro organizzato da Rete a Sinistra, per ascoltare, come ho ascoltato in questi mesi quanto man mano sulla Rete ci riferivano Lucio, Camilla, Danilo e Luigi.
Non riesco a non vedere questa iniziativa come un'operazione di lifting dei partiti che attualmente sono al governo a Genova e in Liguria: PD (anche se solo la componente “civatiana”), SEL, Federazione della Sinistra (cioè Rifondazione e Comunisti d'Italia), Lista Doria; con il sostegno di Megu Chionetti (san Benedetto al Porto) e Walter Massa (arci).
La vittoria alle primarie PD della Paita e i brogli che l'hanno accompagnata, per questa conformazione sono stati provvidenziali: le hanno reso possibile scaricare la “destra” del PD e presentarsi ora alle elezioni regionali come lista “di sinistra”.
La sostanza del loro discorso è: uniti possiamo vincere.
Mi chiedo: vincere al posto di chi? E non riesco a non pensare: di sé stessi – meno la destra PD.
Quindi, per me, non sono alternativi a quanto abbiamo a Genova e in Liguria, da anni ormai.
Inoltre: vinceranno con il 51% dei voti?
Non credo proprio. E allora dovranno allearsi con il resto del PD. E ricomincerà la stessa musica di sempre.
Anche i sei seggi della lista Doria a Genova avevano suscitato speranze. Abbiamo visto dove sono andate a finire.
E Antonio Bruno, indipendente eletto nella lista della Federazione della Sinistra, dopo il voto sulla Gronda è stato attaccato dai due segretari provinciali, di Rifondazione e di Comunisti d'Italia, come ben sappiamo.
In questa gente non ho nessuna fiducia. Non credo a una sola parola di quello che dicono, perché so che in ogni momento possono rimangiarsela.
In questo contesto, che cosa facciamo noi di Altra Liguria?
Ci accodiamo a loro?
Io non ci sto.
Che cosa può succedere se proviamo a presentare una nostra lista, senza i partiti?
Io credo che, se sappiamo comunicare chiaramente che siamo una lista civica alternativa ai partiti, una lista che è la voce delle istanze dei comitati, sull'acqua pubblica, sul trasporto pubblico, sulla gestione corretta dei rifiuti, sullo stop alla cementificazione, sul no alle “grandi opere”, su una sanità efficiente, sostenibile e ugualitaria, sull'accesso libero e gratuito al mare, se sapremo dire anche una parola coraggiosa e credibile sull'occupazione di fabbriche chiuse solo per essere delocalizzate dove i salari e i diritti dei lavoratori sono ancora più infimi che da noi – forse saremo sorpresi da quanta gente vorrà partecipare.
Se sapremo non essere autoritari, dall'alto delle nostre belle convinzioni, ma sapremo coinvolgere tutte e tutti in processi decisionali trasparenti, rispettosi delle diversità, attenti a chi ha meno voce di altri – forse si aprirà uno spazio grande e piacevole dove stare in tante/i.
Sarebbe la prima volta che proviamo a fare una cosa del genere a livello regionale (o sbaglio? ho vissuto fuori dalla Liguria per tanti anni). Quindi non è proprio detto che sia subito un grande successo. Ma sarebbe il primo passo nella buona direzione, la direzione da non abbandonare più.
Io voglio impegnarmi in una cosa così, con tutte le poche capacità e il tempo che ho a disposizione.
Per portare acqua al mulino dei soliti che ci governano da anni, non sono disponibile neanche per un minuto.
Vi mando questo messaggio, fiduciosa che un bel po' di voi, molto più capaci, energici e giovani di me, abbiano voglia di partire per questa avventura.
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